Dure parole di una giornalista di regime per la crisi sanitaria a Matanzas: “Non ci sono morti, ma ci sono”

Una giornalista di regime rompe il silenzio a Matanzas: denuncia morti per chikungunya e l’abbandono da parte del regime, che continua a negare ciò che molti già vivono e soffrono sulla propria pelle.

Bambino malato a Matanzas (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Raúl Navarro González

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La situazione a Matanzas ha tenuto in sospeso buona parte della popolazione cubana, preoccupata per le malattie che colpiscono quel territorio e l'occultismo che caratterizza il regime, il che alimenta la paura che il problema sia molto più grave di quanto il governo riconosca pubblicamente.

Queste sospetti hanno guadagnato più forza nelle ultime ore, dopo che una voce dello stesso governo ha osato rompere il silenzio.

La giornalista Yirmara Torres Hernández, legata alla radio locale, ha pubblicato sul suo profilo di Facebook un messaggio toccante in cui denuncia la morte di persone nella sua comunità a causa del focolaio di chikungunya, in diretta contraddizione con le versioni ufficiali che negano i decessi.

Captura Facebook / Yirmara Torres Hernández

Non ci sono morti, ma ci sono, ha scritto la comunicatrice questo giovedì, raccontando della morte di un'anziana vicina di suo figlio, morta dopo aver contratto il chikungunya mentre affrontava un'altra condizione medica.

La storia è giunta attraverso il figlio della giornalista, che si è mostrato profondamente colpito dalla perdita, un testimonio profondamente toccante che contraddice frontalmente il regime, il quale ha negato la morte di persone a causa delle epidemie che colpiscono Matanzas.

Nel suo testo, Torres raccoglie altre esperienze e messaggi inviati da cittadini matanceros, tra cui una exprofessoressa universitaria che ha raccontato come il marito di sua nonna sia deceduto nell'ospedale provinciale Faustino Pérez dopo essere stato ricoverato per uno di quei virus e rimanerci solo un giorno.

La giornalista —che aveva già segnalato giorni prima la sua personale esperienza con la malattia— lancia un appello urgente a guardare oltre il discorso trionfalista.

“Quando la febbre iniziò a diminuire e riuscì a tenere il telefono, scrissi della mia esperienza con il chikungunya... avvisai su cosa potesse succedere se non si fosse fatto nulla”, scrisse, riconoscendo che anche in quel momento conosceva già casi fatali, sebbene non ufficialmente attribuiti al virus.

“Diverse persone mi hanno scritto in privato per raccontarmi dei loro morti”, confessò.

Queste parole evocano i giorni bui della pandemia, quando il regime cubano negava pubblicamente i decessi per COVID-19, nonostante la popolazione sapesse che la realtà era un'altra.

Torres espone anche le cause strutturali dell'aggravamento della crisi: la mancanza d'acqua, di farmaci, di elettricità, l'insalubrità crescente e l'abbandono totale delle misure antivettoriali.

"Viviamo in uno stress costante, siamo malnutriti, immunodepressi...", si lamentò.

“Le notti sono dei moscerini, dei ratti, delle blatte... Che controllo antivettoriale ci sarà in questo modo?”, si chiede.

La giornalista non nasconde la sua frustrazione nei confronti del discorso ufficiale che insiste sul fatto che tutto è "sotto controllo".

Quello che succede è che il abbandono fa male. Quello che succede è che fa male che si insulti la tua intelligenza. Quello che succede è che fa male la derisione, afferma con parole che contrastano con il discorso ufficiale e oscurantista che solitamente caratterizza le epidemie a Cuba.

Il messaggio ha generato forte repercussione, non solo per la crudezza del contenuto, ma perché proviene da una giornalista del sistema, in una provincia dove il Ministero della Salute Pubblica ha minimizzato la situazione e il governo ha improvvisato ospedali di fronte al collasso dei centri pediatrici.

Di fronte alla censura, alla disinformazione e alla paura, le parole di Torres risuonano come una rara testimonianza di onestà dall'interno dell'apparato informativo statale: “Questo lo sanno molte famiglie, vicini e lo sanno i medici e i politici che non hanno perso la loro umanità”.

Domande frequenti sulla crisi sanitaria a Matanzas

Qual è la situazione attuale della crisi sanitaria a Matanzas?

La situazione a Matanzas è critica, con un focolaio di chikungunya che colpisce severamente la popolazione. La giornalista Yirmara Torres Hernández ha denunciato decessi e un collasso sanitario, contraddicendo la versione ufficiale che nega morti. Il sistema sanitario è sopraffatto dalla mancanza di risorse, medicinali e controllo vettoriale.

Cosa ha detto il governo cubano riguardo alle morti per chikungunya a Matanzas?

Il governo cubano, attraverso il Ministro della Salute Pubblica, ha ufficialmente negato l'esistenza di morti per chikungunya a Matanzas. Tuttavia, testimonianze e denunce di cittadini e giornalisti contraddicono questa affermazione, segnalando morti non riconosciute ufficialmente.

Quali sono le condizioni che hanno aggravato la crisi sanitaria a Matanzas?

La crisi sanitaria a Matanzas è stata aggravata dalla mancanza d'acqua, farmaci, blackout e dalla generalizzata insalubrità. L'accumulo di spazzatura e la trascuratezza nel controllo dei vettori hanno favorito la proliferazione dell'insetto Aedes aegypti. Queste condizioni hanno esacerbato la diffusione del virus e il collasso del sistema sanitario.

Come sta rispondendo la popolazione di Matanzas di fronte alla crisi sanitaria?

La popolazione di Matanzas sta affrontando la crisi con denunce pubbliche e testimonianze sulla gravità della situazione. Cittadini e figure pubbliche hanno criticato la mancanza di trasparenza del governo e la precarietà del sistema sanitario. Molte persone dipendono da aiuti esterni per ottenere farmaci e fronteggiare l'epidemia.

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Redazione di CiberCuba

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