L'artista cubano Pavel Urkiza ha scosso i social media con una denuncia visiva impressionante riguardo al crollo morale, sociale ed economico di Cuba.
"La parola non è più Urgenza, è Emergenza…. ¡S.O.S. CUBA! ¡COMUNITÀ INTERNAZIONALE, LO ASCOLTATE?" scrisse nel post, che è diventato virale in poche ore.
Urkiza, compositore, produttore, arrangiatore, chitarrista e cantante di grande prestigio internazionale, ha condiviso un video generato con Intelligenza Artificiale (IA) che riassume in immagini la disperazione che si vive nell'Isola.
Un ritratto funebre della nazione
Il video, battezzato come "Isla féretro" (Coffin Island), inizia con un'immagine perturbante: Raúl Castro e Miguel Díaz-Canel seduti, circondati da centinaia di bare.
La camera si allontana lentamente e rivela che tutta Cuba è coperta di bare, una metafora visiva del collasso del paese.
In un'altra scena appare José Martí, eroe nazionale, che cammina con tristezza tra le bare in un ambiente cupo e silenzioso.
L'immagine si avvia verso il Capitolio de L'Avana, che poco a poco sta crollando. L'Apóstol appare abbattuto, sconsolato, incapace di contenere la tragedia che lo circonda.
Finalmente, nel clímax dell'opera, l'Isola intera sprofonda nel mar dei Caraibi, divorata dall'acqua.
Quando tutto scompare, rimane solo una bandiera cubana stracciata, simbolo di un paese distrutto e che svanisce senza possibilità di salvezza.
"Con quel video si è detto tutto senza pronunciare una parola."
La piece, che non ha narrazione né dialoghi, ha suscitato un'ondata di reazioni emotive tra i cubani dentro e fuori dal paese.
I commenti riflettono indignazione, tristezza e disperazione, e molti la definiscono come una delle denunce più potenti degli ultimi tempi.
"Impressionante questa opera visiva", "Così finirà il popolo di Cuba se non estromettono quegli assassini dal potere", "Non è finzione, verso lì stiamo andando, senza ombra di dubbio" e "Vedere il nostro paese scomparire dalla mappa è un dolore immenso", furono alcuni dei commenti.
Altri utenti hanno sottolineato il valore simbolico del video:
"Sin parole... la mia bella isola che muore senza medicine, con ospedali che cadono a pezzi, con fame, con dirigenti corrotti e un popolo che muore lentamente", "Che dolore nell'anima vedere come tutto sta crollando nella nostra Cuba" e "Con quel video si è detto tutto senza dire nessuna parola", hanno detto.
Un grido disperato
Pavel Urkiza, di 62 anni, ha raggiunto la popolarità a Cuba negli anni '90 con il duo Gema e Pavel, formato insieme alla cantante Gema Corredera.
Ha pubblicato oltre 40 composizioni in dischi propri e di artisti del calibro di Ana Torroja, Miguel Bosé, Albita Rodríguez, Ketama, Yusa e Luis Enrique.
Ha anche sviluppato una feconda carriera come produttore musicale, con oltre 20 opere discografiche sue e di altri artisti come Omara Portuondo e Habana Abierta.
Questo nuovo messaggio si aggiunge a una crescente ondata di espressioni artistiche che, dall'interno e dall'esterno del paese, ritraggono il deterioramento umano e strutturale che attraversa Cuba.
Con il video, il musicista ricorre all'arte digitale per denunciare la morte di una nazione.
In un paese dove l'esilio, la povertà e la repressione hanno segnato la vita di milioni, "Isla féretro" è diventato un simbolo del lutto collettivo, un grido visivo che condensa la disperazione di un popolo che, nelle parole di molti internauti, "affonda, come l'isola del video".
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