Cuba affronta mercoledì un altro giorno caratterizzato da blackout generalizzati a causa di un estremo deficit elettrico che colpisce il paese durante l'alta stagione estiva. Il Sistema Elettrico Nazionale (SEN) è partito con una disponibilità di 1.730 MW rispetto a una domanda di 3.120 MW, il che provoca un'attuale carenza di 1.414 MW, secondo quanto riportato dalla Unione Elettrica (UNE).
Previsioni cupe per la giornata
Le autorità prevedono che la situazione possa peggiorare nelle prossime ore. Per l'orario di mezzogiorno si stima un'assenza di 1.300 MW, mentre nel picco notturno il deficit potrebbe salire a 1.840 MW, con fino a 1.910 MW di blackout in tutto il paese.
L'Avana sotto tagli programmati
Nella capitale, l'Empresa Eléctrica ha informato che martedì l'interruzione massima è stata di 117 MW, ripristinata alle 1:53 di oggi. Per questa giornata, il piano prevede interruzioni scaglionate nei diversi blocchi dalle 10:00 alle 8:00 di giovedì, a seconda delle esigenze del SEN.
Le cause del collasso
Il sistema sta affrontando gravi guasti in unità chiave, tra cui la centrale termoelettrica Antonio Guiteras, a Matanzas, oltre a Energas Varadero, la CTE Renté e Felton. Altre centrali come Santa Cruz e Carlos Manuel de Céspedes sono attualmente in manutenzione. A questo si aggiungono 305 MW fuori per limitazioni termiche e la mancanza di combustibile che compromette 94 centrali di generazione distribuita, con 835 MW fuori servizio.
La Guiteras, simbolo del deterioramento
La situazione si aggrava per l'improvvisa uscita della Guiteras, la maggiore unità generatrice del paese, che ha subito martedì un guasto nella sua caldaia e rimarrà fuori dal SEN per almeno 96 ore. Inaugurata nel 1989, questa centrale non ha ricevuto manutenzione capitale da oltre 35 anni, il che spiega i continui guasti. Solo a luglio ha registrato tre rotture gravi, evidenziando il collasso strutturale del sistema.
Malessere sociale in aumento
Il recrudescimento dei blackout ha suscitato indignazione sui social media. Cubani da tutto il paese denunciano la perdita di cibo, la mancanza d'acqua e il caldo estremo che affrontano bambini e anziani. “Dovrebbero dimettersi e lasciare il paese, chiunque lo porterà avanti tranne loro”, ha scritto un utente, mentre altri avvertivano che ci sono zone con oltre 36 ore senza corrente. In province come Matanzas e Cienfuegos, i blackout superano le 16 e 20 ore giornaliere, come riportano i resoconti sulla onda di indignazione dopo il nuovo guasto.
Domande frequenti sulla crisi energetica a Cuba
Qual è la principale causa dei blackout a Cuba?
La principale causa dei blackout a Cuba è il deficit di generazione elettrica dovuto a guasti nelle centrali termoelettriche, come l'Antonio Guiteras, e alla scarsità di carburante che colpisce la generazione distribuita. La mancanza di manutenzione e l'obsolescenza degli impianti aggravano la crisi energetica.
In che modo l'uscita della centrale termoeletttrica Antonio Guiteras influisce sul sistema elettrico cubano?
La perdita della centrale termoelettrica Antonio Guiteras, la più grande unità di generazione del paese, aggrava significativamente il deficit energetico, riducendo la capacità di generazione e aumentando i blackout in tutto il paese. Questa centrale ha subito numerosi guasti a causa della mancanza di manutenzione adeguata.
Quali misure sta adottando il governo cubano per risolvere la crisi energetica?
Il governo cubano ha promesso investimenti per modernizzare le infrastrutture energetiche e recuperare la capacità di generazione, oltre ad annunciare l'acquisto di unità mobili di generazione. Tuttavia, la mancanza di credibilità in queste promesse e la persistente scarsità di combustibile impediscono una soluzione a breve termine.
Qual è l'impatto sociale dei blackout prolungati a Cuba?
I blackouts prolungati hanno generato un crescente malessere sociale tra i cubani, che affrontano difficoltà nel conservare gli alimenti, accedere all'acqua potabile e sopportare le alte temperature. L'indignazione si riflette in proteste e critiche al governo per la sua incapacità di garantire servizi essenziali di base.
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