In mezzo a una delle peggiori crisi energetiche degli ultimi anni a Cuba, con interruzioni di corrente che superano le 20 ore in diverse province, i lavoratori dell'Unione Elettrica (UNE) si sono recati questo giovedì verso la Tribuna Antimperialista José Martí a La Havana, per partecipare a un atto di solidarietà con la Palestina.
"Con la convinzione che ci caratterizza, alziamo le nostre voci per la pace, la giustizia e la solidarietà tra i popoli," ha pubblicato la UNE su Facebook, con immagini dei suoi dipendenti e dei lavoratori del Ministero dell'Energia e delle Miniere mobilitati verso la concentrazione.
Il quotidiano Granma ha annunciato eventi in tutta l'isola sotto il tema "solidarietà con la Palestina", evidenziando quello che si è svolto nella capitale a partire dalle 7:30 del mattino, trasmesso in diretta dalla televisione statale.
Il gesto, in mezzo alla quasi totale paralisi del sistema elettrico nazionale, ha generato indignazione tra i cittadini, che lo considerano un ulteriore esempio delle priorità distorte del regime.
"Quello che devono fare è rivolgersi alle centrali termoelettriche per vedere se si risolve il problema delle interruzioni di corrente," ha dichiarato un padre di famiglia.
"Poiché si sono alzati presto, andate a vedere come generano elettricità, dato che hanno Cuba al buio," ha criticato un altro utente.
I commenti si sono moltiplicati nella pubblicazione della UNE, carichi di ironia, frustrazione e rabbia.
"Ho iniziato a leggere con la speranza che si manifestassero in supporto al popolo cubano, alle proprie famiglie che non hanno elettricità", ha sottolineato un'emigrata.
Altri hanno definito la marcia un "circo" e "puro teatro", ricordando che mentre l'Isola rimane al buio e senza soluzioni concrete, il governo continua a organizzare eventi politici.
Un giornalista ha parlato dell'inutilità della manifestazione. "Qualcuno dei presenti sarà a conoscenza del fatto che già Israele e Hamas hanno approvato il piano di pace del presidente Trump?", ha detto.
Il malcontento si approfondisce perché la crisi elettrica non accenna a fermarsi.
La stessa UNE ha annunciato che alle 6:00 di mercoledì, la disponibilità di generazione era di appena 1.600 MW rispetto a una domanda di 2.660 MW, lasciando un deficit di 1.086 MW.
Per l'orario di punta notturno, si stima un'impatto fino a 1.590 MW, il che implica che centinaia di migliaia di famiglie rimarranno nuovamente senza servizio per quasi tutta la notte.

Eppure, mentre l'intero paese soffre per interruzioni prolungate, il governo ha rafforzato la sua agenda propagandistica.
Altri organismi, come l'Assemblea Nazionale del Potere Popolare o il Ministero delle Finanze e dei Prezzi, hanno anch'essi segnalato la loro partecipazione alla manifestazione.
Per la cittadinanza, la scena risulta indignante: mentre le famiglie cubane mancano di elettricità, acqua, cibo e medicinali, i lavoratori dell'ente responsabile di mantenere accesa la nazione vengono mobilitati per sostenere l'agenda politica del regime.
Come ha riassunto un internauta da Matanzas: "Questo paese è peggio di Gaza, con oltre 28 ore di black out e le termoelettriche guaste, e loro continuano a manifestare".
Domande frequenti sulla crisi energetica e le priorità del governo cubano
Perché ci sono blackout così prolungati a Cuba?
La crisi energetica a Cuba è causata da un significativo deficit nella generazione di elettricità, dovuto alla mancanza di carburante importato, al deterioramento delle infrastrutture elettriche e a manutenzioni insufficienti nelle centrali termoelettriche. Questa situazione ha portato a interruzioni di corrente che superano le 20 ore in diverse province, influenzando gravemente la vita quotidiana dei cubani.
Qual è la reazione dei cittadini cubani di fronte alla marcia della Unión Eléctrica per la Palestina?
La marcia della Unión Eléctrica in solidarietà con la Palestina ha generato indignazione tra i cittadini cubani, i quali considerano che il governo ha priorità distorte concentrandosi su atti politici mentre la crisi energetica rimane irrisolta. I commenti sui social media riflettono frustrazione e rabbia, poiché il popolo soffre di blackout prolungati mentre il regime organizza eventi di propaganda.
Come influisce la crisi energetica sulla vita quotidiana a Cuba?
I blackout prolungati a Cuba influenzano gravemente la vita quotidiana dei cittadini, provocando mancanza di accesso all'acqua, deterioramento di alimenti refrigerati e medicinali, interruzioni nei trasporti e nei servizi pubblici. Ciò genera un clima di incertezza e disperazione nella popolazione, che è costretta ad affrontare condizioni di vita disumane.
Quali misure ha adottato il governo cubano per risolvere la crisi energetica?
Il governo cubano ha tentato di mitigare la crisi energetica attraverso l'installazione di parchi solari fotovoltaici e la manutenzione di alcune centrali termoelettriche. Tuttavia, queste misure sono state insufficienti per risolvere il deficit di generazione, e la popolazione continua a soffrire di interruzioni prolungate della corrente. La mancanza di soluzioni strutturali e la dipendenza da combustibili importati aggravano il problema.
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