Come influenzerà i migranti in Florida il nuovo imposta sulle rimesse in contante?

La legge prevede un'imposta federale dell'1% sulle rimesse inviate esclusivamente in contante, vaglia postali o assegni circolari.

Biglietto da cento dollari in una transazione bancaria (Immagine di riferimento)Foto © Cubadebate/Abel Padrón Padilla

A partire dal 1 gennaio 2026, una nuova tassa federale approvata dal Senato degli Stati Uniti segnerà un cambiamento significativo nella dinamica dell'invio di denaro all'estero, specialmente per milioni di immigrati che risiedono in Florida.

L'imposta sarà dell'1% sulle rimesse inviate in contante, vaglia postale o assegni circolari, e potrebbe avere un impatto diretto su una comunità che rappresenta oltre il 22% della popolazione dello stato.

L'imposta fa parte del ambizioso pacchetto legislativo repubblicano denominato One Big Beautiful Bill, approvato con un margine ridotto martedì al Senato, sebbene debba ancora tornare alla Camera dei Rappresentanti.

La misura, ovviamente, avrebbe colpito anche gli immigrati di origine cubana. Resterebbero esenti soltanto i cittadini e i nazionali statunitensi.

Cosa implica la nuova tassa sulle rimesse?

La legge prevede un'imposta federale dell'1% sulle rimesse inviate esclusivamente in contante, vaglia postale o assegni di cassa. Saranno esenti da questo tributo i trasferimenti effettuati tramite:

-Conti bancari.

-Tarjetas di debito o credito emesse negli Stati Uniti.

Istituzioni finanziarie come banche, cooperative di credito e società di intermediazione nazionale.

Questo significa che l'impatto dell'imposta dipenderà direttamente dal metodo scelto dal mittente.

L'uso di canali elettronici o bancari eviterà il pagamento di questa imposta, mentre i trasferimenti in contante saranno soggetti a un costo aggiuntivo che si aggiunge alle commissioni già addebitate per servizi come Western Union o MoneyGram.

Chi lo pagherà e come si incasserà?

Il nuovo impegno fiscale non sarà pagato direttamente dal mittente, ma sarà riscosso dal fornitore del servizio di invio - come le case di cambio o le agenzie di invio di denaro - e versato trimestralmente al Dipartimento del Tesoro.

Tuttavia, se il fornitore non applica l'imposta al momento della transazione, la responsabilità ricadrà su di lui, non sull'utente.

Inoltre, i fornitori dovranno avere accordi con il Dipartimento del Tesoro per verificare lo stato del mittente.

In teoria, i cittadini e i nazionali statunitensi che utilizzano fornitori qualificati saranno esenti dall'imposta, ma c'è ancora incertezza su come verrà attuata questa verifica nella pratica.

A chi influenzerà di più?

Uno studio della FDIC indica che circa il 42% degli immigrati latini negli Stati Uniti invia regolarmente rimesse, evidenziando la rilevanza di questa misura per comunità come quelle che risiedono in Florida.

Sebbene non esistano dati specifici per stato o per tipo di invio, si sa che una parte significativa delle rimesse continua a essere effettuata in contante, sia per mancanza di conoscenza degli strumenti digitali, sia per mancanza di accesso bancario o per sfiducia verso le istituzioni finanziarie.

Questo lascia in una situazione vulnerabile gli immigrati con minore potere d'acquisto, in particolare quelli che non dispongono di conti bancari o documentazione regolare.

Florida, epicentro migratorio e importante emettitore di remesse

La Florida è casa di quasi cinque milioni di immigrati, tra cui le comunità di origine cubana, colombiana e messicana occupano i primi posti.

Questi gruppi, storicamente legati ai loro paesi d'origine, mantengono forti legami economici attraverso l'invio di rimesse, un meccanismo vitale per milioni di famiglie in America Latina e nei Caraibi.

Secondo l'Indagine sulla Comunità Americana (ACS) dell'Ufficio del Censimento, nel 2023 i residenti nati all'estero in Florida rappresentavano il 22,1% della popolazione totale dello stato.

Tra i principali paesi destinatari di rimesse dalla Florida figurano: Cuba, con il 21,2% della popolazione immigrata; Colombia, con il 6,7%, e Messico, con il 5,1%.

Queste comunità, profondamente radicate nello stato, rappresentano alcuni dei principali emissori di fondi verso il sud del continente.

Un'imposta che può ancora cambiare

Sebbene il Senato abbia approvato una versione che fissa l'imposta all'1%, questa cifra è stata oggetto di negoziazione.

La Camera dei Rappresentanti inizialmente propose un'imposta del 5%, successivamente la ridusse al 3,5%, e il Senato la aggiustò infine all'1%.

Il progetto di legge deve ancora tornare alla Camera dei Rappresentanti, dove potrebbero essere apportate nuove modifiche prima che venga firmato dal presidente Donald Trump.

Por lo tanto, l'importo finale dell'imposta e le esenzioni devono ancora essere definiti.

Reazioni internazionali: il caso del Messico

Una delle risposte più significative proviene dal Messico.

La presidente Claudia Sheinbaum ha annunciato che il suo governo rimborserà l'1% dell'imposta ai migranti messicani, a condizione che utilizzino la Financiera del Bienestar (FINABIEN) come canale di invio.

Questo meccanismo mira ad attutire l'effetto economico del nuovo imposto e, allo stesso tempo, a canalizzare le rimesse attraverso mezzi ufficiali e sicuri.

Sheinbaum ha anche celebrato la riduzione dell'imposta rispetto alle versioni precedenti, attribuendo questo risultato alla pressione dei migranti e al lavoro diplomatico dei legislatori messicani.

Il ruolo delle rimesse nell'economia latinoamericana

Le rimesse sono una fonte vitale di reddito per molte economie del sud del mondo.

Nel 2024, le rimesse verso l'America Latina e i Caraibi hanno raggiunto un record di 161.000 milioni, con una crescita del 5% annuo, secondo la Banca Interamericana di Sviluppo (BID).

In questo contesto, qualsiasi ostacolo, per piccolo che possa sembrare - come un'imposta dell'1% - può avere effetti moltiplicatori su intere comunità che dipendono dal denaro inviato dagli Stati Uniti.

Uno degli effetti indiretti che potrebbe generare questa misura è una maggiore digitalizzazione delle rimesse.

Essendo esenti dall'imposta, i trasferimenti elettronici diventano l'alternativa più attraente ed economica.

Questo potrebbe spingere milioni di immigrati ad aprire conti bancari, utilizzare app come Wise, PayPal o Zelle, oppure registrarsi su piattaforme mobili di trasferimento di denaro.

Tuttavia, questo cambiamento potrebbe escludere le persone anziane, con una minore alfabetizzazione digitale o senza accesso alla documentazione, che continueranno a fare affidamento sul contante.

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Redazione di CiberCuba

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