Giovane guantanamero sopravvive ai blackout dormendo un mese su una piastra della sua casa

Daniel Ross Dieguez dorme da un mese sulla lastra della sua casa a Guantánamo a causa dei black out. La sua storia riflette il dramma quotidiano che migliaia di cubani affrontano di fronte alla crisi energetica.

Il cineasta Daniel Ross dorme da un mese sul tetto della sua casa a causa dei blackoutFoto © Facebook / Daniel Ross Diéguez

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La crisi energetica a Cuba continua a lasciare immagini che, nel pieno del XXI secolo, sembrano inconcepibili: cubani che dormono sui tetti delle loro case per poter sopportare i continui blackout.

Uno di quei testimonianze è stato condiviso questo mercoledì dal giovane autore audiovisivo Daniel Ross Diéguez, residente a Guantánamo, che ha pubblicato su Facebook di avere trascorso quasi un mese facendo “camping” sulla placca della sua abitazione, cercando di riposare in mezzo all'oscurità, al caldo opprimente, alle zanzare e persino alla polvere del Sahara.

Captura Facebook / Daniel Ross Diéguez

“È quasi un mese che campeggio sulla lastra della casa. Sto cercando di dormire nonostante il blackout, le zanzare e la polvere del Sahara,” ha scritto.

Accompagnò il messaggio con immagini della casa di campagna improvvisata installata sul tetto e una fotografia dell'alba che osserva da quel rifugio temporaneo in altura.

Il giovane ha raccontato che, dopo settimane di scarsità energetica, ha avuto un "giorno atipico" in cui ha goduto di oltre cinque ore e mezza di elettricità continua, il che gli ha persino provocato una sensazione di disorientamento.

“Oggi ho avuto più di 5 ore e mezzo di corrente perché ogni volta che il cronometro scatta, si resetta a mezzogiorno. Non ho nemmeno voglia di montare il film, tanta corrente oggi disorienta come molti cubani sull'isola”, ha aggiunto, alludendo alle conseguenze intellettuali di vivere con i continui blackout.

La pubblicazione si conclude con l'etichetta #Avanzamosretrocediendo, una critica ironica che riassume il sentimento di migliaia di cubani di fronte a una crisi elettrica sempre più insostenibile.

Da mesi, i blackout prolungati colpiscono gran parte del paese, specialmente nelle province orientali, costringendo molte famiglie a modificare le loro routine, le condizioni di riposo e abitudini più fondamentali, come cucinare o studiare.

L'immagine di un giovane che dorme su una piastra per sfuggire al caldo e ai moscerini non è una metafora: è una realtà quotidiana nell'odierna Cuba.

La crisi energetica a Guantánamo ha profondamente trasformato la routine della popolazione, costringendo istituzioni e famiglie ad adottare misure estreme per far fronte alla mancanza di elettricità.

Nel settore educativo, un circolo infantile di Baracoa ha dovuto cucinare con legna e ridurre gli orari per affrontare i tagli energetici. Questa situazione mette a rischio l'alimentazione infantile e aumenta il carico di lavoro delle educatrici, che devono riorganizzare le loro attività in condizioni precarie.

In modo simile, nelle scuole di Artemisa sono stati flessibilizzati gli orari e sospeso l'uso di divise a causa dell'instabilità del servizio elettrico.

Nel sistema scolastico, i dirigenti hanno implementato drastiche modifiche nell'organizzazione didattica. Di fronte all'impossibilità di mantenere le lezioni negli orari regolari, sono stati stabiliti turni alternati e cambi di sede per proseguire con il calendario accademico.

Queste decisioni mirano a evitare l'esposizione di studenti e insegnanti al calore estremo e alle condizioni insalubri generate dalla mancanza di elettricità, come la proliferazione di zanzare.

Domande frequenti sulla crisi energetica a Cuba

Come stanno influenzando i blackout sulla vita quotidiana a Cuba?

I blackout prolungati stanno influenzando gravemente la vita quotidiana a Cuba, alterando le routine di base e generando un significativo logoramento emotivo. La mancanza di elettricità impedisce attività essenziali come cucinare, refrigerare gli alimenti, studiare e riposare adeguatamente. Molte famiglie sono costrette a improvvisare soluzioni per affrontare la situazione, come dormire sui tetti per sfuggire al caldo o utilizzare candele e lampade ricaricabili per illuminare le loro case.

Quali alternative hanno trovato i cubani di fronte alla mancanza di elettricità?

Di fronte alla mancanza di elettricità, i cubani hanno fatto ricorso a diverse alternative, come installare pannelli solari, utilizzare generatori elettrici, cucine a legna e immagazzinare energia in batterie per i momenti di mancanza di luce. Alcune persone hanno scelto di dormire sui tetti delle proprie case per evitare il caldo opprimente e le zanzare, come nel caso del giovane Daniel Ross Diéguez a Guantánamo.

Qual è la risposta del governo cubano di fronte all'attuale crisi energetica?

La risposta del governo cubano è stata insufficiente di fronte alla crisi energetica. Sebbene siano stati svolti esercizi come il Meteoro 2025 per simulare preparazioni in caso di disastri, queste azioni sono state criticate per non affrontare le cause reali del problema. Mentre le autorità offrono scuse come il blocco economico e problemi con le termolettriche, la popolazione continua a soffrire di black-out costanti senza soluzioni efficaci in vista.

Qual è l'impatto dei blackout sull'economia e sul benessere dei cubani?

I blackouts hanno un impatto negativo significativo sull'economia e sul benessere dei cubani. L'instabilità elettrica influisce sulla produzione, sullo stoccaggio degli alimenti e sull'accesso ai servizi di base. Inoltre, il costo di alternative energetiche come generatori e batterie è proibitivo per molte famiglie, aggravando la situazione economica già precaria. Anche il benessere emotivo della popolazione è influenzato dall'incertezza e dal deterioramento delle condizioni di vita.

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