Si intensificano i viaggi dei cubani nella Repubblica Dominicana per ritrovarsi con i propri familiari

Migliaia di cubani stanno scegliendo la Repubblica Dominicana come punto di incontro con i loro familiari emigrati, approfittando di visti accessibili, servizi migliori e prezzi competitivi.

Punta CanaFoto © Facebook/Aeroporto di Punta Cana

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Punta Cana è ora il nuovo Varadero. Mentre il turismo a Cuba si sgretola, sempre più famiglie cubane trovano nella Repubblica Dominicana un'oasi per i ricongiungimenti, il riposo e la speranza.

In giugno 2025, oltre 19.500 residenti a Cuba hanno viaggiato verso il suolo dominicano, segnando il miglior sesto mese nella storia recente per quel paese per quanto riguarda i visitatori cubani. E non si tratta solo di turismo: si tratta di famiglie spezzate dall'emigrazione, che trovano tra spiagge e hotel all-inclusive un punto di incontro per riabbracciarsi, anche se solo per qualche giorno.

Le statistiche del Ministero del Turismo domenicano non lasciano spazio a dubbi: la Repubblica Dominicana ha attratto 43.218 turisti cubani in sole sei mesi, e sta per superare il record di 96.682 raggiunto nel 2022.

Le agenzie lo sanno e offrono pacchetti che facilitano il visto per i residenti dell'isola. La formula è chiara: sole, comfort, vicinanza e, soprattutto, la possibilità reale di riunirsi con familiari che vivono a Miami o in altre parti del mondo.

Ciò che è iniziato come un’alternativa al costoso e burocratico ritorno a Cuba si è consolidato come un fenomeno migratorio-turistico. “Non sono riuscita a trattenere la gioia nel vedere come famiglie che non si vedevano da 20 anni si ritrovavano qui”, racconta Liliana Suárez, dell’agenzia Yes Travel, in dichiarazioni ai media dominicani.

Mientras tanto, il turismo a Cuba è in caduta libera. Tra gennaio e giugno sono arrivati sull'isola 319.654 viaggiatori in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Il crollo è del 25%.

I hotel di Varadero e L'Avana sono vuoti, e l'occupazione nazionale supera appena il 24%. La diminuzione dei visitatori russi e canadesi, principali mercati, aggrava ulteriormente la situazione.

La percezione internazionale peggiora anche. Una turista latina, dopo aver visitato Varadero e L'Avana, ha condiviso un testimonio straziante su TikTok: “In L'Avana si soffre davvero per il cibo. Si vede un popolo che sta morendo lentamente... bambini affamati, anziani senza medicinali, case sul punto di crollare.”

Il suo racconto riflette ciò che molti cubani conoscono per esperienza diretta: il turismo ufficiale è un miraggio che non riesce a nascondere la crisi strutturale del paese.

Dominicana come alternativa emotiva e logistica

Il contrasto è chiaro. Mentre a Cuba le autorità insistono nel “costruire più hotel” come formula per la crescita, in Repubblica Dominicana il turismo fiorisce, anche come via per il ricongiungimento familiare.

Già nel 2023, la viceministra del Turismo di quel paese, Jacqueline Mora, riconosceva che il suo governo stava promuovendo “una strategia per unire le famiglie”, assicurando che “per ogni 10 cubani dell'isola, arrivavano 60 da Miami”.

La politica migratoria dominicana ha anche facilitato il fenomeno. Dal 2022, non è richiesto il visto di transito ai cubani che fanno scalo verso altre destinazioni, e compagnie aeree come Sky Cana hanno aperto decine di rotte mensili tra L'Avana e Punta Cana, dando priorità ai fine settimana, quando si verificano più incontri.

Per molti cubani, la Repubblica Dominicana è diventata una seconda casa, non per nazionalità, ma per necessità. Lì possono riabbracciare un figlio che è emigrato, un padre che non è riuscito a tornare, una nonna che incontra per la prima volta i suoi nipoti.

Es, inoltre, un'alternativa meno dolorosa rispetto al ritorno in una Cuba ostile, caratterizzata da alti costi burocratici, blackout, scarsità e hotel che non garantiscono né acqua né cibo. Molti emigrati preferiscono spendere i loro risparmi per un viaggio nella Repubblica Dominicana per vedere la loro famiglia in condizioni dignitose, piuttosto che rischiare di tornare su un'isola dove il benvenuto ha un costo elevato e i ricongiungimenti possono trasformarsi in un calvario burocratico.

L'aumento dei viaggi dei cubani nella Repubblica Dominicana non è una moda turistica, ma una valvola di sfogo emotiva e pratica. È un modo per resistere alla separazione, per eludere le restrizioni imposte dal regime e per trovare, anche solo per una settimana, un luogo dove poter essere di nuovo famiglia.

La vicina isola ha compreso che il turismo può essere anche un atto di umanità, mentre Cuba continua a rimanere intrappolata in promesse vuote, hotel senza clienti e discorsi che ormai nessuno crede più.

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Redazione di CiberCuba

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