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Arrivò negli Stati Uniti nel 1980 cercando libertà, ma finì per accumulare condanne per reati gravi: Santo Ángel Rodríguez Silot, uno dei cubani dell'esodo del Mariel, ha un lungo passato criminale che include accuse per droga e violenza.
Secondo un comunicato dell'agenzia Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane degli Stati Uniti (ICE, acronimo in inglese), Rodríguez Silot è stato uno dei più di 125.000 cubani che hanno lasciato l'isola attraverso il porto del Mariel durante l'ondata migratoria consentita da Fidel Castro e accolta all'epoca dal governo di Jimmy Carter.
Tuttavia, invece di approfittare dell'opportunità di ricostruire la sua vita sul suolo statunitense, accumulò diverse condanne per possesso di cocaina, possesso di eroina e aggressione aggravata con lesioni gravi.
ICE ha indicato che Rodríguez Silot figura tra “il peggio del peggio” a Miami, una classificazione che raggruppa gli immigrati con i precedenti penali più estesi e recidivi in reati gravi.
Le autorità hanno sottolineato che il suo caso rappresenta un esempio di recidiva e violenza persistente nel corso degli anni.
L'esodo del Mariel, avvenuto tra aprile e ottobre del 1980, segnò una delle più grandi ondate migratorie della recente storia cubana.
Migliaia di cubani hanno cercato rifugio in Florida fuggendo dalla repressione e dalla povertà imposte dal regime di Fidel Castro, sebbene tra loro viaggiassero anche prigionieri comuni e persone liberate da istituzioni penitenziarie e psichiatriche, utilizzate dal governo cubano per liberarsi di settori considerati "indesiderabili".
La sorveglianza delle autorità migratorie sui cittadini cubani con precedenti penali negli Stati Uniti è aumentata notevolmente.
Uno dei casi più recenti coinvolge un cubano arrestato in Florida, incluso dall'ICE nella lista degli immigrati prioritari per la deportazione a causa della recidiva in reati gravi.
Un altro caso a Miami ha suscitato attenzione quando è stato confermato che un cubano con un passato penale accumulato sarebbe stato deportato dopo che sono state accertate multiple violazioni legali, inclusa l'aggressione aggravata.
Queste decisioni riflettono la politica attuale di ICE, che ha intensificato i suoi sforzi per espellere dal paese individui considerati una minaccia per la sicurezza pubblica.
La situazione si è ripetuta poco dopo, quando un altro cubano è stato arrestato a Miami con accuse di frode e furto aggravato, identificato dalle autorità come recidivo e con un passato di violazioni migratorie.
ICE ha spiegato che questo tipo di profili rientra nella sua categoria di priorità per la deportazione immediata.
La recente operazione ha colpito una coppia di neo-sposi, quando entrambi sono stati arrestati dall'ICE nonostante avessero contratto matrimonio negli Stati Uniti. Secondo il rapporto, l'uomo aveva precedenti penali e l'agenzia ha stabilito che il matrimonio non avrebbe alterato il suo stato migratorio.
Questo caso mette in evidenza il crescente scrutinio a cui sono sottoposti i migranti cubani, anche quelli con legami familiari consolidati nel paese.
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