Immagini della messa in onore di Celia Cruz a L'Avana, a un secolo dalla sua nascita

Una messa all'Avana ha commemorato il centenario di Celia Cruz, con la presenza di artisti e diplomatici. L'evento ha sfidato la censura, mettendo in evidenza il suo lascito e la connessione emotiva con Cuba.

La cantante Haila Mompié, il musicista Alain Pérez e il capo della missione diplomatica degli Stati Uniti a Cuba, Mike Hammer, hanno partecipato questo martedì alla messa commemorativa per il centenario di Celia Cruz.Foto © Facebook/Wilfredo Cancio Isla

Una messa commemorativa per il centenario della nascita di Celia Cruz, la cantante cubana più universale, si è svolta questo martedì nella Parrocchia di Nostra Signora della Carità del Cobre, nel cuore di Centro Habana, con la presenza di artisti, diplomatici e fedeli che si sono riuniti per rendere omaggio alla Regina della Salsa.

Il tempio, simbolo di fede per i cubani dentro e fuori dall'isola, ha ospitato una cerimonia che in pochi avrebbero immaginato possibile: un tributo all'artista censurata per decenni dal regime.

Tra i partecipanti c'erano la cantante Haila Mompié, il musicista Alain Pérez, il reguetonero Yomil Hidalgo e il capo della missione diplomatica degli Stati Uniti a Cuba, Mike Hammer, che hanno preso parte a un evento che ha combinato fede, musica e memoria, secondo le immagini diffuse dal giornalista Wilfredo Cancio.

Captura di Facebook/Wilfredo Cancio Isla

"Gloria a Celia, di Cuba e del mondo", scrisse Cancio nel suo post, riflettendo il sentimento di molti cubani che, dall'esilio o all'interno del paese, continuano a vederla come un simbolo di identità, resistenza e speranza.

La messa, celebrata sotto lo slogan “Uniti per Celia”, ha segnato uno dei momenti più emozionanti delle commemorazioni internazionali per il centenario della nascita dell'interprete di “La vida es un carnaval”.

Anche il mezzo indipendente CubaNet ha condiviso immagini dell'evento, evidenziando l'atmosfera di rispetto e gioia che ha caratterizzato la chiesa.

Il tributo si è svolto in pace, sfidando silenziosamente la censura che giorni fa ha impedito la celebrazione di una gala artistica in onore di Celia, organizzata dal Teatro El Público e dalla Fábrica di Arte Cubano (FAC).

Quella cancellazione ha provocato un'ondata di indignazione tra artisti e cittadini. In risposta, la FAC ha realizzato un'azione simbolica: una sedia vuota illuminata sul palco, accompagnata dal messaggio “Celia vive”. Oggi, quella frase ha risuonato tra le mura del tempio habanero, trasformata in preghiera e ricordo.

Celia Cruz, morta in esilio nel 2003 senza poter tornare nel suo paese, continua a essere una delle figure più amate dal popolo cubano. La sua voce, che ha riempito di ritmo e orgoglio le case di diverse generazioni, ha trasceso la politica e le frontiere. A cento anni dalla sua nascita, il suo “¡Azúcar!” continua a essere un grido di identità nazionale, un modo per dire “ci siamo”, anche in mezzo al silenzio.

La messa di questo 21 ottobre non ha solo ricordato l'artista, ma anche la storia di un paese che l'ha salutata senza poterla abbracciare. Tra fiori, preghiere e canzoni, Celia è tornata — almeno spiritualmente — a L'Avana, al quartiere che l'ha vista nascere, e alla terra dove la sua voce è stata proibita ma mai dimenticata.

Nei volti degli assistenti si rifletteva l'emozione di un incontro che la censura non era riuscita a impedire: Celia Cruz è tornata a Cuba, questa volta attraverso la porta della fede.

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