Il ultimo bollettino meteo trasmesso da Canal Caribe nella mattina di lunedì 27 ottobre ha confermato che l'uragano Melissa ha raggiunto la categoria 5, la massima nella scala Saffir-Simpson, con venti sostenuti di 260 km/h e una pressione centrale di 917 ettopascal.
Tuttavia, il reportage televisivo ha adottato un tono sorprendentemente calmo, che contrasta con gli avvertimenti di pericolo estremo emessi dal Centro Nazionale degli Uragani (NHC) degli Stati Uniti.
Durante la trasmissione, il meteorologo cubano Ariel Maturel ha spiegato che Melissa si mantiene “molto ben organizzata” a sud di Giamaica, muovendosi lentamente verso ovest a soli 6 km/h, in una zona dove le correnti direzionali sono deboli.
Questa lentezza, venne avvertito, aggrava il rischio di piogge intense e mareggiate prolungate sulla parte orientale di Cuba, anche se il bollettino nazionale non ha sottolineato questo pericolo.
Secondo il rapporto televisivo, la maggiore probabilità di impatto diretto del centro dell'uragano si trova attualmente su Santiago de Cuba, con possibilità che il sistema possa influenzare anche Guantánamo e Granma tra martedì e mercoledì.
Il meteorologo ha indicato che, dopo aver interagito con le montagne della Giamaica, il ciclone potrebbe “debilitarsi un po’”, anche se ha riconosciuto che, uscendo in mare, “potrebbe riacquistare forza proprio prima di arrivare a sud di Cuba”.
Nonostante questi avvertimenti tecnici, il rapporto ha concluso sottolineando che “il resto del paese avrà nuvolosità parziale e pochi cambiamenti nel tempo”, desiderando persino “una giornata eccellente e che il bel tempo possa accompagnarvi”, il che contraddice la gravità dello scenario regionale.
Nel frattempo, il NHC e organismi internazionali insistono sul fatto che Melissa rappresenta una minaccia potenzialmente catastrofica per l'oriente di Cuba, dove sono già segnalate inondazioni costiere, forti maree e evacuazioni di massa in comuni come San Antonio del Sur e Maisí.
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