Imporranno pene da tre a nove anni di carcere ai manifestanti di Bayamo

Secondo il tribunale, gli accusati hanno violato la "stabilità e sicurezza dei cittadini" con reati come il turbamento dell'ordine pubblico, la disobbedienza, l'attentato, la resistenza, il disprezzo e l'istigazione a delinquere.

Giudizio contro i manifestanti di BayamoFoto © Facebook / Tribunal Provinciale Popolare di Granma

Il regime cubano ha condannato venerdì 15 cittadini che hanno partecipato alla protesta pacifica del 17 marzo 2024 a Bayamo, imponendo loro pene di detenzione da tre a nove anni.

La sentenza, emessa dal Tribunale Municipale Popolare di quella città orientale, è diventata un nuovo episodio di criminalizzazione del diritto di protestare sull'Isola.

Secondo il comunicato ufficiale del Tribunale Provinciale Popolare di Granma, otto degli accusati hanno ricevuto pene comprese tra sei e nove anni di carcere, mentre altri cinque sono stati condannati a pene tra i tre e i cinque anni. Altri due imputati sono stati puniti con lavori correttivi senza internamento.

La sentenza citava reati di "disordini pubblici, attentato, resistenza, oltraggio, disobbedienza e istigazione a delinquere", accuse comuni nei processi politici del regime.

Il tribunale ha insistito sul fatto che gli accusati avevano attentato alla "stabilità e sicurezza dei cittadini".

Captura di Facebook / Tribunale Provinciale Popolare di Granma

Ha anche assicurato che durante il processo "sono state rispettate le garanzie processuali e il diritto alla difesa", un'affermazione che contrasta con le denunce di organismi per i diritti umani che descrivono questi processi come farsa giudiziarie progettate per infondere paura.

Un processo segnato dalla repressione

Il processo è iniziato martedì 16 settembre ed è durato quattro giorni.

Si è svolto più di un anno dopo che centinaia di bayamesi sono scesi in strada con grida di Libertà, Patria e Vita e Abbasso la dittatura, stanchi dei blackout, della mancanza di cibo e del collasso dei servizi fondamentali.

Quella giornata si è conclusa con pestaggi e arresti di massa da parte della polizia politica e di truppe speciali, come testimoniato da numerosi video diffusi sui social media.

Dei 16 cittadini inizialmente accusati, 13 sono rimasti per mesi in detenzione preventiva e tre sono stati sottoposti a misure restrittive. Il processo ha coinvolto infine 15 imputati.

La Procura ha incluso imputato accuse di porto e possesso illegale di armi, sebbene non siano mai state presentate prove chiare al riguardo.

Un modello repressivo che si ripete

Il giornale Granma ha riportato del processo, qualificando le proteste pacifiche come "disordini".

Il giornalista indipendente José Raúl Gallego ha sottolineato che la pubblicazione mira solo a intimidire: "Sanno che la situazione sta provocando nuovi scoppi, come quello di Gibara avvenuto il 13 settembre scorso. È una dimostrazione di come la stampa ufficialista sia parte dei meccanismi di repressione".

Gallego ha avvertito che è necessario identificare giudici, pubblici ministeri e testimoni che partecipano a questi processi per documentarli come responsabili di violazioni dei diritti umani.

"Encarcerare un essere umano per esercitare il proprio diritto di protesta è una violazione per la quale prima o poi dovranno rispondere", ha affermato.

Le proteste di Bayamo di marzo 2024 non sono state un fatto isolato.

A maggio di quest'anno la città è tornata in strada dopo prolungati blackout, e poco più di una settimana fa i residenti di Gibara hanno dato vita a manifestazioni per più di 24 ore senza elettricità.

La risposta del regime è sempre stata la stessa: arresti notturni, e la minaccia di processi sommari e lunghe pene detentive.

Mentre il malessere sociale si moltiplica, la repressione si inasprisce. La sentenza di Bayamo conferma che a Cuba protestare pacificamente continua a essere considerato un crimine.

Domande frequenti sulle condanne ai manifestanti a Bayamo

Perché sono stati condannati i manifestanti di Bayamo?

I manifestanti di Bayamo sono stati condannati per aver partecipato a una protesta pacifica il 17 marzo 2024, dove chiedevano migliori condizioni di vita, libertà e la fine della dittatura. Il regime cubano li ha accusati di reati come disturbo della quiete pubblica, resistenza e oltraggio, sebbene gli organismi per i diritti umani definiscano questi processi come farsa giudiziaria progettata per infondere paura.

Quali pene sono stati inflitti ai manifestanti nel processo di Bayamo?

El Tribunale Municipale Popolare di Bayamo ha inflitto pene comprese tra i tre e i nove anni di carcere a 15 dei manifestanti coinvolti nella protesta. Otto degli accusati hanno ricevuto pene comprese tra sei e nove anni, mentre cinque sono stati condannati a pene tra tre e cinque anni. Inoltre, due imputati sono stati puniti con lavori correttivi senza internamento.

Come ha reagito la comunità internazionale a queste condanne?

Organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato queste condanne come violazioni del diritto alla protesta pacifica. Sottolineano che i processi mancavano di garanzie procedurali e sono stati utilizzati dal regime cubano per reprimere e silenziare il malcontento sociale. Il modello repressivo del governo è stato criticato per il suo uso sistematico di arresti arbitrari e condanne severe per intimidire la popolazione.

Qual è il contesto sociale che ha portato alle proteste a Bayamo?

Le proteste a Bayamo sono emerse in un contesto di crisi economica e sociale a Cuba, caratterizzato da black-out prolungati, scarsità di alimenti e collasso dei servizi di base. La frustrazione dei cittadini per le promesse non mantenute del governo e la repressione costante ha portato a manifestazioni come quelle del 17 marzo 2024, dove si sono sentiti slogan come "Libertà" e "Abbasso la dittatura".

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Redazione di CiberCuba

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