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Il medico intensivista e deputato all'Assemblea Nazionale Francisco Ricardo Sagaró Rosales è intervenuto a difesa dell'Ospedale Infantile Nord “Juan de la Cruz Martínez Maceira”, a Santiago de Cuba, dopo la forte commozione generata dalla denuncia di presunta negligenza medica nel caso della bambina Sheila Sinai Escobar Puente, di un anno e due mesi, la cui famiglia incolpa il personale sanitario per il peggioramento critico del suo stato di salute.
In un post sui social media, Sagaró Rosales ha affermato che il personale dell'ospedale pediatrico —conosciuto comunemente come la ONDI— “si dedica anima e corpo ai suoi pazienti” e ha avvertito che il caso non deve essere usato per “alimentare l'odio” contro le istituzioni né contro i professionisti della salute.
“Dentro della Medicina ho sempre ammirato tre specialità in modo quasi religioso per il livello di sacrificio che comportano: Oncologia, Pediatria e Ematologia. Nelle attuali condizioni che affrontiamo a causa della situazione epidemiologica, il nostro personale si dedica anima e corpo ai propri pazienti”, ha scritto.
Il funzionario, che lavora presso l'Ospedale Clinico–Chirurgico “Dr. Juan Bruno Zayas Alfonso”, ha messo in discussione che persone “senza una piena comprensione della causa né competenza scientifica” utilizzino i social media per “danneggiare tale lavoro”.
En particolare, ha difeso l'Ospedale Pediatrico Nord “Juan de la Cruz Martínez Maceira”, del quale ha affermato che “è sempre stato e continua ad essere un esempio di sacrificio e dedizione da parte del suo personale” e ha ricordato che i suoi colleghi intensivisti “hanno trascorso ore di veglia durante la pandemia di COVID-19, come tutti nella provincia, e ancora oggi continuano a dare il massimo”.
Le parole del medico deputato vengono dopo che una famiglia di Santiago ha denunciato pubblicamente su Facebook una presunta negligenza medica nello stesso ospedale, dove la piccola Sheila Sinai Escobar Puente è stata ricoverata e poi è entrata in condizioni critiche.
Il tragico caso di Sheila
La denuncia è stata diffusa da suo zio, Richard Puente Barreiro, che ha raccontato che la bambina era stata portata al centro il 17 novembre 2025 con febbre, vomito e diarrea.
Secondo la testimonianza familiare, anche se presentava disidratazione leggera, la dottoressa di turno decise di somministrarle una soluzione di destrosio al 30 % e di rimandarla a casa.
Minuti dopo, la minore ha cominciato a convulsionare, ha registrato una febbre alta ed è stata trasferita d'urgenza in terapia intensiva, dove gli specialisti hanno diagnosticato una chetoacidosi diabetica.
La bambina è stata diagnosticata con diabete di tipo 1, con una glicemia di 34 mmol/L, pH di 6, tachicardia e convulsioni persistenti, secondo quanto riportato nella denuncia.
Sheila si trovava intubata e in condizioni critiche, con insufficienza multiorgano e danni cerebrali, epatici, renali e miocardici, e si riportò addirittura che avrebbe subito “un arresto cardiaco di 10 minuti”.
Per i familiari, la situazione è stata una conseguenza diretta della “negligenza nella somministrazione di destrosio al 30%”, che - sostengono - ha scatenato la crisi metabolica e ha aggravato in modo drammatico le condizioni della ragazza. Hanno inoltre indicato di aver presentato un reclamo formale alla direzione dell'ospedale e di aver richiesto sanzioni severe nei confronti dei responsabili.
Nella sua denuncia, Puente Barreiro ha accusato il team medico di cercare di giustificare il danno sostenendo la presenza di "un virus", quando per la famiglia risulta "evidente" che l'uso inappropriato del siero è stato il detonatore della tragedia.
Chiediamo alla comunità medica, alle autorità sanitarie e alla società cubana di non permettere che questo caso rimanga impunito.
Sebbene il pronunziamento di Sagaró Rosales non menzioni per nome la bambina né faccia valutazioni tecniche sul caso specifico, il suo messaggio viene interpretato come una risposta diretta al clima di indignazione generato dalla denuncia.
Il medico deputato insiste nel sottolineare il sacrificio dei pediatri e del personale dell'ospedale, di fronte a quelli che descrive come attacchi derivanti dall'ignoranza, nel tentativo di proteggere l'immagine istituzionale in mezzo al scrutinio pubblico.
Negligenza medica a Cuba
La controversia si verifica in un contesto di crescenti denunce di presunti negligenze mediche in diverse province del paese.
A Camagüey, i familiari hanno segnalato la morte di una madre e della sua neonata all'ospedale Materno Ana Betancourt, a causa di un presunto ritardo nella diagnosi e di una mancanza di risposta di fronte a complicazioni evidenti.
A Matanzas, una madre ha denunciato la totale mancanza di risorse, medici e reagenti per curare suo figlio, il che illustra le carenze strutturali del sistema sanitario.
Sono state rese pubbliche anche testimonianze di medici che espongono i propri conflitti etici di fronte alla crisi.
Un medico a Holguín ha dichiarato di aver dovuto “tradire i suoi principi” a causa della mancanza di risorse e delle decisioni amministrative imposte, mentre un altro caso a Camagüey ha coinvolto una giovane che ha perso il suo bambino dopo aver dichiarato di non essere stata assistita in tempo.
In tutti questi episodi si ripetono schemi di ritardi diagnostici, mancata attenzione e assenza di risorse, che alimentano la percezione di un sistema sanitario collassato, al di là degli errori individuali.
Entre la difesa serrata dell'Ospedale Pediatrico di Santiago de Cuba da parte del medico deputato e la richiesta di giustizia da parte della famiglia di Sheila, emerge una profonda lacuna tra il discorso istituzionale e l'esperienza dei pazienti.
Mentre le autorità sanitarie insistono sul sacrificio del personale e invitano a non "macchiare" l'operato medico senza una reale motivazione, le famiglie colpite chiedono responsabilità concrete, trasparenza nelle indagini e garanzie che tragedie simili non si ripetano.
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