La Salute Pubblica raccomanda di “coprire il corpo” di fronte alla crisi sanitaria a Cuba: né repellenti né risorse, solo “consigli”

La crisi sanitaria a Cuba si aggrava con l'espansione del dengue e della chikungunya. Senza risorse per la disinfestazione, il governo raccomanda di coprire il corpo come misura preventiva, ignorando la realtà degli ospedali privi di rifornimenti e incapaci persino di fornire repellenti nelle farmacie statali.

La viceministra del MINSAP, Carilda Peña GarcíaFoto © Captura di video YouTube / Canal Caribe

Il ministero della Salute Pubblica di Cuba (MINSAP) ha nuovamente messo in evidenza la precarietà e l'improvvisazione con cui il regime affronta la grave crisi epidemiologica che sta attraversando il paese.

In mezzo all'espansione simultanea del dengue, del chikungunya e di altre arbovirosi, le autorità sanitarie sono arrivate al punto di raccomandare alla popolazione di “coprire il corpo” come misura preventiva in assenza di repellenti e risorse basilari per controllare la zanzara Aedes aegypti.

Durante un reportage trasmesso dal Noticiero Nacional de la Televisión (NTV), la viceministra del MINSAP, Carilda Peña García, ha riconosciuto che “il complesso scenario economico del paese non consente l'acquisto di tutti i materiali necessari per la lotta contro i batteri in modo massiccio”.

In altre parole: non ci sono risorse per la disinfestazione né per garantire una protezione minima della popolazione, ma i mezzi ufficiali mantengono il consueto tono trionfalistico, celebrando “le forze del sistema sanitario pubblico cubano, riconosciute a livello internazionale”.

Fumigazione a metà e “carri del fumo”

Le cifre di “carros de humo” e “bazucas” fornite da Peña García risultano insignificanti per applicare trattamenti adulticidi di fronte a un'epidemia che colpisce tutto il territorio nazionale, con “una tassa di 24,3 casi per ogni 100.000 abitanti”, secondo i dati dello stesso MINSAP.

La viceministra ha ammesso che si disinfetta “negli strati di maggiore intensità e dove ci sono evidenze di trasmissione”, un modo diplomatico per riconoscere che non ci sono né carburante né insetticida sufficienti per coprire tutta l'isola.

Un'epidemia fuori controllo

Nella stessa conferenza stampa, un altro viceministro, Reynol Delfín García Moreiro, ha informato che attualmente a Cuba circolano nove virus respiratori e digestivi aggiuntivi, il che aggrava il quadro sanitario e la saturazione ospedaliera.

"Possiamo incontrare un bambino o un adulto con febbre, diarrea e secrezione nasale, che abbia dengue, chikungunya e inoltre influenza," ha riconosciuto.

Nonostante la gravità della situazione, il MINSAP ha insistito sul fatto che il Paese dispone dei “risorse necessarie” per affrontare la situazione “in modo mirato”, un'affermazione che contrasta con la realtà quotidiana dei cubani: farmacie vuote, ospedali senza forniture, assenza di repellenti in valuta nazionale e prodotti di base disponibili solo nei negozi in dollari.

“Cubrir il corpo”: Il nuovo rimedio ufficiale

Di fronte all'impossibilità di garantire repellenti o una fumigazione efficace, il rapporto del NTV si è concluso con una raccomandazione insolita: indossare abiti che coprano la maggior parte del corpo per evitare le punture del moscerino vettore.

La suggestione, che ha suscitato indignazione e derisione sui social media, evidenzia l'ipocrisia e l'impotenza del regime, che invece di assumersi le proprie responsabilità per la mancanza di pianificazione e risorse, trasferisce il peso della prevenzione a una popolazione esausta, affamata, malata e senza alternative.

Nel frattempo, le autorità ripetono il vecchio slogan secondo cui “la forza del sistema sanitario cubano è riconosciuta a livello internazionale”, un discorso vuoto che contrasta con il deterioramento reale degli ospedali, la mancanza di medicinali e l'incapacità dello Stato di controllare un focolaio che ha già provocato vittime in silenzio.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.