Rumor esplosivo mobilita le folle: i cubani accorrono all'Hotel Santiago per l'“aiuto” di Ignacio Giménez



La falsa promessa di 1.100 dollari ha mobilitato le moltitudini a Santiago e L'Avana, rivelando la disperazione e la vulnerabilità dei cubani in tempi di crisi economica.

Cubani fuori dal hotel SantiagoFoto © Facebook / Yosmany Mayeta Labrada

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Decine di santiagueri si sono concentrati fin dalle prime ore di sabato 6 dicembre 2025 nei pressi del Hotel Santiago, a Santiago di Cuba, dopo che è circolata sui social media l'errata informazione che prometteva la consegna di 1.100 dollari da un utente spagnolo, notizia successivamente smentita ufficialmente dal Ministero del Turismo (MINTUR).

Secondo il rapporto del giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada, i vicini e i passanti hanno iniziato ad arrivare “discretamente” da vari quartieri, molti senza certezza che fosse reale, ma spinti dall'aspettativa di ricevere qualche tipo di aiuto economico.

Diverse persone si erano sedute sui marciapiedi, panchine e aree vicine all'hotel mentre il flusso di gente aumentava, attirando rapidamente l'attenzione delle autorità.

Captura di Facebook

Il reporter segnala che, nel giro di pochi minuti, patruglie di polizia sono state inviate nella zona per cercare di “controllare” la situazione, sebbene la presenza di agenti non abbia fermato l'arrivo di altre persone.

Di fronte al crescente trambusto, sia a Santiago che all'Avana, il MINTUR ha emesso una nota smentendo “totalmente” la presunta consegna di denaro e attribuendo il rumor a un'informazione falsa diffusa dallo spagnolo Ignacio Giménez, cui il rapporto assegna la responsabilità di propagare la promessa dei 1.100 dollari.

Mayeta, in una risposta contundente ai messaggi surrealisti di Giménez, inquadra l'episodio come un esempio della disperazione e vulnerabilità della popolazione in un contesto di crisi, dove un rumor può mobilitare centinaia di persone che cercano un sollievo economico immediato.

Captura di Facebook

"Ignacio Giménez ha appena detto, senza alcun pudore, che mente di proposito, che manipola consciamente le emozioni collettive e che gioca con la disperazione del popolo cubano come se fosse un pezzo di laboratorio politico. Le sue stesse parole lo condannano più di qualsiasi critica", ha scritto Mayeta.

Nella sua valutazione, il fatto evidenzia anche il clima sociale che genera la mancanza di trasparenza e la rapidità con cui si diffonde la disinformazione in un paese dove la necessità quotidiana trasforma ogni annuncio in una speranza, anche quando non esiste una conferma ufficiale.

Accusa inoltre lo spagnolo di manipolare il popolo e di giocare con le sue emozioni.

"Ignacio riconosce apertamente di aver creato aspettative che sapeva sarebbero finite in una delusione monumentale, con l'unico obiettivo di “muovere” il popolo. Questo non è leadership, è sperimentare con il bisogno della gente", ha avvertito."

Un fenomeno simile è accaduto sabato scorso a L'Avana, dove “centinaia” si sono radunate davanti all'Hotel Habana Libre dopo che si è diffusa la stessa voce su una distribuzione di 1.100 dollari e il presunto arrivo di “equipaggi identificati con maglioni gialli” che alla fine non si sono presentati.

La scena, registrata in video, mostrava persone in attesa con disorientamento mentre la folla cresceva e il traffico rallentava nella zona, fino a quando il MINTUR ha smentito l'informazione.

Chi è Ignacio Giménez?

Ignacio Giménez è un youtuber/creatore di contenuti spagnolo che è diventato famoso sui social grazie alla pubblicazione di messaggi e dirette sulla Cuba, spesso con annunci “bomba” (piani per “liberare” l'isola, presunte operazioni o rivelazioni) che diventano virali rapidamente.

È stato accusato di diffondere affermazioni senza prove verificabili e di accumulare promesse grandiose che poi non si concretizzano.

Il mezzo indipendente elTOQUE ha dedicato un profilo critico in cui mette in discussione la sua credibilità e il suo modo di promettere senza mantenere. elTOQUE

Più recentemente ha diffuso un rumor su Raúl Castro che lo stesso Giménez ha riconosciuto di aver inventato, descrivendolo come una “prova” per misurare i media e le pagine.

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