Un nuovo video della giovane cubana Ana Sofía Benítez Silvente circola sui social mostrando, attraverso un dialogo umoristico, una critica diretta alla gestione economica del paese, alla dipendenza dal dollaro e alla campagna statale contro El Toque.
La creatrice di contenuti di appena 20 anni ha pubblicato un nuovo sketch in cui, con il suo abituale stile di satira velata, stabilisce un gioco di ruoli per mettere in discussione la situazione economica e politica dell'isola.
Il dialogo inizia con uno scambio apparentemente banale, ma che presto rivela riferimenti diretti alla figura dell'ex ministro dell'Economia, Alejandro Gil, a cui si fa riferimento come Gil-berto “il ladro”, mentre si ironizza sulla vicinanza e sulla complicità che hanno caratterizzato la sua gestione.
La interazione avanza verso un altro obiettivo: la dollarizzazione di fatto intrapresa dal governo, che vende alimenti, articoli di prima necessità ed elettrodomestici in negozi accessibili solo a coloro che dispongono di valute convertibili, mentre paga stipendi e pensioni in un peso cubano fortemente svalutato.
Quando uno dei personaggi menziona "Yuesdi (USD)", la conversazione si trasforma in una metafora sulla dipendenza, l'ineguaglianza e le relazioni di potere attraversate da una moneta che domina la vita quotidiana dei cubani.
Il colpo di grazia arriva quando la creatrice accenna “No al toque”, una frase che funge da dardo contro la campagna ufficiale di molestie contro il mezzo indipendente El Toque e la sua Tasa Rappresentativa del Mercato Informale.
Il video culmina con un breve alterco verbale su chi controlla la conversazione e chi beneficia della narrativa, per concludere con un'immagine che è già diventata abituale nella sua opera: “Libertà”.
Quindi, quell'ultimo accenno si collega ad altre opere in cui ha citato la Costituzione e José Martí per giustificare il suo diritto di esprimersi, un espediente che fa parte del suo linguaggio politico ed estetico.
La pièce genera numerosi commenti sui social, dove gli utenti evidenziano il “umorismo contaminante” e la capacità della giovane di ridicolizzare il potere senza cadere nella volgarità.
Altri celebrano la satira come un gesto di irreverenza in un contesto segnato dalla censura e dalla vigilanza.
A ottobre, uno dei suoi video è diventato virale dopo aver denunciato la precarietà quotidiana a Cuba e aver fatto appello alla libertà di espressione consacrata nella Costituzione, nel mezzo di richieste affinché le istituzioni correggessero un errore nel suo titolo universitario.
Graduata di Tecnico Superiore in Protesi Stomatologica, ha ritratto la vera odissea che comporta ottenere un titolo a Cuba, mentre in pochi minuti ha smontato la frase che tanti funzionari del regime ripetono come un dogma, che “quel titolo universitario lo devi alla Rivoluzione”.
También denunció che l'azienda monopolistica delle Telecomunicazioni di Cuba (Etecsa) le ha interrotto la connessione a internet per silenziare le sue pubblicazioni e limitare la portata del suo messaggio sui social media.
La giovane difende il suo diritto di esprimere la propria opinione facendo riferimento all'articolo 54 della Costituzione cubana, che garantisce la libertà di pensiero, coscienza ed espressione. Affirma, inoltre, che la rivoluzione non le ha fornito comodità e che le sue opinioni sono valide nonostante le critiche ricevute per la sua situazione economica.
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