Camille, creatrice su TikTok, ha raccontato perché ha lasciato gli Stati Uniti e si è trasferita in Spagna. La sua riflessione ha generato migliaia di reazioni e ha riacceso il dibattito sulla migrazione e sulla qualità della vita.
“Una volta ho sentito dire che negli Stati Uniti si va per fare soldi e in Spagna si va per vivere, ed è proprio questa la mia intenzione, sono venuto in Spagna per vivere, per ritrovare la gioia che ho perso nel trambusto, mentre inseguivo il sogno americano.”
Con quella frase inizia il video che la creatrice portoricana @camilleenespana ha condiviso su TikTok e che è diventato virale. In esso, ha spiegato che negli Stati Uniti ha imparato "a sopravvivere, a sacrificarsi e a lavorare duramente", ma assicura che questo le è costato caro: "Questo mi è costato, e lì ho lasciato i miei anni migliori, sempre di fretta, raggiungendo un obiettivo e inseguendo altri, ora è il momento di riposare, godere e semplicemente essere".
Camille ha affermato di aver scelto la Spagna "per la sua alta qualità della vita, per la sua ricca cultura, per il suo sistema sanitario e il trasporto pubblico, per la sua gastronomia e la sua bellezza infinita".
Il dibattito che ha acceso TikTok
La sua testimonianza ha suscitato un'ondata di commenti. Molti hanno applaudito la sua decisione: “Ti ammiro per il tuo coraggio. La miglior decisione è trovare la pace”, ha scritto un utente. Altri hanno messo in discussione il cambiamento: “Nel momento in cui insegui un obiettivo in Spagna con gli stipendi che ci sono, ti perdi un'altra parte della vita”. Ci sono stati anche coloro che si sono trovati d'accordo con la sua riflessione: “Non vedo l'ora di partire. Qui non si vive più, si lavora e basta”.
Le domande pratiche non sono mancate: “Come hai trovato un appartamento?”, “Quanto è costato tutto?”, “Come hai portato con te il tuo animale domestico?”. Camille ha risposto che ha viaggiato con il suo cane su un volo diretto da Chicago a Madrid e ha trovato casa tramite un'agenzia immobiliare dopo vari tentativi falliti su piattaforme digitali.
“7 consigli per migrare in Spagna”
Di fronte all'avalanga di dubbi, la creatrice ha pubblicato un secondo video in cui ha spiegato di essere arrivata con un visto non lucrativo e ha fornito raccomandazioni essenziali: “Numero uno, se non vedi il video, questo è il consiglio che spero tu possa portare via, ed è di parlare con un avvocato di immigrazione, e quell'avvocato di immigrazione deve essere qualcuno che si specializza in leggi di immigrazione in Spagna”.
Tra i consigli condivisi ci sono: indagare a fondo su reti e forum, organizzare ogni passo con strumenti come Google Sheets, risparmiare fin dal primo momento e regolare le aspettative: “È importante non venire in questo paese o in qualsiasi altro paese con la mentalità di voler ricreare la vita da cui provieni (…) È tua responsabilità adattarti alla cultura e non aspettarti che la cultura del luogo in cui ti trasferisci si adatti a te”.
Ha anche insistito sulla necessità di riflettere sull'impatto del turismo: “In Spagna ci sono più città di Barcellona, Madrid, Valencia, Malaga (…) Non volevo essere parte del problema”.
Il video ha scatenato nuove reazioni: congratulazioni, avvertimenti sulla burocrazia e le tasse e centinaia di richieste affinché condivida il dettaglio delle spese.
Un dibattito che non finisce
L'esperienza di Camille si unisce a una conversazione sempre più visibile sui social. Qualche giorno fa, un giovane spagnolo che si è trasferito in Texas ha affermato che “questo non è un paese per divertirsi, qui si viene per fare soldi”, in un testimoniato che è diventato virale anche su TikTok.
Del stesso modo, una cubana che ha lasciato la Spagna per trasferirsi negli Stati Uniti ha confessato: “Qui guadagni di più, sì, ma vivi peggio (…) Spero di non aver preso la decisione di venire”, in un video che ha accumulato migliaia di reazioni.
Un altro creatore, residente a Miami, ha spiegato perché ha lasciato la Spagna dopo sette anni e ha affermato che “la Spagna ha iniziato a puzzare di Cuba”, una frase che ha generato un intenso dibattito tra i migranti.
Domande frequenti sulla migrazione e la qualità della vita tra Stati Uniti e Spagna
Perché Camille ha deciso di trasferirsi dagli Stati Uniti in Spagna?
Camille ha deciso di trasferirsi in Spagna in cerca di una migliore qualità della vita e per ritrovare la gioia che aveva perso mentre inseguiva il "sogno americano". Nel suo testimonio, ha sottolineato l'alta qualità della vita, la ricca cultura, il sistema sanitario e i trasporti pubblici, la gastronomia e la bellezza della Spagna come ragioni principali per la sua decisione.
Quali sono state le sfide che Camille ha affrontato trasferendosi in Spagna?
Camille ha affrontato diverse sfide trasferendosi in Spagna, tra cui la ricerca di un alloggio e il processo migratorio. È riuscita a trovare un appartamento tramite un'agenzia immobiliare dopo vari tentativi falliti su piattaforme digitali e è arrivata con un visto non lucrativo, consigliando di consultare un avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione in Spagna.
Quali sono le differenze esistenti tra la qualità della vita in Spagna e negli Stati Uniti secondo le testimonianze su TikTok?
Le testimonianze su TikTok evidenziano che la Spagna offre una migliore qualità della vita in termini di pace mentale e godimento della vita, mentre negli Stati Uniti si percepiscono maggiori opportunità economiche, ma con un costo della vita più elevato e stress associato al lavoro. Persone come Camille e altri creatori di contenuti hanno sottolineato che in Spagna si vive per divertirsi, mentre negli Stati Uniti si lavora per guadagnare denaro.
Quali raccomandazioni ha dato Camille per coloro che desiderano migrare in Spagna?
Camille ha condiviso diversi consigli per coloro che desiderano immigrati in Spagna, tra cui: parlare con un avvocato specializzato in immigrazione e leggi spagnole, informarsi su reti e forum, organizzare i passaggi con strumenti come Google Sheets, risparmiare fin dall'inizio e adattare le aspettative culturali. Inoltre, ha suggerito di considerare città spagnole meno conosciute oltre alle più note per evitare problemi legati al turismo di massa.
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