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Il Ministero dell'Interno (Minint) ha organizzato un atto pubblico per restituire oltre 500 mila pesos a un cittadino del paese La Nenita, nel municipio di Guisa, provincia di Granma, in quello che è apparso più come un'operazione di propaganda che un semplice atto di giustizia.
La restituzione del denaro è stata segnalata ieri domenica dal profilo ufficiale Entérate con Aytana Alama, abituale portavoce del regime e dello stesso Minint, che ha celebrato il fatto come un risultato eccezionale.
"Che felicità per il popolatore di Guisa che ha ricevuto in questi giorni oltre 500 mila pesos che gli erano stati rubati", ha scritto, accompagnato da immagini del momento, che è diventato un vero e proprio spettacolo propagandistico.
Nel corso dell'evento, del quale non sono stati forniti dettagli su come sia stato risolto il caso né su chi fosse il responsabile del furto, poiché ciò che contava di più era il messaggio che “il regime risolve”, hanno partecipato residenti del luogo, apparentemente convocati come parte dell'iniziativa.
Le foto diffuse mostrano ufficiali e civili mentre assistono alla consegna del denaro, come se si trattasse di un atto cerimoniale.
Oltre al caso in sé, l'episodio rivela una tendenza sempre più visibile nella narrazione del regime cubano: trasformare azioni basilari dello Stato —come investigare un reato e restituire il rubato— in contenuti sui social media per rafforzare l'immagine di efficienza istituzionale.
Quello che dovrebbe essere un obbligo minimo delle autorità finisce per essere presentato come un'impresa degna di applausi pubblici, fatto che contrasta con l'inazione abituale del governo.
La messa in scena, con i vicini come spettatori e pubblicazioni celebrative su media affini, evidenzia il desiderio di capitalizzare qualsiasi evento che possa essere presentato come una vittoria del sistema.
Tuttavia, sono più i casi che il regime non risolve, con il suo apparato repressivo, rispetto a quelli che riescono ad avere un "finale felice"; però, questi ultimi sono sicuramente del buon materiale per un romanzo giallo cubano.
Su alcuni social media, alcuni utenti hanno reagito con scetticismo e ironia di fronte all'atto pubblico organizzato dal Minint a Guisa.
“Questo è un'average. Davvero bisogna creare tanto caos per restituire questo? Per Dio…”, ha commentato Yoli Rosales, alludendo al dispiegamento non necessario per adempiere a un obbligo di base.
Altri ne hanno approfittato per sottolineare che non tutti i casi ricevono lo stesso “trattamento mediatico”.
“È necessario che vengano a Río Cauto per vedere se trovano le batterie che sono state rubate dalla pianta dell'ospedale”, ha scritto Aymara García Reyna, sottolineando l'abbandono di altre denunce.
Da parte sua, José Luis Marañón Rodríguez ha ironizzato con una frase popolare: “Mi hai fatto ricordare quel detto ‘ladrón che ruba a ladrón ha 100 anni di perdono’”, in riferimento al doppio discorso che molti cubani percepiscono quando si celebrano azioni che non dovrebbero necessitare di applausi.
L'uso di atti pubblici come quello organizzato dal Minint a Guisa non è nuovo. A Cuba, la restituzione di oggetti rubati è già stata trasformata in scenari di propaganda, dove la priorità non è la giustizia ma la narrativa.
A settembre, la polizia ha organizzato un comizio politico per restituire una bicicletta e un telefono cellulare a Villa Clara, con bandiere, slogan e discorsi, come se catturare un ladro fosse un'epopea.
Nel frattempo, la maggior parte dei reati rimane irrisolta. L'organizzazione Cubalex ha recentemente denunciato che bambini e adolescenti a Cuba sono vittime di arresti arbitrari, violenza istituzionale e abbandono, senza accesso alla giustizia né supporto, evidenziando la disconnessione tra il discorso ufficiale e la realtà dei più vulnerabili.
Inclusi atti simbolici come spazzare le foglie nel Palazzo della Rivoluzione sono stati utilizzati per costruire immagini di vicinanza e umiltà.
Díaz-Canel è stato fotografato mentre spazzava nei giardini del governo, un gesto banale amplificato dai mezzi ufficiali mentre i cubani fanno code per ore per ottenere un pezzo di pane o un medicinale di base.
In parallelo, l'anniversario dei CDR è stato celebrato con una bicicletta chiamata "Patria", mostrata come simbolo di resistenza, in un paese dove il trasporto pubblico è crollato e spostarsi è un'odissea quotidiana per milioni.
Queste messe in scena rafforzano una strategia di propaganda che mira a mascherare il deterioramento istituzionale con gesti superficiali.
Domande frequenti sugli atti di propaganda del MININT a Cuba
Perché il MININT organizza eventi pubblici per restituire beni rubati?
Il MININT organizza questi eventi come una strategia di propaganda per dimostrare efficacia e controllo nei confronti della cittadinanza, trasformando funzioni basilari dello Stato in eventi di esposizione pubblica. Questi eventi mirano a rafforzare l'immagine del governo cubano, nonostante le critiche diffuse secondo cui molte di queste azioni sono più propaganda che soluzioni reali ai problemi di sicurezza pubblica.
Come reagisce la popolazione cubana di fronte a questi atti di restituzione di beni?
La popolazione cubana tende a mostrare critiche e scetticismo verso questi atti, ritenendo che vadano utilizzati più come propaganda politica che come vere soluzioni all'insicurezza e alla criminalità in aumento nel paese. Sui social media, molte persone esprimono malcontento, sottolineando che questi eventi non affrontano i problemi strutturali che generano la criminalità e la mancanza di sicurezza.
Quali altri esempi esistono di atti simili organizzati dal MININT?
Además dell'atto a Granma, il MININT ha organizzato eventi simili in diverse province. Per esempio, a Santiago di Cuba sono state restituite motociclette rubate, e a Sancti Spíritus si è tenuto un evento per restituire attrezzature rubate a una anziana. Questi eventi sono caratterizzati dalla presenza di vicini, mezzi ufficiali e sono promossi come traguardi del sistema, nonostante siano funzioni basilari di qualsiasi sistema di sicurezza.
Qual è la percezione generale sulla sicurezza a Cuba?
La percezione generale sulla sicurezza a Cuba è di crescente insicurezza, con un aumento di furti e atti delittuosi. Nonostante gli sforzi del regime per dimostrare efficacia attraverso atti pubblici, molti cittadini ritengono che non si stiano affrontando le cause profonde della criminalità e che le misure adottate siano più di controllo sociale che di protezione efficace.
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