In mezzo a una crisi sanitaria, si vantano dei risultati nella salute a Matanzas



Durante una crisi sanitaria a Cuba, si evidenziano presunti successi medici a Matanzas in occasione della visita di Franco Cavalli. Tuttavia, la realtà ospedaliera mostra scarsità di risorse e medicinali.

Fumigazione a Matanzas (Immagine di riferimento)Foto © Periódico Girón

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En mezzo a una crisi epidemiologica e ospedaliera che colpisce tutta l'isola, le autorità cubane della Salute Pubblica hanno mostrato a Matanzas presunti progressi del sistema sanitario durante la visita del presidente di MediCuba Europa, l'oncologo svizzero Franco Cavalli.

Il percorso, diffuso dal mezzo ufficiale Periódico Girón, ha incluso l'Ospedale Provinciale Clinico Chirurgico Docente Faustino Pérez, dove Cavalli ha incontrato i dirigenti del settore e ha appreso riguardo ai “principali risultati” ottenuti grazie alla “solidarietà di organizzazioni internazionali”.

La direttrice dell'ospedale, Taymí Martínez Naranjo, ha assicurato che i miglioramenti “si riflettono nei nostri indicatori e anche nell'ambiente lavorativo dei dipendenti”. Ha aggiunto che gli investimenti in infrastrutture tecnologiche “si traducono in una migliore assistenza ai pazienti”.

Durante la visita, Cavalli ha sottolineato la “disparità tra paesi poveri e ricchi riguardo ai trattamenti e alla sopravvivenza al cancro”, e ha insistito sull'importanza della diagnosi precoce. Ha anche menzionato la necessità di “avere una fotografia della situazione che vive Cuba” per preparare un programma globale di cooperazione, e ha affermato che la sua organizzazione intende “aumentare l'aiuto nel settore della Neonatologia e della Pediatria”.

Facebook / Periódico Girón

Tuttavia, mentre i mezzi di comunicazione ufficiali evidenziavano i presunti progressi del sistema sanitario di Matanzas, decine di utenti esprimevano frustrazione e rabbia per la pubblicazione. “Sarebbe utile garantire i farmaci controllati e le diete mediche, soprattutto per i pazienti oncologici”, ha scritto un’utente. Altri hanno definito la notizia un “scherno” e una “vergogna”, denunciando che “nelle farmacie non ci sono farmaci da marzo” e che negli ospedali “non ci sono forniture nemmeno per curare una ferita”.

Le reazioni riflettono un sentimento diffuso nel paese, dove la scarsità di medicinali, la precarietà ospedaliera e il focolaio simultaneo di dengue e chikungunya hanno aggravato il collasso sanitario. Negli ultimi giorni, la viceministra Carilda Peña García ha assicurato che il sistema sanitario cubano è "migliore di quello di molti paesi", nonostante riconosca un focolaio nazionale di arbovirosi con decine di decessi, tra cui diversi minori. Secondo dati ufficiali, più di 39 mila persone si sono ammalate di chikungunya e dengue nelle 14 province del paese.

Paralelamente, il ministro della Salute, José Ángel Portal Miranda, ha presieduto atti protocollari a L'Avana per consegnare medaglie e riconoscimenti ai lavoratori del settore, in un contesto di crisi epidemiologica. Nello stesso periodo, i media statali evidenziavano donazioni simboliche di materassi o attrezzature negli ospedali, in coincidenza con le celebrazioni per la Giornata della Medicina Latinoamericana.

La realtà ospedaliera, tuttavia, contrasta con la propaganda ufficiale. Immagini diffuse dai centri sanitari di Santiago di Cuba mostrano bagni collassati, sporcizia accumulata e mancanza di forniture di base nelle sale di emergenza. Nell'Ospedale di Contramaestre, pazienti e familiari hanno denunciato che “non ci sono medicinali, né acqua, né condizioni igieniche minime”, e che il personale medico “lavora abbandonato, senza risorse”.

Nel frattempo, medici dentro e fuori Cuba avvertono di un aumento di polmoniti gravi e morti senza diagnosi. Lo specialista cubano Lázaro Elieser Leyva ha chiesto “aiuto sanitario internazionale” per affrontare la situazione, segnalando che i professionisti sono privi di mezzi diagnostici e che molti casi rimangono senza spiegazione clinica.

La visita del presidente di MediCuba Europa a Matanzas avviene, quindi, in un contesto di precarietà generalizzata, caratterizzato da ospedali sovraccarichi, interruzioni di corrente, scarsità di medicinali e una crescente sfiducia nelle istituzioni. Il contrasto tra gli atti ufficiali e l'esperienza quotidiana di migliaia di cubani rimarca nuovamente la distanza tra il discorso del regime e la realtà sanitaria del paese.

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