La Unión Eléctrica di Cuba (UNE) ha affermato questo lunedì che l'energia solare “alimenta la speranza di milioni di cubani”, annunciando la sincronizzazione di 25 parchi fotovoltaici come parte del suo macroprogramma di 2,012 MW progettato da oltre un decennio.
Tuttavia, per milioni di cittadini immersi nella precarietà, i costanti blackout e la mancanza di soluzioni reali continuano a smentire il discorso trionfalista del regime.
Secondo i dati condivisi dall'azienda statale su , i parchi solari attualmente collegati al Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) forniscono oltre 2.000 MWh giornalieri, con una potenza massima di 500 MW nel mezzogiorno, quando la radiazione solare raggiunge il suo picco.

Anche se questi numeri sembrano incoraggianti sulla carta, la realtà nelle strade di Cuba è ben diversa: estesi blackout, impianti termici obsoleti e una rete nazionale al collasso continuano a provocare malcontento, proteste e disperazione.
Una "speranza" disconnessa dalla vita quotidiana
"La energia solare non illumina solo le abitazioni: alimenta anche la speranza di milioni di cubani che attendono soluzioni reali e sostenibili", ha pubblicato la UNE sui suoi canali ufficiali.
Tuttavia, questa retorica contrasta con le condizioni materiali di vita nel paese, dove intere famiglie non hanno accesso regolare all'elettricità, all'acqua potabile o ai beni alimentari di base, e dove i blackout prolungati — a volte superiori a 12 ore al giorno — influiscono gravemente sulla salute, sul riposo e sull'economia domestica.
Nonostante le campagne di comunicazione, la percezione popolare è di abbandono istituzionale e giustificazioni politiche. Mentre si incolpa l'embargo statunitense per la crisi energetica, il regime continua a non applicare riforme strutturali né ad assumersi responsabilità interne.
In questo contesto, anche i progressi nelle energie rinnovabili finiscono per essere offuscati dalla mancanza di trasparenza, dall'assenza di investimenti effettivi nella manutenzione del sistema e dalla priorità data agli interessi politici rispetto ai bisogni della popolazione.
Domande frequenti sulla crisi energetica e i parchi solari a Cuba
Come contribuiscono i parchi solari alla crisi energetica a Cuba?
I parchi solari a Cuba sono stati promossi come una soluzione parziale alla crisi energetica, ma il loro impatto è limitato a causa della loro incapacità di coprire la domanda totale di energia. Sebbene contribuiscano con energia durante il giorno, non risolvono il deficit energetico notturno né la dipendenza dalle centrali termiche obsolete e dai combustibili fossili.
Perché continuano a verificarsi blackout nonostante i progressi nell'energia solare?
I blackout persistono perché la capacità di generazione dei parchi solari è insufficiente di fronte all'alta domanda elettrica del paese. Inoltre, il sistema elettrico nazionale soffre di infrastrutture obsolete, mancanza di manutenzione e scarsità di combustibile, il che limita significativamente la generazione di energia e provoca blackout prolungati e frequenti.
Quali misure sta adottando il governo cubano per migliorare la situazione energetica?
Il governo cubano ha promosso la costruzione di più parchi solari come parte della sua strategia per aumentare la generazione di energia rinnovabile. Tuttavia, questi sforzi non sono stati sufficienti per risolvere i problemi strutturali del sistema elettrico. La mancanza di investimenti in infrastrutture e la dipendenza dai combustibili fossili continuano a rappresentare sfide significative.
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