Trump ordina di intitolare il Istituto della Pace a Washington D.C. al suo nome.



L'Istituto per la Pace degli Stati Uniti a Washington D.C. è stato rinominato Istituto per la Pace Donald J. Trump, in seguito a una sentenza che ha impedito la sua chiusura. Si celebra un accordo di pace tra RDC e Ruanda.

Istituto della PaceFoto © X / Dipartimento di Stato

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Il presidente Donald J. Trump ha ordinato di rinominare l'Istituto per la Pace degli Stati Uniti (U.S. Institute of Peace, USIP) a Washington D. C. e, secondo un annuncio diffuso dal governo, il Dipartimento di Stato ha già effettuato il cambio di nome questo mercoledì.

“Benvenuti all'Istituto della Pace Donald J. Trump”, afferma il comunicato, che presenta la misura come un omaggio “al più grande negoziatore della storia” del paese.

L'annuncio è avvenuto nell'ambito di un evento internazionale previsto presso la sede dell'istituto: la cerimonia ufficiale di firma di un accordo di pace tra la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il Ruanda, descritta come un passo significativo per sancire la fine di un conflitto che dura da oltre tre decenni.

All'evento parteciperanno Trump, il presidente della RDC Félix Tshisekedi, il presidente del Ruanda Paul Kagame e una decina di capi di Stato o rappresentanti, secondo la stessa fonte.

La decisione di rinominare l'istituto arriva dopo una intensa disputa legale e politica sul futuro del USIP.

Un giudice federale ha bloccato a maggio il tentativo dell'Amministrazione Trump di chiudere l'istituto, dopo aver ritenuto che il takeover e lo smantellamento fossero irregolari.

La giudice Beryl Howell, del Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti, ha stabilito —secondo il riassunto citato— che la sede è stata occupata dal Dipartimento di Efficacia Governativa (DOGE), guidato da Elon Musk, tramite “forza bruta” con il supporto di agenti delle forze dell'ordine di tre agenzie locali e federali, e ha annullato i licenziamenti che erano seguiti a quell'intervento.

La domanda è stata presentata da ex membri del consiglio direttivo e dall'ex presidente dell'organizzazione, i quali hanno sostenuto che l'istituto, per legge, è un'entità indipendente senza scopo di lucro, motivo per cui la destituzione del suo consiglio non rispettava i requisiti legali e inoltre ignorava i comitati del Congresso che supervisionano il USIP.

Il verdetto, sempre secondo il testo, ha concluso che l'istituto non esercita funzioni del Potere Esecutivo e opera in ambito di ricerca, insegnamento e formazione legati alla pace globale, motivo per cui un'ordinanza esecutiva di febbraio che ordinava la sua chiusura è stata bloccata giuridicamente.

In questo contesto, l'annuncio del cambio di nome riapre l'attenzione sull'istituto, ora presentato dall'amministrazione come scenario di una firma di pace internazionale e, allo stesso tempo, come simbolo politico interno.

Il comunicato si conclude con una frase di tono celebrativo: “Il meglio deve ancora venire”.

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