I cubani chiedono che venga ritirato il programma "Con Filo" dalla Televisione Nazionale

I cubani chiedono di cancellare "Con Filo", criticando la spesa pubblica e la disconnessione con il popolo. Gli internauti chiedono di reindirizzare le risorse verso bisogni fondamentali.

Michel Torres, presentatore di Con FiloFoto © YouTube Con Filo

Le recenti lamentele del presentatore ufficialista Michel E. Torres Corona riguardo alla presunta mancanza di risorse per il suo programma "Con Filo" hanno scatenato un'ondata di critiche sui social media che ha finito per riflettere un sentimento collettivo: i cubani non vogliono più questo spazio nella televisione nazionale.

Il conduttore, apertamente legato al discorso ufficiale del regime, ha espresso su Facebook che il suo programma si fa “sempre con meno risorse”, ma la reazione del pubblico è stata contundente. Lontano dall'empaticare con il suo lamento, molti internauti hanno messo in discussione la spesa pubblica destinata a una produzione che considerano “non necessaria”, “falsa” e “slegata dal popolo”.

“Dovrebbero cancellare quel programma e destinare quelle risorse a ospedali, scuole o mense sociali,” ha commentato un utente, in linea con decine di altri che hanno richiesto l’immediata cancellazione.

Altri hanno sottolineato con ironia che se il popolo deve "fare di più con meno", come dettano le consigne del regime, allora Michel Torres può anche applicare la “resistenza creativa”.

Le critiche si sono concentrate sulla percezione di impunità e privilegio dei presentatori di Con Filo, i quali, secondo le denunce degli utenti, godono di supporto statale, accesso a viaggi internazionali e una piattaforma per disinformare da una posizione di potere.

“Si lamenta la mancanza di risorse, ma per loro non manca mai nulla. Il problema è che non hanno pubblico”, ha commentato un altro opinionista.

Molti sono stati ancora più diretti: “Quel programma non serve, nessuno lo guarda, dovrebbero toglierlo subito”, “È un'offesa per il popolo che continui a essere trasmesso mentre chiudono spazi veramente utili” oppure “Con quei soldi che spendono, sarebbe meglio comprare cibo per una casa di riposo”.

La indignazione collettiva si traduce in un rifiuto totale verso ciò che considerano una macchina di propaganda incapace di offrire soluzioni reali ai problemi del paese.

I quesiti hanno anche messo in evidenza la contraddizione per cui un programma che attacca i media indipendenti e critici del governo ora si presenta come vittima della crisi.

“Michel Torres vuole mostrarsi come un diseredato, ma il suo programma è finanziato da quelli che ci chiedono resistenza. Che ora la pratichi anche lui”, ha ironizzato un utente.

La dichiarazione di Torres sembra essere stata la goccia che ha fatto traboccare la pazienza di molti cubani che, di fronte ai blackout, alla scarsezza e alla censura, chiedono con chiarezza: meno propaganda politica in televisione e più soluzioni ai problemi dei territori.

Todo sembra indicare che, per una parte del popolo cubano, questo comincia con l'eliminare dal palinsesto programmi come Con Filo.

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Redazione di CiberCuba

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