Il governo vende cibo confezionato come “risposta” ai blackout a Camagüey

A Camagüey, di fronte ai frequenti blackout, il Governo vende alimenti preparati a prezzi accessibili. Tuttavia, la misura genera scetticismo a causa della mancanza di soluzioni energetiche concrete.

Vendita di cibo a CamagüeyFoto © Radio Cadena Agramonte

En mezzo al collasso del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN), contrassegnato da interruzioni elettriche quotidiane che superano le cifre ufficiali, le autorità di Camagüey hanno attivato punti di vendita di alimenti pronti per il consumo, nel tentativo di "creare altri spazi per la popolazione" durante l'assenza di elettricità.

Secondo Radio Cadena Agramonte, diverse entità e organismi del territorio, tra cui l'Impresa Lattiero, la Carni, la Pesquera, AzCuba e l'Impresa Municipale di Ristoranti, hanno aperto locali per vendere cibi preparati “a prezzi accessibili e di buona qualità”. Il programma include offerte da hotel, uffici centrali, unità logistiche e fino al parco del quartiere Marquesado.

Captura di Facebook/Cadena Agramonte

Pero la misura, che potrebbe sembrare un sollievo di fronte all'assenza di elettricità per cucinare, è stata accolta con scetticismo da parte della popolazione, che denuncia sui social media l'incapacità del regime di risolvere una crisi che non concede più tregua.

La indignazione cresce mentre le cifre della Unión Eléctrica (UNE) perdono credibilità. Solo questo lunedì, l'affettazione reale del SEN ha superato di quasi 100 MW quella prevista, raggiungendo un picco di 1,952 MW alle 21:40. E per questo martedì, si prevedeva un deficit di 1,401 MW al mattino, che potrebbe superare i 1,800 di notte.

Nonostante la gravità della situazione, le soluzioni strutturali brillano per la loro assenza. Invece di investire in una ripresa efficace del sistema energetico, il governo opta per "compiti sociali" che, invece di alleviare, rafforzano la precarietà.

La commercializzazione di cibo cotto sotto l'etichetta di "risposta sociale" non solo evidenzia la mancanza di risorse per garantire il minimo indispensabile, ma espone anche la disconnessione tra le priorità del regime e le reali esigenze della popolazione.

Nel frattempo, milioni di cubani affrontano la scelta su come conservare i pochi alimenti che riescono a procurarsi senza elettricità costante, come sopportare il caldo senza ventilatori e come sopravvivere a una quotidianità segnata dall'oscurità, dalla stanchezza e dalla disperazione.

La domanda a Cuba non è più se ci saranno blackout, ma quante ore senza luce dovremo sopportare ancora una volta.

Domande frequenti sulla crisi energetica a Cuba e sulla vendita di cibo preparato a Camagüey

Perché il governo di Camagüey sta vendendo cibo già pronto?

Il governo di Camagüey ha iniziato a vendere cibo preparato come misura per mitigare gli effetti dei blackout che impediscono di cucinare a casa a causa del collasso del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN). Questa iniziativa mira a offrire alimenti pronti al consumo a prezzi accessibili in mezzo alla crisi energetica.

Qual è stata la reazione della popolazione di fronte alla vendita di cibo preparato?

La misura è stata ricevuta con scetticismo e indignazione dalla popolazione, che critica il regime cubano per la sua incapacità di risolvere la crisi energetica in modo efficace. I cittadini vedono questa azione come un palliativo che non risolve i problemi alla radice, come la mancanza di elettricità costante e la precarietà del sistema energetico.

Qual è la situazione attuale del Sistema Elettroenergetico Nazionale a Cuba?

Il Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) di Cuba si trova in uno stato critico, con interruzioni quotidiane che superano le 24 ore e un deficit di generazione che raggiunge i 1.800 MW nei momenti più difficili. L'infrastruttura obsoleta, la mancanza di manutenzione e la scarsità di combustibile aggravano la situazione, lasciando la popolazione senza elettricità per lunghi periodi.

Quali misure strutturali si stanno adottando per risolvere la crisi energetica a Cuba?

Fino ad ora, non sono state implementate soluzioni strutturali efficaci per risolvere la crisi energetica a Cuba. Il governo ha promosso la costruzione di parchi solari fotovoltaici, ma il loro contributo è insufficiente rispetto alla domanda nazionale. La mancanza di investimenti e la manutenzione continua delle infrastrutture elettriche rimangono un problema critico.

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Redazione di CiberCuba

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