Da Puerto Padre, un cubano avverte sulle debolezze che Melissa rimette alla prova

L'uragano Melissa, di categoria 5, mette in evidenza la fragilità strutturale e sociale di Cuba. José Luis Pérez Parra, da Puerto Padre, avverte sulle crisi ricorrenti che affrontano i cubani.

L'uragano Melissa si dirige verso l'oriente cubano mentre Puerto Padre si prepara a possibili inondazioni.Foto © NOOA e Facebook/Octavio Alonso García

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Mientras l'oriente cubano si prepara per l'impatto dell'uragano Melissa, già diventato un potente categoria 5, una voce da Puerto Padre, nella provincia di Las Tunas, riassume in parole semplici e profonde la fragilità con cui migliaia di cubani affrontano una nuova minaccia meteorologica.

L'utente José Luis Pérez Parra ha condiviso sui suoi social network un messaggio che ha risuonato tra i suoi compatrioti, in cui affronta una riflessione sulle vecchie ferite del paese che i cicloni, ancora e ancora, mettono a nudo.

"La minaccia di Melissa non si misura solo sulla scala Saffir-Simpson. Si misura anche nella vulnerabilità che portiamo con noi", ha scritto, ricordando come l'area del malecón di Puerto Padre, con il suo drenaggio inefficiente, potrebbe nuovamente allagarsi come accadde durante l'uragano Ike: "L'acqua scendendo dalla parte alta della città senza un adeguato deflusso verso il mare. Ogni strada trasformata in un corso d'acqua temporaneo".

Captura di Facebook/José Luis Pérez Parra

Nel suo testo, Pérez Parra menziona anche la situazione di altri paesi tuneri dove il pericolo cresce con ogni pioggia. “A Vázquez, Delicias, San Manuel, nei quartieri de La Base, a Parada, il pericolo non proviene solo dal cielo, ma anche dalla terra”, ha avvertito. Le piogge intense potrebbero innalzare il livello delle dighe e provocare inondazioni nelle comunità rurali con infrastrutture precarie.

La sua pubblicazione arriva in un momento di massima tensione. Secondo gli ultimi rapporti del Centro Nazionale Uragani (NHC), Melissa registra venti sostenuti di fino a 270 km/h, una pressione centrale di 908 mb e una traiettoria che minaccia direttamente l'oriente del paese.

Le province di Guantánamo, Santiago di Cuba, Holguín, Granma, Las Tunas e Camagüey rimangono sotto allerta ciclone, con previsioni di piogge torrenziali, mareggiate di fino a tre metri e frane.

Dal suo comune costiero, Pérez Parra avverte sui timori quotidiani che l'imminenza dell'uragano riaccende: "Oggi più che mai, la prevenzione non è un motto: è una necessità vitale. Perché la natura non aspetta. E la resilienza non si improvvisa: si costruisce prima della tempesta."

Le sue parole rivelano un sentimento condiviso da molti cubani che vivono lontano dai centri urbani o in zone dove le infrastrutture sono deteriorate. A Puerto Padre, così come in gran parte dell'entroterra orientale, i problemi di fornitura elettrica, l'accesso all'acqua potabile e la scarsità di cibo trasformano ogni allerta meteorologica in una crisi maggiore.

“Melissa non è più una minaccia, è una certezza che influenzerà l'Oriente della nostra Cuba con una forza irrazionale. Alla nostra gente nell'Isola chiedo di essere forti per affrontare ciò che sta per arrivare, non solo durante il passaggio del fenomeno, ma anche per i danni che lascerà in una regione così impoverita da metterli alla prova fino al limite”, ha scritto.

Mentre la Difesa Civile coordina le evacuazioni e la popolazione cerca riparo, le parole di José Luis risuonano come un'eco di resistenza e di consapevolezza civica.

Non è solo una cronaca della paura, ma anche un avvertimento sull'urgenza di investire nella prevenzione, nella ricostruzione e nella pianificazione reale di fronte al cambiamento climatico e al deterioramento strutturale del paese.

Melissa, che minaccia di essere uno degli uragani più intensi a colpire i Caraibi negli ultimi anni, non solo metterà alla prova la robustezza dei tetti, ma anche, come ha scritto Pérez Parra, “a chi siamo lontani, per il momento, non resta che pregare con il cuore spezzato”.

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Redazione di CiberCuba

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