Matanzas riceve otto gruppi elettrogeni donati dalla Cina per alleviare i blackout

A Matanzas, i blackout hanno superato le 24 ore, il che ha aggravato i problemi con l'approvvigionamento idrico e aumentato l'incidenza delle malattie virali.

Gruppo elettrogeno a MatanzasFoto © TV Yumurí

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Il governo cubano ha annunciato con grande pompa l'arrivo a Matanzas di otto gruppi elettrogeni donati dalla Cina, installati nella centrale di Guanábana, con una potenza complessiva compresa tra 25 e 30 megawatt (MW).

I media ufficiali hanno presentato la consegna come parte di un piano di "recupero delle capacità di generazione" e hanno evidenziato la rapidità con cui sono stati installati i motori diesel, ciascuno da 1,8 MW.

Tuttavia, al di là della propaganda ufficiale, il problema di fondo persiste: Cuba manca di carburante sufficiente per sostenere l'operazione di questi impianti, e la crisi energetica continua a colpire duramente i cittadini.

La stessa stampa statale ha rivelato che i motori completeranno i parchi solari fotovoltaici e la generazione distribuita, il che consente di creare "microsistemi" per fornire energia a zone limitate quando il Sistema Elettrico Nazionale (SEN) collassa.

Questo è già accaduto in almeno cinque occasioni da agosto 2024, con black-out nazionali che hanno lasciato il paese al buio per giorni.

Secondo Mario Pedroso Caballero, direttore generale di Geysel, la generazione distribuita nell'ultimo calo del SEN è stata quella che ha permesso di alimentare le termolettriche per rifornire il sistema, da qui l'importanza delle azioni intraprese.

"La funzione della generazione distribuita è che in momenti specifici possa isolarsi e creare microsistemi con altri tipi di fonti di generazione, fornendo un servizio a un numero significativo di consumatori, mentre in condizioni normali si sincronizza con il SEN", ha dichiarato al giornale Girón.

Il donativo cinese si inserisce in una relazione politica sempre più stretta tra L'Avana e Pechino.

Negli ultimi mesi, il regime ha ricevuto componenti, parchi fotovoltaici e altri apparecchi provenienti dal gigante asiatico, con l'obiettivo di alleviare una crisi energetica che ha portato a blackout di fino a 20 ore giornaliere in diverse province.

A Matanzas, una delle zone più colpite, gli interruzione di corrente hanno superato le 24 ore, aggravando i problemi con l'approvvigionamento idrico e aumentando l'incidenza di malattie virali.

Inoltre, il sollievo che possono offrire i gruppi elettrogeni sarà limitato. Funzionano a gasolio, una risorsa che il paese non riesce a importare in quantità sufficienti a causa della mancanza di valuta estera e dei debiti con i fornitori.

L'esperienza degli anni precedenti dimostra che, anche quando vengono installati nuovi apparecchi, questi finiscono per essere spenti a causa della mancanza di combustibile o danneggiati per l'assenza di ricambi.

Il panorama peggiora se si considera che la centrale termoelettrica Antonio Guiteras, la più importante del paese e situata proprio a Matanzas, smetterà di operare alla fine di quest'anno per una manutenzione straordinaria che si protrarrà per almeno sei mesi.

Il direttore generale della UNE, Alfredo López Valdés, ha riconosciuto nella Mesa Redonda che la Guiteras presenta un "deficit di manutenzione" e problemi di regolazione, il che ha causato ripetute uscite impreviste e una fragilità estrema del SEN.

Senza questa centrale in servizio, la produzione nazionale dipenderà da unità minori, molte delle quali sono instabili e deteriorate, il che preannuncia blackout ancora più prolungati e frequenti.

Esperti avvertono che la strategia governativa, basata su donazioni, affitto di centrali galleggianti e annunci di futuri parchi solari, non risolve la radice del collasso: decenni di mancanza di investimenti, obsolescenza tecnologica e cattiva gestione.

Nel frattempo, i cubani si preparano a mesi ancora più difficili.

La paralisi della Guiteras e la mancanza di carburante per i nuovi motori preannunciano uno scenario critico in cui i blackout continueranno a segnare la vita quotidiana, con conseguenze dirette sulla salute pubblica, sull'economia e sulla stabilità sociale.

Domande frequenti sulla crisi energetica a Cuba e sulla donazione di gruppi elettrogeni da parte della Cina

Quale impatto avranno i gruppi elettrogeni donati dalla Cina sulla crisi energetica di Cuba?

I gruppi elettrogeni donati dalla Cina avranno un impatto limitato sulla crisi energetica di Cuba. Sebbene contribuiscano a creare "microsistemi" in aree specifiche, il paese affronta una carenza di carburante che complica il loro funzionamento continuo. La donazione si inserisce in una strategia governativa di recupero, ma non risolve il deficit strutturale nella generazione di energia elettrica nel paese.

Perché la centrale termoelettrica Antonio Guiteras è fondamentale per il sistema elettrico di Cuba?

La centrale termoelettrica Antonio Guiteras è la più importante di Cuba e il suo funzionamento è vitale per il Sistema Elettrico Nazionale (SEN). Tuttavia, affronta problemi di manutenzione e regolazione che l'hanno portata a disattivarsi ripetutamente, contribuendo al collasso del SEN e a prolungati blackout nel paese. La sua prossima fermata per manutenzione straordinaria aggraverà ulteriormente la situazione energetica.

Qual è la situazione attuale del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) a Cuba?

Il Sistema Elettrico Nazionale (SEN) di Cuba affronta una crisi severa con blackout massivi e frequenti. La mancanza di investimenti, l'obsolescenza tecnologica e la scarsità di combustibile hanno portato a un collasso strutturale del sistema. Nonostante i tentativi di recupero, come l’incorporazione di energia rinnovabile e donazioni di attrezzature, la situazione rimane critica, colpendo gravemente la popolazione e l'economia del paese.

Che ruolo gioca l'energia rinnovabile nella crisi energetica di Cuba?

L'energia rinnovabile, come i parchi solari, fornisce un contributo importante ma insufficiente per risolvere il deficit energetico a Cuba. Sebbene siano stati sincronizzati nuovi parchi solari al SEN, la loro capacità non copre il deficit accumulato a causa del collasso delle centrali termoelettriche e della mancanza di combustibili fossili. La diversificazione del mix energetico continua a essere una sfida fondamentale in mezzo alla crisi.

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