Melissa si dirige a nordest e potrebbe uscire da Cuba tramite Cayo Saetía

L'uragano Melissa, con venti di 165 km/h, minaccia Cayo Saetía a Holguín, Cuba. La zona, controllata da GAESA, potrebbe subire danni alle sue infrastrutture turistiche e militari a causa delle forti onde.

Cayo Saetía (immagine di riferimento)Foto © Captura de video YouTube / Shutterstock

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El huracán Melissa, che sta ancora colpendo l'oriente di Cuba con piogge torrenziali, forti venti e frane, continua a muoversi verso nord-est, e secondo le previsioni più recenti, potrebbe uscire in mare nelle vicinanze di Cayo Saetía, tra i municipi di Mayarí e Banes, nella provincia di Holguín.

Il ultimo bollettino del Centro Nazionale Uragani (NHC), emesso alle 8:00 a.m. (ora di Miami), posiziona il centro del sistema a 20.6°N e 75.7°O, a circa 70 chilometri a nord-ovest di Guantánamo e si sposta a 22 km/h verso nord-nord-est.

Questa traiettoria colloca il corridoio di uscita tra Moa, Mayarí e Banes, con Cayo Saetía —all'ingresso della baia di Nipe— come punto probabile di reinserimento nel mar dei Caraibi occidentale.

Melissa mantiene venti massimi sostenuti di 165 km/h e una pressione centrale di 968 millibar, il che la conferma come uragano di categoria 2 sulla scala Saffir-Simpson. Il NHC avverte che il sistema potrebbe mantenere questa forza attraversando le Bahamas sudorientali nelle prossime ore.

Le piogge accumulate superano i 300 millimetri in alcune zone di Santiago de Cuba e nella Sierra Cristal, mentre i venti hanno causato frane, interruzioni elettriche e innalzamenti dei fiumi nell'oriente.

I meteorologi avvertono che le maree cicloniche potrebbero far innalzare il livello del mare fino a 2,4 metri lungo la costa nord di Holguín, in particolare nella zona di Antilla e Cayo Saetía, dove si prevedono onde di grandi dimensioni e pericolose risacche durante la giornata.

Infrastrutture turistiche e proprietà di GAESA in pericolo a causa del passaggio di Melissa

Il progresso di Melissa verso nord-est di Cuba mantiene sotto minaccia diretta Cayo Saetía, un isolotto di 42 chilometri quadrati nella baia di Nipe, riconvertito in una destinazione turistica controllata da GAESA, il conglomerato militare che gestisce una buona parte dell'economia cubana.

Dal 2021, diversi rapporti hanno documentato lo sgombero graduale dei residenti locali, trasferiti ad Antilla e Mayarí, per far posto a nuovi progetti alberghieri del Gruppo Gaviota, filiale turistica di GAESA.

Questi complessi includono Villa Cayo Saetía, un enclave con appena una dozzina di camere, dove si offrono safari e servizi di lusso in un ambiente di fauna esotica —antilope, zebre, bufali e struzzi— portata dall'Africa e dall'Asia.

L'area è stata anche oggetto di rapporti su una presunta residenza di riposo del generale Raúl Castro, il che ha portato a considerarla da anni una zona di accesso ristretto, specialmente nei settori nord e est del cay.

Con Melissa che si avvicina alla sua uscita al mare proprio in questo punto, le infrastrutture turistiche, le strade interne e i pontili militari potrebbero subire danni significativi a causa del moto ondoso superiore ai 2 metri e delle raffiche di oltre 160 km/h previste per la regione.

Oltre all'impatto fisico, il fenomeno mette in evidenza la trasformazione forzata del territorio, un tempo abitato da famiglie locali e oggi trasformato in un enclave turistica esclusiva per visitatori stranieri e alti funzionari del regime, con un forte impatto nella costruzione di infrastrutture turistiche.

Le autorità locali non hanno ancora rilasciato rapporti sui possibili danni, ma le immagini satellitari e il bollettino del NHC collocano Cayo Saetía all'interno del corridoio di uscita più probabile dell'uragano, rendendo il luogo uno dei punti di maggiore rischio dell'oriente cubano in questa fase dell'evento.

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