Il progetto cubano, conosciuto sui social come El 4tico, ha offerto una dura riflessione sulle ragioni per cui il regime di L'Avana si rifiuta di concedere l'amnistia ai prigionieri politici.
In un video pubblicato sul suo profilo Instagram, si analizza la strategia di controllo del potere nell'isola, affermando che il governo ha imparato dalla propria storia per evitare qualsiasi possibilità di cambiamento democratico nel paese.
“Il regime cubano ha appreso la lezione più importante nel 1955: ‘Non lasciare mai andare chi potrebbe rovesciarti dopo’”, ha dichiarato l'artista, in riferimento all'amnistia concessa a Fidel Castro dal dittatore Fulgencio Batista, una decisione che ha permesso il suo successivo ritorno al potere tramite la via armata.
Il comunicatore ha aggiunto che durante il Progetto Varela, promosso da Oswaldo Payá, hanno appreso la seconda lezione: "Anche la cosa più pacifica diventa pericolosa se la gente inizia a crederci possibile".
Nel contesto di questo spazio dissidente all'interno di Cuba, il regime consente la raccolta di firme o petizioni cittadine perché ogni nome fornisce informazioni utili per gli organi di intelligence dello Stato. Questo consente loro di individuare chi organizza, chi nutre speranza nel cambiamento e chi è disposto a impegnarsi per ottenere la democrazia, piuttosto che lottare per sopravvivere.
El 4tico ha sottolineato che la dittatura del 2025 non commette errori per principi né per ideali, ma agisce mossi da una logica di “sopravvivenza perfezionata”. Ogni richiesta di amnistia ignorata rappresenta, secondo questi creatori di contenuti, una doppia vittoria per il regime: identifica i dissidenti e toglie loro la speranza.
"L'ironia è che lo stesso sistema che è nato da un'amnistia ora sa che firmarne una sarebbe la sua condanna a morte."
Il video ha generato ampio dibattito tra i sostenitori di El4tico, i quali concordano sul fatto che la repressione politica continui a essere il principale ostacolo per la libertà a Cuba.
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