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Cuba torna a tremare di fronte a due nuovi feminicidi avvenuti negli ultimi giorni, confermati dal Osservatorio di Genere di Alas Tensas (OGAT) e dall'osservatorio Yo Sí Te Creo en Cuba (YSTCC).
I casi elevano a 33 il numero di femminicidi registrati dall'inizio del 2025, in un contesto di crisi persistente di violenza e assenza di protocolli efficaci di protezione, secondo le informazioni pubblicate su social network X.
Il primo fatto è avvenuto il 26 settembre a Torriente, Jagüey Grande (Matanzas), dove Yamila Zayas Toledo, di 35 anni, è stata assassinata nella sua abitazione dal suo ex compagno.
Un giorno prima, la vittima aveva presentato una denuncia formale alla polizia locale, ma le autorità non hanno trattenuto l'aggressore. Yamila lascia tre figli, due dei quali minorenni, e la sua figlia più piccola ha assistito al crimine.
Il secondo caso riguarda il femminicidio sociale di Dayli Acosta Oceguera, di 24 anni, scomparsa dal 22 settembre e il cui corpo è stato trovato il 26 nel Parco Lenin, L'Avana. Era madre di tre bambine piccole.
Questi crimini si aggiungono a un sottoregistro che include anche un omicidio di un uomo per motivi di genere, tre tentativi di femminicidio e tre casi in fase di indagine a Santiago di Cuba, Villa Clara e Camagüey.
Attivisti sottolineano che denunciare questi fatti non è un reato e invitano la cittadinanza a collaborare con gli osservatori femministi per visibilizzare e combattere questa violenza strutturale che lo Stato cubano continua a non affrontare in modo efficace.
Domande frequenti sui feminicidi a Cuba
Qual è la situazione attuale dei femminicidi a Cuba nel 2025?
Nel 2025, sono stati registrati 33 femminicidi a Cuba, secondo i dati degli osservatori femministi Yo Sí Te Creo en Cuba e Alas Tensas. Questo riflette una crisi persistente di violenza di genere nel paese, aggravata dalla mancanza di protocolli efficaci di protezione e dall'assenza di riconoscimento ufficiale di questi reati. Le piattaforme indipendenti continuano a documentare questi crimini e a esigere dallo Stato cubano l'implementazione di misure preventive.
Come stanno rispondendo le autorità cubane ai femminicidi?
Le autorità cubane non riconoscono ufficialmente il termine "femminicidio" e non hanno implementato politiche efficaci per combattere la violenza di genere. Lo Stato cubano continua a non affrontare in modo efficace la violenza strutturale che subiscono le donne, lasciando questo compito nelle mani di organizzazioni femministe indipendenti che documentano e rendono visibili questi casi. Le attiviste denunciano la mancanza di trasparenza e l'inerzia governativa di fronte a questa problematica.
Quali organizzazioni stanno lavorando sulla documentazione dei femminicidi a Cuba?
Le organizzazioni principali che documentano i femminicidi a Cuba sono Yo Sí Te Creo en Cuba (YSTCC) e l'Osservatorio di Genere de Alas Tensas (OGAT). Queste piattaforme indipendenti si dedicano a verificare e dare visibilità ai casi di violenza di genere nel paese, di fronte alla mancanza di dati ufficiali e al silenzio dello Stato. Il loro lavoro è fondamentale per chiedere giustizia e politiche pubbliche che proteggano le donne.
Quali sfide affrontano le organizzazioni femministe a Cuba?
Le organizzazioni femministe a Cuba affrontano diverse sfide, tra cui la disconnessione tecnologica, i costanti blackout e la criminalizzazione dell'attivismo. Queste difficoltà complicano la comunicazione cittadina e il lavoro di documentazione indipendente. Nonostante questi ostacoli, continuano a verificare i femminicidi e a invitare i cittadini a collaborare con informazioni che permettano di visibilizzare e combattere questa violenza estrema.
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