Un mese dopo l'uragano Melissa, il trasporto nell'est di Cuba è ancora in emergenza



Secondo le autorità, la circolazione dei treni nazionali, interrotta a causa dei danni in vari segmenti della Linea Centrale, dovrebbe riprendere "nei prossimi giorni".

Dirigenti cubani accanto a un ponte distrutto dall'uraganoFoto © Facebook / Eduardo Rodríguez Dávila

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Più di un mese dopo il devastante passaggio delluragano Melissa per l'oriente di Cuba, la situazione dei trasporti - soprattutto quello ferroviario - è ancora lontana dalla normalità.

Le autorità insistono che i lavori di recupero stanno progredendo, ma i rapporti ufficiali continuano a evidenziare un'infrastruttura collassata, danni accumulati nel corso degli anni e un paese che affronta questa crisi con una vulnerabilità che la tempesta ha reso ancora più evidente.

Il ministro dei Trasporti, Eduardo Rodríguez Dávila, ha condiviso su Facebook un nuovo report sulle attività nella regione orientale.

Captura di Facebook / Eduardo Rodríguez Dávila

Il messaggio, firmato dal primo viceministro Luis Roberto Rosés, illustra le azioni in corso e le proiezioni immediate.

Ma conferma anche, tra le righe, il profondo deterioramento del sistema ferroviario e di molte strade, che già presentavano gravi carenze prima del ciclone e ora affrontano un livello di distruzione senza precedenti.

Ferrovie: promesse di connessione mentre persistono i tratti distrutti

Secondo il bilancio, "nelle prossime 48 ore" dovrebbe essere connessa la provincia di Santiago di Cuba con Guantánamo e Granma, specificamente con Bayamo.

Per quanto riguarda la circolazione dei treni nazionali - interrotta tra i danni in diversi tratti della Linea Centrale - si prevede che riprenda "nei prossimi giorni".

All'inizio di novembre, quasi tutti i treni nazionali sono stati cancellati a causa dei danni severi causati da Melissa. È rimasta attiva solo la tratta La Habana–Holguín, con un viaggio ogni quattro giorni.

Rodríguez Dávila ha annunciato che la strada tra Bayamo e Camagüey sarà il prossimo tratto da recuperare, per collegarsi nuovamente con la Línea Central attraverso la quale passa la rotta nazionale La Habana–Bayamo/Manzanillo.

I danni segnalati dall'uragano includono terrapieni distrutti, rotaie pendenti su fossati aperti e ponti erosi.

Le immagini diffuse dal ministro nelle settimane precedenti mostravano tratti completi della ferrovia a Santiago "in aria", come è avvenuto tra i chilometri 833 e 834.5, e il crollo totale del rilevato al chilometro 205.8, a Palma Soriano.

Al momento, le autorità assicurano che le stazioni ferroviarie stanno venendo preparate per ricevere treni a breve, con particolare attenzione alla terminal Senén Casas, a Santiago di Cuba, dove viene fornito servizio ai passeggeri dei treni, degli Ómnibus Nazionali e di Vía Azul.

Ma il grado di danno accumulato -sia prima che dopo il ciclone- indica che la ripresa sarà lenta e disuguale.

Strade: lavori annunciati, danni persistenti

Nella sua aggiornamento, il dirigente ha informato su un piano congiunto con il Ministero delle Costruzioni per recuperare le strade di interesse nazionale e locale, e ha affermato che il programma dispone "delle risorse necessarie".

Tra le azioni previste c'è un secondo abbattimento a Babujal, Guamá, dove il movimento della montagna sul mare ha reso la strada completamente impraticabile.

La manovra mira a allontanare definitivamente la via costiera per evitare che i fenomeni estremi la distruggano continuamente.

A sua volta, è stata menzionata la riparazione di una via interna a Palma Soriano, con otto punti interessati e la cui riabilitazione è fondamentale per trasportare acqua, muovere persone e garantire la raccolta.

La descrizione dello stesso ministro riguardo ai lavori - dipendenti da pietre, livellamento e un ampio sforzo manual - rivela il livello di precarietà strutturale che già esisteva prima dell'uragano.

Sebbene alcune rotte urbane e municipali "dove è possibile accedere" rimangano attive, le limitazioni continuano a essere severe.

Le difficoltà di circolazione non solo influiscono su servizi essenziali come il trasporto di pazienti in emodialisi, ma anche sulla mobilità generale in una regione dove molte comunità continuano a essere parzialmente isolate dalla fine di ottobre.

Il 10 novembre è arrivata assistenza tecnica proveniente dal Venezuela, con specialisti in ponti, viabilità, opere civili e servizi elettrici, insieme a risorse aggiuntive tramite il meccanismo ALBA.

Porti e aiuto esterno: operazioni vitali in mezzo all'emergenza

Il settore portuale ha mantenuto il suo funzionamento. Due navi erano in fase di scarico: una con donazioni dal Venezuela e l'altra con 13.000 tonnellate di riso. Dopo la partenza di quest'ultima, si attende l'arrivo di una nave con zucchero.

Il nave, inoltre, tornerebbe nel suo paese per raccogliere nuovi materiali destinati al ripristino stradale e delle opere edili.

Melissa: un impatto devastante su un'infrastruttura già indebolita

L'uragano Melissa ha toccato terra il 29 ottobre lungo la costa sud di Guamá, a Santiago di Cuba, classificato come "estremamente pericoloso".

Il suo passaggio ha lasciato praticamente tutto l'oriente del paese isolato, con danni che si sono aggiunti a un sistema di trasporti già in profondo deterioramento prima del fenomeno.

Le conseguenze sono state immediate: sospensione di quasi tutti i treni nazionali, strade devastate, tratti ferroviari collassati e interi villaggi senza connettività terrestre. La popolazione è rimasta esposta per giorni, senza vie d'accesso né servizi di base garantiti.

Un mese dopo, la situazione continua a essere critica.

Sebbene il governo assicuri che la ripresa stia avanzando e che ci siano risorse per completare i lavori, i dati, i danni visibili e la lentezza del ripristino mostrano una realtà diversa: il paese affronta questa emergenza con un'infrastruttura al limite e con una capacità di risposta insufficiente.

La crisi dei trasporti a Cuba non è iniziata con Melissa, ma l'uragano ha messo in evidenza, con crudezza, lo stato reale del sistema. La ripresa sarà lunga, costosa e - a giudicare dalla complessità dei danni - molto lontana dal risolversi nei tempi che le autorità annunciano.

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