In mezzo a un'estate segnata da blackout fino a 20 ore, l'Azienda Elettrica di Las Tunas ha attribuito agli stessi utenti la responsabilità del collasso del servizio, sottolineando che l'uso di condizionatori e piastre elettriche starebbe sovraccaricando i trasformatori nella provincia.
Anislei Santiesteban Velázquez, direttore tecnico dell'ente, ha dichiarato alla stampa locale che, nelle zone costiere, dove molti vanno in vacanza, molte abitazioni rimangono vuote con gli apparecchi accesi mentre i proprietari sono in spiaggia, quello che ha definito un “spreco inutile”.
Según il funzionario, questo comportamento provoca “sovraccarico nel sistema” e danni nei trasformatori, motivo per cui ha esortato la popolazione a risparmiare e a distribuire meglio il consumo, specialmente durante le ore di punta.
Tuttavia, il discorso ufficiale contrasta con la realtà che vivono migliaia di famiglie cubane. Invece di godere della climatizzazione promessa dal “estate con quattro ore di blackout”, come annunciato a maggio dal vice ministro dell'Energia e delle Miniere, Argelio Jesús Abad Vigoa, i cubani hanno dovuto sopportare giornate interminabili di fino a 20 ore senza elettricità. In molte abitazioni, l'aria condizionata è diventata un lusso impossibile e cucinare con elettricità una sfida quotidiana di fronte ai continui blackout.
La contraddizione tra l'ottimismo ufficiale e l'esperienza reale del popolo è diventata insostenibile. Sui social media, i cubani indignati riassumono la situazione con frasi come: “Più che un fallimento elettrico, è un black-out politico”. Per molti, ciò che è in crisi non sono solo i trasformatori di Las Tunas, ma un modello incapace di garantire servizi basilari.
La indignazione punta anche al cuore dell'economia cubana. Mentre si addossa alla popolazione la responsabilità di lasciare acceso un condizionatore d'aria, inchieste giornalistiche hanno documentato che il conglomerato militare GAESA controlla più di 18.000 milioni di dollari.
Con appena una frazione di quei fondi sarebbe possibile riparare le termoelettiche, acquistare carburante e ridurre drasticamente i blackout, ma il denaro viene destinato a hotel di lusso come la Torre K23 all'Havana, che consuma quasi 2 MW in modo permanente.
Questa contraddizione alimenta la percezione che la crisi non sia tecnica, ma politica. Le risorse esistono, ma vengono investite in progetti turistici e non nel migliorare la vita quotidiana della popolazione.
Per i tuneri e per i cubani in generale, la realtà dell'estate del 2025 non sono le spiagge con energia elettrica garantita, ma notti in bianco, pasti rovinati e un caldo insopportabile. Mentre i funzionari chiedono "risparmio" e incolpano l'uso domestico degli apparecchi, la maggior parte delle famiglie sente che la propria pazienza sta per esaurirsi.
“Questa non è vita, è abuso”, ha scritto un cubano sui social media. E in ogni commento, ciò che emerge è la certezza che l'oscurità a Cuba non è dovuta solo alla mancanza di corrente, ma all'assenza di un futuro chiaro.
Domande frequenti sulla crisi elettrica a Cuba
Perché l'Empresa Eléctrica di Las Tunas incolpa gli utenti per i blackout?
La Empresa Elettrica di Las Tunas incolpa gli utenti perché, secondo il suo direttore tecnico, l'uso eccessivo di climatizzatori e cucine elettriche starebbe sovraccaricando i trasformatori, specialmente nelle zone costiere. Il direttore tecnico ha definito questi usi come una "spesa inutile". Tuttavia, molti ritengono che il problema non sia tecnico, ma politico, poiché le risorse vengono destinate a progetti turistici anziché migliorare il sistema elettrico.
Qual è il deficit attuale del sistema elettrico cubano?
Quali sono le principali cause della crisi elettrica a Cuba?
Le principali cause della crisi elettrica a Cuba includono guasti nelle unità termiche, mancanza di combustibile e un sistema di generazione deteriorato. Inoltre, la scarsità di gas liquefatto costringe molti a utilizzare l'elettricità per cucinare, aumentando la domanda in un sistema già sovraccarico.
Quali misure ha adottato il governo cubano di fronte alla crisi energetica?
Il governo cubano ha cercato di giustificare i blackout prolungati con promesse di miglioramento che non sono state mantenute. Non hanno offerto soluzioni strutturali efficaci, e la popolazione continua a subire blackout massivi. Inoltre, si sono prioritizzati investimenti nel turismo anziché migliorare l'infrastruttura elettrica.
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