Meliá si aggiudica un hotel che gestiva Kempinski a L'Avana

Meliá Hotels International apre il Hotel Gran Bristol a L'Avana, in un contesto turistico complesso a Cuba.

Gran Bristol La Habana by MeliáFoto © Facebook Gran Hotel Bristol La Habana Cuba

La catena alberghiera spagnola Meliá Hotels International ha aggiunto un nuovo asset al suo portafoglio a Cuba, assumendo il controllo di un edificio gestito da Kempinski, il Hotel Gran Bristol.

Excelencias Cuba ha informato che la riapertura dell'hotel si è concretizzata a luglio sotto un contratto di gestione. Questo avviene in un contesto complesso per il turismo a Cuba, caratterizzato da blackout, scarsità di forniture, forti critiche al servizio da parte degli utenti sui social media e cancellazioni di voli, il che porta a un'occupazione molto bassa.

Ubicato nel cuore dell'Avana, il rinnovato Gran Bristol conserva il suo stile Art Deco, dispone di 162 camere e della sua iconica piscina a effetto infinito sul tetto, dalla quale si può ammirare il Capitolio Nazionale. È piuttosto simile al Gran Manzana Kempinski, ma ora è nelle mani di un altro gruppo alberghiero.

Fronte dell'Hotel Gran Bristol

Meliá, con l'apertura di questo hotel, cerca di attrarre visitatori al centro dell'Avana; tuttavia, i dati finanziari e il contesto generale indicano che l'ambiente turistico cubano è lontano dall'essere favorevole affinché questo progetto abbia successo.

Il cambio di amministrazione mostra come compagnie potenti come Kempinski non riescano a ottenere profitti nell'isola, un problema che affligge anche Meliá, nonostante si rifiuti di ritirare il suo sostegno al regime.

Una scommessa azzardata in piena crisi

Meliá ha riconosciuto nel suo rapporto semestrale del 2025 che la situazione a Cuba è "sfidante", a causa dei blackout, della scarsità di prodotti di prima necessità e di una crescente percezione negativa a livello internazionale, che influisce direttamente sull'arrivo dei turisti.

L'azienda ha creato una compagnia importatrice che rifornisce esclusivamente le proprie strutture sull'isola, ma la mossa va oltre la semplice gestione alberghiera. Il regime cubano ha recentemente rafforzato la sua alleanza con Meliá e Ávoris Corporación Empresarial, nel tentativo di riattivare un'industria turistica in caduta libera.

La campagna “Vender Cuba tiene premio”, promossa dal tour operator Travelplan (di proprietà di Ávoris), include la visita di oltre 400 agenti di viaggio europei a settembre, ospitati in complessi di lusso gestiti da Gaviota S.A., azienda legata alle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR).

Questo legame, in particolare con GAESA, il conglomerato militare che controlla buona parte dell'economia dollarizzata di Cuba, ha generato dure critiche a Meliá Cuba sui social media, specialmente per aver effettuato tali investimenti in un paese con ospedali privi di medicinali e una popolazione immersa in carenze basilari.

Fronte dell'Hotel Gran Manzana Kempinski

Meliá riconosce il deterioramento

Meliá ammette che Cuba è stato il unico destino nel suo portafoglio globale con risultati negativi nel primo semestre del 2025. Il RevPAR (reddito per camera disponibile) è diminuito del 20,8 %, e l'occupazione è crollata al 40,5 %.

A questo si aggiunge una perdita di cinque milioni di euro in onorari di gestione e la cancellazione di voli da mercati chiave come Regno Unito, Belgio e Argentina.

Nonostante queste cifre, continua a puntare su alleanze strategiche con aziende del regime e addirittura promuove una campagna per attrarre viaggiatori e migliorare la propria immagine internazionale, anche se la situazione interna continua a peggiorare.

L'apertura del Gran Bristol rappresenta, quindi, molto più di una semplice inaugurazione alberghiera. Fa parte di un'operazione più ampia in cui il turismo è una priorità dello Stato, in un contesto di profonda crisi nazionale.

Domande frequenti sul Hotel Gran Bristol e la situazione del turismo a Cuba

Cosa significa la riapertura dell'Hotel Gran Bristol per Meliá a Cuba?

La riapertura dell'Hotel Gran Bristol rappresenta un tentativo di Meliá di rafforzare la sua presenza a Cuba, nonostante le difficoltà economiche e turistiche che il paese sta affrontando. Meliá cerca di attirare visitatori nel centro dell'Avana, in un contesto in cui il turismo cubano è in crisi a causa dei blackout, della scarsità di forniture e di una percezione internazionale negativa.

Qual è la situazione attuale del turismo a Cuba?

Il turismo a Cuba è in una situazione critica, con un calo significativo nell'arrivo di turisti e un'occupazione alberghiera molto bassa. Problemi come i blackout, la scarsità di beni di prima necessità e le cancellazioni di voli hanno contribuito a questa crisi. Nonostante ciò, il regime cubano continua a dare priorità al turismo come strategia economica, alleandosi con aziende come Meliá per cercare di rivitalizzare il settore.

Quali critiche sta affrontando Meliá per la sua alleanza con il regime cubano?

Meliá affronta critiche per la sua collaborazione con il regime cubano a causa dell'opacità delle sue associazioni, dell'uso di mano d'opera mal retribuita e delle sospetti di corruzione. Inoltre, il suo investimento nel settore turistico è visto come un sostegno a un regime che priorizza il turismo rispetto a bisogni fondamentali come la salute e l'alimentazione della popolazione cubana.

In cosa consiste la campagna "Vender Cuba ha un premio"?

La campagna "Vendere Cuba ha i suoi premi" è un'iniziativa del tour operator Travelplan, in collaborazione con Meliá e Ávoris, che mira a incentivare la commercializzazione della destinazione cubana tra gli agenti di viaggio europei. Comprende la visita di oltre 400 agenti di viaggio a Cuba, per promuovere il paese come meta turistica, nonostante la sua critica situazione economica e sociale.

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Redazione di CiberCuba

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