En mezzo al crescente isolamento internazionale e alla nuova offensiva di sanzioni imposta da Washington, il governante Nicolás Maduro ha tenuto questo giovedì uno dei suoi discorsi più aggressivi e deliranti, affermando che il Venezuela è pronto a affrontare militarmente gli Stati Uniti.
“In questi tempi dobbiamo essere come guerrieri e guerriere, con un occhio spalancato e l'altro anche. Lavorando, producendo, costruendo, facendo funzionare tutto sempre e pronti a rompere i denti all'impero nordamericano se necessario, dalla patria di Bolívar”, esclamò Maduro durante un evento trasmesso in televisione con i militanti del Partito Socialista Unito del Venezuela.
Il messaggio si produce in un contesto di tensione crescente con gli Stati Uniti, dopo le recenti sanzioni imposte dall'Amministrazione Trump contro i cosiddetti “narcosobrinimi” di sua moglie Cilia Flores e diverse compagnie petrolifere accusate di finanziare il regime chavista.
Maduro è tornato a fare appello al discorso dell'antiimperialismo e della difesa della sovranità, mentre il paese affronta una delle sue peggiori crisi economiche e umanitarie. Nel suo intervento, ha chiesto ai venezuelani “unità assoluta” di fronte a quella che ha descritto come “una guerra totale dell'impero e dei suoi lacchè”.
"Non c'è sanzione né blocco che possa fermare il popolo di Bolívar. Se l'impero ci tocca, sapranno che il Venezuela non si arrende", ha dichiarato Maduro con tono sfidante.
Il regime chavista ha intensificato negli ultimi mesi gli esercizi militari congiunti con Russia, Iran e Cina, presentandoli come una dimostrazione di forza nei confronti degli Stati Uniti.
Il mandatario ha anche ordinato al alto mando militare di mantenere un “allerta massima” di fronte al dispiegamento navale statunitense al largo delle coste venezuelane, come parte dell'Operazione Lanza del Sud, che Washington assicura essere diretta contro il narcotraffico e il contrabbando di petrolio.
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