Gerardo Hernández Nordelo, l'ex spia riciclata in apostolo dei Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR), ha di nuovo chiarito che a Cuba la solidarietà ha valore solo quando arriva con il timbro rivoluzionario… e senza “like” di satelliti e farisei.
Sí, lo disse lui stesso. Sul suo profilo di scrisse con quella miscela di cinismo e superiorità morale che lo contraddistingue: “È notte, e in modo ordinato, coordinato con i #CDRCuba, senza drammi, senza far piangere nessuno cercando ‘like’, nelle comunità colpite della Sierra Maestra, la carovana delle Mipymes ‘El Almirante’ e ‘Prodotti Lattiericci CID’, di Artemisa, distribuisce aiuti solidali”.

Cioè, mentre migliaia di cubani e membri della diaspora organizzano campagne di aiuto, pubblicano link, foto o video per rendere visibile la tragedia e raccogliere fondi reali, Hernández Nordelo —lo stesso che ha trasformato in un evento politico la consegna di un paio di scatole di succo di mango importato a giugno 2023, quando ci sono state le inondazioni nell'Oriente— decide ora di tenere una lezione su umiltà e “basso profilo”.
L'ex spia, che ha imparato bene la liturgia del doppio discorso in prigione e nei corridoi del Partito – e che pontifica la sua conoscenza delle “entranze del mostro” per sublimare che il “mostro” conosce le sue entrare – pretende ora di insegnare etica a coloro che aiutano, mentre si appropria del lavoro altrui e lo capitalizza politicamente sotto l'hashtag #TodosSomosCederistas.
Porque, claro, in Cuba la solidarietà vale solo se passa attraverso il filtro del regime.
La modestia televisiva
La ironia raggiunge la categoria di tragicommedia quando appena poche ore dopo quel post altisonante, il Noticiero Nacional de la Televisión (NTV) ha dedicato un reportage in prima serata alle stesse Mipymes che Hernández Nordelo esaltava come esempio di “solidarietà senza drammi”: El Almirante e Productos Lácteos CID.
Nel video si vedono camion carichi di tonnellate di aiuti, telecamere in primo piano, il trambusto di uomini in uniforme e, naturalmente, i onnipresenti CDR che coordinano "in modo ordinato".
Il messaggio è chiaro: la carità trasmessa in tv, quella istituzionale, è quella da applaudire; quella che nasce dalla società civile, invece, viene censurata o derisa.
Hernández Nordelo non menziona, ovviamente, che i “nuovi attori dell'economia” e le loro aziende di successo operano grazie a licenze concesse dal governo della “continuità” di Miguel Díaz-Canel, controllate dall'apparato militare-imprenditoriale di GAESA e, in molti casi, gestite da prestanome di dirigenti o familiari di funzionari.
In altre parole: la grande maggioranza di esse è la prova palese che il regime cubano è focalizzato e concentrato nella costruzione di un capitalismo di Stato con guayabera verde oliva.
Così, mentre lo Stato non fornisce nemmeno un lenzuolo ai sinistrati, i medesimi imprenditori privilegiati che si arricchiscono in dollari appaiono come salvatori nella televisione nazionale. E in testa al coro, Hernández Nordelo: questo nuovo “gestore di sinergie” tra la rivoluzione stanca e gli energici imprenditori obbedienti.
Il Vangelo cederista secondo San Gerardo della Mipyme
Non è la prima volta che l'ex spia cerca di creare epicità con la miseria. A giugno 2023 ha celebrato con pompa la donazione di una Mipyme che ha inviato alcune scatole di succo di mango importato ai colpiti dell'Oriente del paese.
Un particolare minore: a Cuba i raccolti di mango marciscono a causa dell'azienda statale di Acopio, mentre gli agricoltori osservano dal solco come i loro raccolti si disintegrano nella burocrazia.
Pero questo non ha impedito a Hernández Nordelo di trasformare l'aneddoto in un'epopea di solidarietà. Nel suo universo, la solidarietà deve essere gestita dal potere, benedetta dai CDR e diffusa da Cubadebate, non organizzata da cubani comuni, chiese o emigrati.
Per lui, la carità senza foto è virtù, e la carità con foto —quando non è il protagonista— è “cercare like”.
Il problema, chiaramente, è che Gerardo non comprende il vasto e variegato mondo della solidarietà, ma solo quello del controllo. Ogni iniziativa che promuove risponde a una logica politica: reassorbire il nuovo tessuto economico all'interno della narrativa rivoluzionaria.
Così facendo, trasforma le Mipymes in estensioni simboliche dello Stato, e i CDR in agenzie di relazioni pubbliche che vendono “spirito comunitario” mentre vigilano, controllano e subordinano.
La solidarietà della paura
In fondo, ciò che Hernández Nordelo celebra non è la generosità, ma l'obbedienza. Le imprese private che “si uniscono” lo fanno perché sanno di doverlo fare se vogliono continuare a esistere.
In un paese dove ogni licenza commerciale dipende dalla fedeltà politica, la carità diventa un atto di sopravvivenza. E il CDR, quel dinosauro che puzza di muffa ideologica, si ricicla come piattaforma di propaganda per la “nuova economia socialista”.
Il risultato è grottesco: un regime che ha distrutto l'iniziativa privata per sei decenni ora presume dei suoi imprenditori patriottici; un ex spia che predica l'austerità sui social, mentre appare a eventi con luci, telecamere e hashtag; un regime che chiama "solidarietà" ciò che in realtà è una campagna di relazioni pubbliche per nascondere il collasso dello Stato.
Se non ti piace il messale…
Hernández Nordelo incarna la paradosso di un paese dove la miseria viene gestita come uno spettacolo. Applaude ciò che controlla, disprezza ciò che non può controllare.
Predica umiltà con il telegiornale alle spalle, moralizza mentre posa per la macchina da presa e trasforma ogni atto di solidarietà in propaganda del fallimento.
Nella Cuba di San Gerardo della Mipyme, la solidarietà ha un proprietario, gli imprenditori hanno una parte e la carità ha la sua liturgia. E se non ti piace il messale, tranquillo: il CDR ci metterà lo zucchero.
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