Melissa ha causato almeno tre morti ad Haiti

La tempesta tropical Melissa causa almeno tre morti e cinque feriti ad Haiti, con inondazioni e frane nel Grand Sud e nell'Ouest. Le autorità avvertono che i numeri potrebbero aumentare.

Inondazioni ad HaitiFoto © Captura de Youtube / News 18 Clic

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Almeno tre persone sono morte e cinque sono rimaste ferite ad Haiti a causa degli effetti della tempesta tropicale Melissa, secondo quanto riportato dall'agenzia EFE.

Le autorità hanno avvertito che il conteggio è provvisorio e che il numero delle vittime potrebbe aumentare man mano che procedono le verifiche sul campo.

Questo venerdì, nuove bande della tempesta hanno scaricato forti piogge, con inondazioni improvvise e frane che hanno colpito in particolare i dipartimenti di Grand Sud e Ouest, in un paese già sottoposto a una grave crisi umanitaria e di sicurezza.

In questo contesto, tutte le unità della Polizia Nazionale di Haiti rimangono in massima allerta, mentre i servizi di emergenza si preparano a un possibile aggravamento delle condizioni meteorologiche durante questo sabato, quando il sistema potrebbe continuare a rafforzarsi e mettere a rischio ampie fasce della popolazione.

Le autorità hanno insistito sulla massima cautela, data la possibilità di nuove piene e frane in zone vulnerabili, e hanno esortato a seguire i canali ufficiali per ricevere istruzioni su eventuali evacuazioni o chiusure preventive delle strade.

Il rapporto sottolinea che la valutazione dei danni e il bilancio delle vittime rimangono aperti, mentre le squadre riescono ad accedere a zone colpite con comunicazioni e mobilità limitate a causa della persistenza della pioggia.

Melissa si fortifica

Il meteorologo José Rubiera ha informato questo sabato che Melissa è già un uragano, sta guadagnando forza rapidamente sopra acque molto calde dei Caraibi e presenta chiare segnali di organizzazione interna.

L'esperto ha avvertito che potrebbe arrivare come un uragano di grande intensità per l'oriente cubano e che, anche se il vórtice “non è ancora completamente verticale”, lo sarà “in poche ore”.

Questa condizione, unita all’altissima energia oceanica —acque di 30-31 °C con uno strato caldo di fino a 120 metri di spessore—, favorisce una rapida intensificazione del sistema.

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