Giornalista ufficialista che ha denunciato la crisi sanitaria: "Tre mesi fa noi matanceros eravamo degli esagerati."



La giornalista Yirmara Torres critica la gestione della crisi del chikungunya a Matanzas, evidenziando la minimizzazione del focolaio da parte del governo e la mancanza di risorse nel settore sanitario. La sua denuncia sfida il discorso ufficiale.

Zanzare, immagine realizzata con IAFoto © CiberCuba / Sora

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La giornalista matancera Yirmara Torres Hernández, legata alla radio statale, ha nuovamente messo in discussione pubblicamente la gestione governativa della crisi sanitaria a Matanzas, affermando che solo tre mesi fa le autorità hanno minimizzato la gravità del focolaio di chikungunya e hanno definito “esagerati” coloro che allertavano sulla situazione.

“Tre mesi fa, noi matanceros eravamo degli esagerati e il chikungunya non era preoccupante. Cosa è successo?”, ha scritto su Facebook, accompagnando il messaggio con una richiesta diretta alle istituzioni sanitarie del territorio.

Il pronunciamiento di Torres arriva in uno dei momenti più tesi dell'epidemia a Matanzas, dove la popolazione denuncia la mancanza di disinfestazioni, la carenza di medicinali, l'abbandono di aree insalubri e un numero di malati che cresce ogni giorno, mentre il governo insiste sul fatto che la situazione è controllabile.

La sua pubblicazione è avvenuta dopo che aveva raccontato della morte di una donna del quartiere di suo figlio, deceduta dopo aver contratto la chikungunya mentre affrontava un'altra malattia preesistente.

“Non ci sono morti, ma ci sono”, disse allora, contraddicendo direttamente le autorità sanitarie che hanno negato decessi associati all'epidemia.

Captura di Facebook

La reazione ufficiale dopo quel primo post non tardò. L'emittente statale Radio 26, dove lavora Torres, diffuse un comunicato per ridurre la legittimità della sua denuncia, accusando “piattaforme digitali straniere” di “manipolare” le sue parole e di estrapolarle dal contesto.

Secondo il testo —diffuso dalla direttrice provinciale di Radio, Odalys Oriol Miranda Suárez— la pubblicazione della giornalista “non riflette una preoccupazione legittima” e sarebbe stata presentata come una “denuncia contro il sistema”.

Il comunicato di Radio 26 ha difeso il sistema sanitario di Matanzas, ha affermato che le autorità agiscono con “trasparenza” e ha negato categoricamente che ci sia una mistificazione dei decessi per arbovirosi.

L'istituzione ha anche sottolineato che Torres “non ricopre incarichi dirigenziali”, un evidente tentativo di prendere le distanze dalla sua testimonianza e presentarla come un'opinione personale priva di rilevanza istituzionale.

Un testimone che rompe il silenzio ufficiale

L'insofferenza del regime nei confronti della pubblicazione di Torres risiede nel fatto che la sua voce proviene direttamente dal apparato mediatico statale, un contesto in cui è insolito che i giornalisti mettano in discussione pubblicamente la versione ufficiale.

Il suo messaggio, ampiamente condiviso sui social media, ha posto al centro del dibattito la mancanza di controllo epidemiologico, l'insalubrità e la scarsa risposta delle autorità sanitarie.

La giornalista ha descritto un panorama in cui i matanceros vivono con la paura di ammalarsi in un territorio segnato dalla scarsità di farmaci, dalla mancanza d'acqua, dalla proliferazione di zanzare e dall'assenza di disinfestazione sistematica.

Su proprio figlio, profondamente colpito dalla morte della vicina, fornì la testimonianza che la portò a rompere il silenzio.

Il brote di chikungunya a Matanzas ha generato un'ondata di preoccupazione dentro e fuori dal territorio.

Le autorità, tuttavia, hanno insistito nel negare decessi associati, nonostante numerosi cittadini segnalino casi critici, complicazioni gravi e morti di persone vulnerabili.

In questo scenario, l'intervento di Yirmara Torres ha fungito da crepa nel discorso ufficiale.

La sua affermazione —“Tre mesi fa ci hanno chiamati esagerati”— ricorda che sin dall'inizio dell'epidemia molti matanceros hanno denunciato sintomi gravi, il collasso dei servizi sanitari e un aumento costante di malati, mentre lo Stato minimizzava le segnalazioni di allerta.

Il messaggio di Torres ha risuonato precisamente perché proviene da una lavoratrice della stampa statale che, nonostante il suo ruolo all'interno del sistema, ha deciso di esporre pubblicamente ciò che vivono migliaia di famiglie matanceras.

La sua denuncia costringe a confrontarsi con una realtà che le autorità hanno cercato di minimizzare e riapre la domanda che lei stessa ha posto.

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Redazione di CiberCuba

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