Cuba continua a perdere talento: quasi 40 prospetti firmano contratti in mezzo al maggiore esodo sportivo della sua storia



La crisi a Cuba spinge l'esodo di talenti nel baseball: 39 prospetti hanno firmato con la MLB nel 2024-2025. La mancanza di opportunità e risorse costringe i giovani ad emigrare per raggiungere stabilità e successo professionale.

Peloteros cubani (Immagine di riferimento)Foto © Facebook/Francys Romero

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La crisi sociale, economica e politica che attraversa Cuba continua a spingere un esodo di massa senza precedenti nel suo baseball: quasi 40 prospetti cubani hanno firmato con organizzazioni di MLB nel periodo di firme internazionali 2024–2025, una cifra che conferma, ancora una volta, il collasso del sistema sportivo dell'isola

Così ha informato su Facebook il giornalista specializzato Francys Romero, uno degli analisti più affidabili sulla diaspora del baseball cubano.

A soli 15 giorni dalla chiusura del periodo di firme, 1.011 giocatori provenienti da 23 paesi hanno stipulato contratti con organizzazioni di Major League Baseball. Tra questi, Cuba appare con 39 firme, una cifra sproporzionata per un paese senza partecipazione formale nel mercato internazionale e il cui talento deve sfuggire tramite vie irregolari o emigrare per aspirare a un contratto.

Romero ha dettagliato la distribuzione delle firme per paese:

República Dominicana: 441

Venezuela: 386

Messico: 62

Cuba: 39

Colombia: 25

Panamá: 15

Nicaragua: 6

Taiwan: 5

Italia: 4

Bahamas: 4

Giappone: 3

Corea del Sud: 3

Stati Uniti: 3

Curazao: 2

Brasile: 2

Australia: 2

Aruba: 2

Haiti: 2

Isole Vergini (EE.UU.): 1

Francia: 1

Saint Marteen: 1

Sudan del Sud: 1

Uganda: 1

Un esodo che risponde a un'unica realtà: Cuba non offre futuro

Le 39 aziende cubane non rappresentano un successo dello sport nazionale, ma piuttosto una diagnosi brutale: i giovani devono lasciare il paese per poter aspirare a una carriera professionale, a contratti dignitosi e a stabilità economica per le loro famiglie.

Mentre i paesi dei Caraibi e dell'America Latina utilizzano accademie e programmi ufficiali per sviluppare talenti, a Cuba l'emigrazione dei prospetti avviene a causa di: un profondo deterioramento della struttura sportiva; salari simbolici e insufficienti; restrizioni statali per firmare con la MLB; mancanza di risorse, attrezzature e alimentazione adeguata; insicurezza giuridica e repressione politica, e un paese socialmente ed economicamente collassato.

Romero ha documentato per anni questa tendenza e avverte che Cuba sta vivendo la maggiore fuga di pelotero della sua storia, un fenomeno accelerato dall'aggravarsi della crisi interna e dall'assenza di un piano statale che offra opportunità concrete.

Una diaspora che compete già con potenze regionali

Cuba, che un tempo era un solido e organizzato vivaio sportivo, oggi appare nella lista delle firme internazionali attraverso la via meno desiderata: la migrazione forzata del suo talento. Con 39 firme, supera paesi con leghe professionistiche attive e strutture formali, come l'Italia, la Corea del Sud o il Giappone.

Il baseball cubano, specchio di un paese in crisi

Lo sport nazionale riflette la realtà del paese: mentre migliaia di giovani vedono nell'esodo l'unica via d'uscita, l'Isola continua a perdere generazioni di talenti che avrebbero potuto nutrire un sistema sportivo che oggi è praticamente smantellato.

Cuba non partecipa ufficialmente al mercato internazionale, ma i suoi figli sì: dall'esterno, dall'esilio, dalla diaspora. Questo è il nuovo mappa del baseball cubano.

E queste 39 firme non sono una celebrazione: sono la prova più recente che a Cuba non c'è futuro per la maggior parte dei suoi sportivi.

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Redazione di CiberCuba

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