La creatrice di contenuti cubana conosciuta su TikTok come @lachabe97 ha suscitato un'ondata di reazioni dopo aver pubblicato un video in cui commenta alcune delle cose che le hanno colpito da quando è arrivata a vivere a Las Palmas di Gran Canaria, Spagna.
“Sono una cubana che vive nelle Canarie, è da un mese che sono qui e questa sarà parte uno del mio video in cui reagisco a cose strane che ovviamente nel mio paese non si vedono,” ha detto nell'introduzione del video, che ha accumulato migliaia di visualizzazioni, oltre mille "mi piace" e centinaia di commenti.
Tra le situazioni che lo hanno sorpreso ha menzionato la pulizia urbana notturna (“passano camion a pulire le strade, anche da sotto le macchine”), l'esistenza di pulsanti sugli semafori per facilitare il passaggio dei pedoni, l'abbondanza e l'accessibilità di cibi già pronti, l'uso diffuso del trasporto pubblico e la consuetudine di chiudere i negozi a mezzogiorno per la cosiddetta “siesta”.
“Non è necessario avere un'auto. Qui passa un autobus ogni due minuti,” commentò con stupore. Si riferì anche alle abitudini alimentari: “Vedere così tanta comida, così tante cose… è che vai e ti danno il cibo già pronto, così tu non devi fare niente.”
Uno dei punti che ha suscitato maggiore controversia è stata la sua affermazione sulle mance: “Qui non si lascia mancia, se devono darti un centesimo di resto devi prenderlo, perché se dici 'non prenderlo', non lo prendono”.
La giovane ha chiarito che è la prima volta che esce dal suo paese e che queste osservazioni corrispondono alle sue prime impressioni da nuova arrivata.
“Dove vivi tu?”: critiche, sfumature e supporti
Il video ha provocato un'ondata di reazioni, molte delle quali mettevano in discussione le generalizzazioni fatte dalla cubana. Alcuni commenti sottolineavano che “non è vero riguardo le mance”, che “i negozi non chiudono a mezzanotte” o che “nei ristoranti si lascia la mancia e viene accettata volentieri”.
Variosi messaggi lo rimproverarono di aver parlato dopo così poco tempo nel paese: “Avresti dovuto aspettare di essere qui più a lungo per parlare”, “aspetta di essere qui da un anno e vedrai come cambia la situazione” o “prima impara e poi esprimi la tua opinione”.
Altri utenti hanno smentito che nelle Canarie si chiuda per la siesta. “Qui nessuno va a dormire a mezzogiorno”, “i negozi fanno orario spezzato, chiudono per pranzo e riaprono più tardi” oppure “questo dipende dal luogo, ma la maggior parte ha orario continuo”.
Sulle mance, molti hanno commentato che "nei supermercati non si accettano, ma nell'ospitalità sì", "non è obbligatorio ma è abituale" e "certo che si lascia, soprattutto se il servizio è buono".
Ci sono stati anche messaggi comprensivi e di benvenuto: “È normale che ti colpisca”, “capirai meglio molte cose”, “sei ancora molto nuova qui” o “anch'io mi sono sentita così all'inizio”. Molti le hanno consigliato di continuare a condividere la sua esperienza: “Spiegalo meglio nella parte due”, “mi è piaciuto il video” o “è una prospettiva valida dalla tua esperienza”.
La creatrice, da parte sua, ha risposto a molte di queste reazioni chiarendo che “porta solo un mese”, che “nei luoghi che ha visitato non accettano mance” e che “la adorano le Canarie”.
Una tendenza in crescita: racconti di un conflitto culturale
Questo tipo di testimonianze è diventato comune sui social media. Casi precedenti come quello di una cubana che ha espresso il suo stupore per il rispetto dei semafori, o quello di un giovane che è rimasto colpito dal cibo, dal silenzio urbano e dall'educazione stradale, hanno generato intensi dibattiti su sviluppo, convivenza e aspettative migratorie.
Frasi come “qui un cane può mangiare meglio di un cubano”, “respirare in modo diverso” o “non dover fare file è un lusso” si ripetono nei racconti di coloro che sono usciti da Cuba e scoprono realtà quotidiane che prima gli erano estranee.
Queste narrazioni contrastano fortemente con la precarietà, la scarsità e la mancanza di servizi sull'isola e riflettono un'esperienza emotiva e culturale condivisa da migliaia di cubani emigrati, molti dei quali trovano nei social network un modo per esprimersi, confrontare realtà e elaborare le loro nuove vite.
Domande frequenti sull'esperienza dei cubani in Spagna
Perché la creatrice di contenuti cubana è rimasta sorpresa dalle mance in Spagna?
La cubana ha menzionato che nei luoghi che ha visitato non accettano mance, il che ha generato controversie poiché altri utenti hanno sottolineato che nell'ospitalità è comune lasciare una mancia, anche se non è obbligatoria. Questo tipo di differenze culturali possono sorprendere coloro che arrivano da poco a Cuba, dove le usanze possono essere diverse.
Quali aspetti della vita nelle Canarie hanno sorpreso la cubana appena arrivata?
Entre le cose che hanno sorpreso la cubana ci sono la pulizia urbana notturna, i pulsanti ai semafori per i pedoni e l'abbondanza di cibi pronti. L'ha colpita anche l'uso diffuso del trasporto pubblico, che consente di spostarsi senza bisogno di auto, e la pratica di chiudere i negozi a mezzogiorno per la siesta.
Come hanno reagito gli utenti al video della cubana sulla sua esperienza in Spagna?
Il video ha ricevuto una miriade di risposte varie. Alcuni utenti hanno criticato le generalizzazioni della cubana, sottolineando che non tutte le sue osservazioni sono vere in tutta la Spagna. Altri le hanno offerto sostegno e comprensione, evidenziando che è normale rimanere sorpresi all'arrivo in un nuovo paese. La diversità delle reazioni riflette le complessità dello shock culturale nell'emigrare.
Qual è la relazione tra le esperienze dei cubani emigrati e le condizioni a Cuba?
Le esperienze degli emigrati cubani mettono in evidenza il contrasto con la precarietà a Cuba. I racconti riguardanti l'abbondanza di risorse, l'organizzazione urbana e l'educazione stradale in altri paesi evidenziano le carenze nell'isola, dove la scarsità di beni e la mancanza di servizi basilari sono comuni. Questo genera una prospettiva emotiva e culturale condivisa da molti emigrati.
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