Díaz-Canel attacca i contadini per non “rompere l'inerzia”

Díaz-Canel incolpa i contadini per la bassa produzione agricola a Cuba, ignorando le restrizioni e i problemi strutturali del governo che influiscono sull'efficienza del settore agroalimentare.

Díaz-Canel durante il suo tour a MayabequeFoto © Captura de pantalla YouTube/ Canal Caribe

Il governante cubano Miguel Díaz-Canel è tornato ad attaccare i contadini cubani in occasione di una delle sue abituali visite a “obiettivi economici”.

“Ogni volta che visitiamo buone esperienze riflettiamo su come fare meglio le cose: perché alcuni rompono l'inerzia e altri no, se l'avversità sfida tutti allo stesso modo? Ancora una volta è emerso il ragionamento constatando il successo di iniziative di impatto a Mayabeque”, ha detto Díaz-Canel su X, mostrando un video con il riassunto del suo percorso attraverso esperimenti agricoli di successo.

Il governante, che visita frequentemente aziende e iniziative, torna a concentrare l'attenzione della crisi sugli agricoltori, senza riferirsi alle cause strutturali che impediscono loro di prosperare, a causa della cattiva gestione del suo governo.

Durante la sua visita dello scorso venerdì a Mayabeque, Díaz-Canel ha visitato la finca La Asunción, che conta 500 mila piante di frutabombas; il centro suinicolo di San José de la Lajas e la finca Los Olivos, a Jaruco.

"Ci sono molte terre da coltivare."

Non è la prima volta che Díaz-Canel istruisce gli agricoltori. Lo scorso maggio, in un discorso caratterizzato da un tono educativo e dall'evitare responsabilità, il governante cubano aveva già rimproverato gli agricoltori del paese per la bassa produzione agricola, affermando che “c'è molto terreno da coltivare”, senza riconoscere il ruolo dello Stato nell'inefficienza del sistema agropecuario cubano.

Durante la chiusura del Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale dei Piccoli Agricoltori (ANAP), il mandatario ha ribadito vecchie promesse di trasformazione produttiva, accusando il settore contadino di non trarre maggior vantaggio dalle terre in usufrutto, nonostante le molteplici restrizioni imposte dallo stesso governo, secondo un rapporto del Canale Caribe.

“Questo congresso sarà veramente storico se riusciremo a cambiare la situazione della produzione alimentare nel paese… e c'è molta terra da coltivare, c'è molta terra da mettere a produzione”, ha dichiarato Díaz-Canel, in un discorso che ha ignorato i gravi problemi di accesso a mezzi, tecnologia e autonomia che affrontano i produttori cubani.

Nonostante ammettere che in fasi precedenti il paese ha avuto risorse abbondanti sprecate "senza raggiungere efficienza", il governante non ha assunto responsabilità istituzionali né ha proposto riforme strutturali al modello centralizzato che tiene legato il settore agricolo cubano.

“Se abbiamo cibo a volontà…”

La settimana scorsa, il governante era già stato al centro delle notizie durante uno dei suoi tour per fare appello al semplicismo per affrontare l'inflazione che opprime i cubani.

Lontano dal fornire soluzioni reali, ha insistito su frasi fatte che ignorano l'impatto delle sue stesse politiche sulla situazione attuale.

"Se abbiamo cibo libero, obbligatoriamente scendono i prezzi," ha affermato durante una visita alla finca Consuelo, ad Alquízar, Artemisa, riducendo la crisi strutturale dell'economia a una formula quasi infantile, come se la carenza di approvvigionamento, la mancanza di materiali e i controlli statali non fossero responsabilità del suo governo.

Il mandatario ha visitato appena 0,20 ettari di patate dolci e 0,60 ettari di banane coltivate dal produttore Wilfredo Vallés Rodríguez, presentati come un esempio da replicare in tutto il paese.

Il governante ha insistito sul fatto che esperienze come quella di Vallés devono moltiplicarsi, come se un paio di appezzamenti potessero invertire la carenza strutturale di alimenti che colpisce la popolazione.

Domande frequenti sulla crisi agricola e il discorso di Díaz-Canel a Cuba

Perché Díaz-Canel incolpa i contadini della bassa produzione agricola a Cuba?

Díaz-Canel incolpa i contadini per non rompere l'inerzia e non sfruttare maggiormente le terre in usufrutto, senza riconoscere le restrizioni imposte dal governo e le carenze strutturali del sistema agroalimentare cubano. Il governante evita di assumersi la responsabilità per la cattiva gestione statale e le politiche che limitano l'accesso a materie prime, tecnologia e mercati.

Quali sono le limitazioni che affrontano i contadini cubani nel contesto attuale?

I contadini cubani affrontano gravi problemi di accesso a forniture, tecnologia e autonomia. Inoltre, sono soggetti a ostacoli burocratici, controlli arbitrari e mancanza di incentivi. Queste limitazioni sono causate in gran parte dalle politiche del governo che monopolizza l'accesso ai mercati e regola la catena di distribuzione, impedendo ai produttori di vendere liberamente e a prezzi equi.

Quali riforme propone Díaz-Canel per risolvere la crisi agricola a Cuba?

Díaz-Canel non ha proposto riforme di fondo al modello centralizzato che tiene legato il campo cubano. Invece, insiste su discorsi sulla necessità di "lavorare duramente" e fa appello alla creatività degli agricoltori, senza affrontare le vere cause della crisi né offrire soluzioni concrete che permettano un'apertura reale del commercio agroalimentare e una decentralizzazione efficace.

In che modo la crisi agricola attuale influisce sulla popolazione cubana?

La crisi agricola colpisce profondamente la popolazione cubana, che affronta una carenza cronica di cibo e alti prezzi che riducono in polvere i salari. La produzione nazionale di alimenti è insufficiente, costringendo a importare oltre il 70% degli alimenti consumati. La situazione è particolarmente critica per i prodotti di base come il riso e la carne di maiale, la cui produzione è calata drasticamente.

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Redazione di CiberCuba

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