Un'indagine rivela che la pattuglia di frontiera degli Stati Uniti sorveglia milioni di conducenti senza che questi ne siano a conoscenza

Un programma segreto della Patrulla Fronteriza traccia auto con telecamere e algoritmi in tutto il paese, uno strumento che potrebbe essere utilizzato come sistema di controllo migratorio all'interno del territorio statunitense.

Telecamere e algoritmi rintracciano auto negli Stati Uniti come controllo migratorio.Foto © Facebook/U.S. Customs and Border Protection

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Un'inchiesta giornalistica ha rivelato che la Patrulla di Frontiera degli Stati Uniti mantiene un programma segreto di sorveglianza di massa che consente di monitorare i movimenti di milioni di conducenti in tutto il paese attraverso telecamere nascoste, lettori di targhe e algoritmi di intelligenza artificiale, uno strumento che può essere utilizzato per il controllo dell'immigrazione

Il sistema, progettato originariamente per combattere il traffico illegale al confine, si è espanso fino alle grandi città, dove monitora gli spostamenti quotidiani dei cittadini comuni.

La ricerca è stata rivelata da Associated Press (AP), che ha dettagliato come l'agenzia raccoglie dati attraverso una rete di lettori di targhe installati su strade, pali e attrezzature di sicurezza stradale.

Questi dispositivi catturano informazioni sui veicoli e le elaborano tramite un algoritmo che determina quali risultano "sospetti" in base ai loro percorsi, destinazioni o durata del tragitto.

Con questi dati, gli agenti federali possono chiedere alla polizia locale di fermare i veicoli segnalati, spesso senza che i conducenti sappiano di essere sotto sorveglianza.

Il sistema, conosciuto internamente come Conveyance Monitoring and Predictive Recognition System (CMPRS), è nato più di un decennio fa con l'intento di rafforzare il controllo dei confini.

Tuttavia, negli ultimi anni si è evoluto verso un modello di sorveglianza predittiva, in cui vengono registrati schemi di movimento e analizzate traiettorie per anticipare possibili reati.

Le telecamere, alcune camuffate in coni o barili di sicurezza, consentono agli agenti di tracciare veicoli anche a oltre 150 chilometri dal confine.

Ex-funzionari intervistati da AP hanno affermato che il programma ha operato con un alto livello di segretezza.

In alcuni casi, il governo avrebbe preferito ritirare le accuse piuttosto che rivelare la posizione dei suoi strumenti di sorveglianza.

Inoltre, la Patrulla Fronteriza ha accesso a banche dati nazionali gestite dalla Drug Enforcement Administration (DEA) e da aziende private, il che amplia la sua capacità di monitorare i veicoli in tutto il paese.

Anche se l'agenzia ha sostenuto che il suo programma rispetta la legge e si concentra su “interrompere le reti criminali”, esperti legali e organizzazioni civili avvertono che questa pratica potrebbe violare diritti costituzionali, in particolare il diritto alla privacy e la protezione contro ispezioni irragionevoli, ha ribadito AP.

“Stanno venendo raccolte enormi quantità di informazioni su persone innocenti, i loro spostamenti e le loro relazioni”, ha dichiarato all'agenzia di stampa Nicole Ozer, del Centro per la Democrazia Costituzionale dell'Università della California.

Il rapporto indica anche che, sotto l'amministrazione di Donald Trump, l'agenzia ha ricevuto oltre 2.700 milioni di dollari per ampliare la propria infrastruttura tecnologica, inclusi droni, telecamere termiche e sistemi di intelligenza artificiale.

Con quel supporto, la Patrulla Fronteriza ha esteso il proprio raggio d'azione oltre le zone di confine, trasformandosi in una rete di sorveglianza nazionale con la capacità di seguire cittadini all'interno del territorio statunitense.

La rivelazione ha riacceso il dibattito sui limiti del potere federale e sull'uso di tecnologie di monitoraggio di massa in nome della sicurezza nazionale.

Nel frattempo, milioni di conducenti negli Stati Uniti potrebbero essere osservati senza saperlo ogni volta che scendono in strada.

L'uso della tecnologia da parte delle agenzie federali negli Stati Uniti è aumentato a livelli senza precedenti.

Recentemente è emerso che il Servizio per l'Immigrazione e il Controllo delle Dogane (ICE) ha investito 1.400 milioni di dollari in sorveglianza digitale e tecnologia di riconoscimento facciale, risorse che ampliano la sua capacità di localizzare e fermare immigrati in tutto il paese.

Paralelamente, nuove politiche hanno permesso che ICE monitora i social media 24 ore su 24, sollevando allerta riguardo alla sorveglianza di massa negli ambienti digitali.

Empresas come Apple e Google sono state anche indicate per il loro ruolo in questi processi, dopo che è stato reso noto che hanno ceduto alla pressione di ICE per condividere informazioni sugli utenti, generando preoccupazione tra i difensori della privacy.

L'espansione del controllo va oltre il digitale. Il governo ha installato controlli biometrici negli aeroporti statunitensi, una misura che consente di identificare i passeggeri tramite scansione facciale, senza necessità di documenti fisici.

Queste azioni fanno parte di un quadro politico più ampio promosso dall'amministrazione Trump, che con il suo progetto di legge “grande e bello” ha destinato miliardi di dollari per rafforzare il controllo delle frontiere attraverso infrastrutture tecnologiche.

La vigilanza si estende anche allo spazio aereo civile. Una legislazione in Florida propone di permettere ai cittadini di usare una forza ragionevole contro droni intrusi, in risposta al crescente numero di dispositivi non pilotati utilizzati per compiti di monitoraggio sia nel settore pubblico che privato.

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Redazione di CiberCuba

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