Una nuova azione legale presso una Corte Federale di Boston ha riacceso le speranze di migliaia di migranti beneficiari del programma di parole umanitaria attuato dall'amministrazione di Joe Biden nel 2023.
Il caso, sostenuto da un gruppo di patrocinatori e beneficiari, mira a fermare una revoca massiccia di permessi che minaccia di lasciare migliaia di persone in una situazione di deportazione.
Anche se la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva precedentemente autorizzato l'amministrazione Trump a revocare il parole e i permessi di lavoro concessi sotto questo programma, il contenzioso rimane attivo.
I querelanti, con il supporto di organizzazioni come Justice Action Center, hanno presentato una mozione di giudizio sommario in cerca di una decisione definitiva che tuteli legalmente i cubani, i venezuelani, gli haitiani e i nicaraguensi beneficiari del parole.
Cosa cerca la mozione?
Il obiettivo della mozione è ottenere una sentenza rapida che sospenda la revoca immediata dei benefici migratori concessi dal programma, come rivelato da Telemundo 51.
Adela de la Torre, portavoce di Justice Action Center, ha spiegato che se il giudice approvasse la mozione, verrebbe bloccata la cancellazione dei permessi di soggiorno e lavoro, offrendo un sollievo temporaneo a migliaia di famiglie.
Questa richiesta non comporta un cambiamento nei criteri di idoneità del parole, ma propone di accelerare il calendario giudiziario e amministrativo, consentendo che le domande in sospeso - presentate prima della sospensione temporanea del programma - vengano elaborate senza ulteriori ritardi.
I querelanti sottolineano che, se la mozione non verrà approvata, migliaia di persone rimarranno esposte alla deportazione dopo essere entrate legalmente e seguendo tutti i requisiti imposti dal governo degli Stati Uniti.
Molti avevano già avviato processi di integrazione: avevano stabilito residenze, trovato lavoro e iscritto i propri figli a scuola.
L'eliminazione improvvisa del loro status non solo mette a rischio le loro vite e la stabilità familiare, ma rappresenta anche una violazione del principio di buona fede da parte delle autorità migratorie, affermano gli avvocati del caso.
In aggiunta al tentativo di fermare le revoche, gli avvocati hanno presentato una mozione aggiuntiva affinché il Servizio di Cittadinanza e Immigrazione (USCIS) risolva con urgenza le richieste di parole che erano rimaste pendenti prima della sospensione del programma.
Questa misura rientra in un'ordinanza giudiziaria precedente che istruiva l'USCIS a riprendere l'elaborazione delle richieste già presentate da cittadini dei quattro paesi inclusi.
In effetti, questa ripresa sarebbe iniziata di recente, ma i richiedenti ritengono che non sia ancora stato stabilito un cronoprogramma chiaro e giusto.
Antecedenti: La fine improvvisa di un programma chiave
Il programma di parole umanitarie è stato lanciato a gennaio 2023 come uno strumento legale per assistere i migranti provenienti da paesi con profonde crisi politiche ed economiche.
Permetteva ai cittadini di Cuba, Haiti, Nicaragua e Venezuela di entrare legalmente negli Stati Uniti se avevano un sostenitore nel paese.
Secondo i dati del governo federale, più di 530.000 persone hanno ricevuto l'autorizzazione per viaggiare nel territorio statunitense nell'ambito di quel programma, di cui 110.000 sono cubani.
Tuttavia, giovedì scorso il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) ha annunciato la cessazione immediata dei permessi di soggiorno e dei permessi di lavoro per coloro che sono entrati nel paese sotto il parole.
La misura includeva una notifica formale via email ai beneficiari, in cui venivano informati della cessazione del loro status migratorio e venivano invitati a lasciare il paese volontariamente.
Se non lo fanno, potrebbero essere arrestati o espulsi senza possibilità di sistemare questioni personali o di fare ricorso legalmente, ha avvertito il DHS nel suo comunicato.
Un futuro incerto, ma con speranza
La risoluzione di questa mozione potrebbe segnare un prima e un dopo per migliaia di migranti che, dopo essere entrati legalmente negli Stati Uniti, ora affrontano il fantasma della deportazione.
Sebbene il panorama rimanga incerto, il procedimento giudiziario avviato a Boston rappresenta una via di speranza per coloro che hanno scommesso su un futuro migliore sotto la protezione della legge statunitense.
Per ora, la comunità migrante e i suoi sostenitori sperano che la giustizia fornisca una soluzione definitiva che garantisca non solo la permanenza dei beneficiari attuali, ma anche un trattamento giusto ed equo delle richieste ancora in sospeso.
Domande frequenti sul parolo umanitario e sull'azione legale negli Stati Uniti.
Cos'è il parolo umanitario negli Stati Uniti?
Il programma di parole umanitarie è un'iniziativa che consente l'ingresso e la residenza temporanea negli Stati Uniti per persone provenienti da paesi in crisi, a condizione che abbiano uno sponsor nel paese. È stato implementato dall'amministrazione di Joe Biden nel 2023 per i cittadini di Cuba, Haiti, Nicaragua e Venezuela. Questo programma concedeva permessi di residenza e lavoro per due anni.
Perché si sta revocando il programma di protezione umanitaria?
La gestione di Donald Trump, sin dal suo ritorno al potere nel 2025, ha cercato di revocare il permesso umanitario, sostenendo che minava gli sforzi federali per controllare l'immigrazione irregolare e che era stato implementato in modo inappropriato. La Corte Suprema ha autorizzato Trump a revocare il permesso, lasciando oltre 500.000 migranti in pericolo di deportazione.
Cosa cerca la mozione presentata alla Corte Federale di Boston?
La mozione mira a fermare la revoca massiccia dei permessi del parol humanitario e ad accelerare l'elaborazione delle richieste pendenti. Questa azione legale si propone di offrire un sollievo temporaneo ai beneficiari del programma mentre si risolve il contenzioso in corso.
Quali implicazioni ha la sospensione del parole per i cubani negli Stati Uniti?
La sospensione del parole colpisce direttamente migliaia di cubani che sono entrati legalmente nel paese con questo programma. La revoca del parole lascia molti senza stato legale, esponendoli all'espulsione e rendendo difficile la loro possibilità di avvalersi della Legge di aggiustamento cubano per ottenere la residenza permanente.
Qual è l'impatto della decisione giudiziaria sul programma di libertà vigilata umanitaria?
La decisione giudiziaria di bloccare temporaneamente la revoca del permesso umanitario rappresenta un sollievo per i beneficiari, permettendo che i loro casi siano valutati in maniera individuale prima di qualsiasi cancellazione. Questo offre un sollievo temporaneo e l'opportunità di cercare altre vie legali per regolarizzare il loro status negli Stati Uniti.
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