
Video correlati:
Il segretario del Dipartimento di Stato, Marco Rubio, ha ribadito questo venerdì l'impegno degli Stati Uniti per la difesa dei diritti umani a Cuba, dopo aver annunciato l'imposizione di sanzioni contro il governante cubano Miguel Díaz-Canel e altri alti funzionari del regime.
Stiamo restringendo i visti per figure chiave del regime cubano”, ha scritto Rubio sulla rete sociale X, facendo riferimento a Díaz-Canel, al ministro della Difesa Álvaro López Miera e al ministro dell'Interno Lázaro Álvarez Casas.
La dichiarazione di Rubio avviene in occasione del quarto anniversario della rivolta popolare dell'11 luglio 2021, quando migliaia di cubani sono scesi in strada per chiedere libertà e sono stati duramente repressi.
Il Dipartimento di Stato ha annunciato la proibizione di ingresso negli Stati Uniti per i tre funzionari menzionati, così come per i loro familiari diretti, a causa del loro coinvolgimento in gravi violazioni dei diritti umani.
Le sanzioni si basano su una disposizione della Legge di Assegnazione del Dipartimento di Stato per l'anno fiscale 2025, che impedisce l'ingresso nel territorio statunitense a funzionari stranieri coinvolti in corruzione o repressione.
Secondo Rubio, queste azioni mirano a responsabilizzare “i capi del regime” per “il loro ruolo nella brutalità contro il popolo cubano”.
In aggiunta alle restrizioni sui visti, il Dipartimento di Stato ha incluso la Torre K, un hotel di lusso recentemente inaugurato a L'Avana, e altre 10 proprietà collegate al conglomerato militare GAESA, nella sua Lista di Alloggi Proibiti a Cuba.
“Enquanto il popolo cubano soffre per la scarsità di cibo, acqua, medicine ed elettricità, il regime elargisce denaro ai suoi infiltrati”, ha denunciato Rubio nel suo post.
Queste sanzioni si aggiungono a misure precedenti imposte da Joe Biden, che aveva già designato López Miera e Álvarez Casas per il loro ruolo nella repressione dell'11J. Organizzazioni come Justicia 11J hanno documentato oltre 1.500 arresti legati alle proteste, molti dei quali seguiti da processi sommari e lunghe condanne.
Nel frattempo, la reazione ufficiale del governo cubano non è stata diffusa, anche se storicamente L'Avana ha respinto questo tipo di sanzioni definendole ingerenze.
La pressione internazionale per la situazione dei diritti umani a Cuba continua a crescere.
Domande frequenti sulle sanzioni degli Stati Uniti al regime cubano
Perché gli Stati Uniti stanno imponendo sanzioni a Díaz-Canel e ad altri funzionari cubani?
Le sanzioni contro Miguel Díaz-Canel e altri alti funzionari cubani, come Álvaro López Miera e Lázaro Álvarez Casas, sono dovute al loro coinvolgimento in gravi violazioni dei diritti umani. Queste misure mirano a responsabilizzarli per il loro ruolo nella repressione delle proteste dell'11 luglio 2021, quando migliaia di cubani sono scesi in strada per chiedere libertà e sono stati duramente repressi.
Cosa implica la restrizione dei visti annunciata da Marco Rubio?
La restrizione dei visti imposta dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti impedisce l'ingresso nel territorio statunitense ai funzionari cubani sanzionati, così come ai loro familiari diretti. Questa azione fa parte di uno sforzo più ampio per ritenere il regime cubano responsabile delle sue politiche repressive e delle violazioni dei diritti umani.
Che cos'è la Lista degli Alloggi Proibiti a Cuba e perché è stata aggiornata?
La Lista degli Alloggi Proibiti a Cuba include hotel e proprietà collegate al regime cubano che sono vietate al turismo statunitense. L'aggiornamento recente ha aggiunto undici nuovi hotel, come la Torre K, per limitare l'accesso del regime alle valute generate dal turismo, che vengono utilizzate per finanziare la repressione nell'isola.
Qual è stata la reazione del governo cubano di fronte a queste sanzioni?
Fino ad ora, il governo cubano non ha emesso una reazione ufficiale alle nuove sanzioni, anche se storicamente ha qualificato questo tipo di azioni come ingerenze e aggressioni. Tuttavia, è comune che il regime utilizzi queste misure per rafforzare la sua narrativa di vittimizzazione di fronte alla sua popolazione e alla comunità internazionale.
Archiviato in: