Cubana esplode in una coda all'Avana: “Il blocco è qui dentro”

La sua testimonianza, registrata in video da CubaNet, ha generato reazioni massicce sui social media e ha riacceso il dibattito sull'autentico origine dei problemi nell'isola.


Una cubana è esplosa in piena strada mentre era in fila a L'Avana e ha denunciato che il vero blocco che soffre il paese non proviene dall'estero, ma dai cubani stessi e dalle condizioni interne che opprimono la popolazione.

Il momento è stato catturato in video e diffuso dal mezzo indipendente CubaNet, generando un forte risonanza sui social media.

“Il blocco è dei cubani, uno contro l'altro si sta uccidendo qui. Questo è il blocco che c'è a Cuba. A Cuba non c'è blocco, è una menzogna... È una menzogna che gli americani, è una menzogna che il tron (Trump)!”, ha espresso la donna di fronte a un gruppo di persone visibilmente colpite dall'attesa e dal disordine.

Durante la registrazione, la donna ha insistito più e più volte sul fatto che “non c'è blocco”, mentre sottolineava che Cuba ha relazioni con potenze come la Cina e la Russia.

“Abbiamo la Cina, abbiamo la Russia, abbiamo tutti i paesi. Non c'è blocco”, ripeté con veemenza. Il suo messaggio era chiaro: la colpa della crisi non può più essere attribuita solo agli Stati Uniti, ma deve essere guardata anche internamente.

Un'altra persona che partecipava alla stessa fila ha anche manifestato il suo malcontento, denunciando la disorganizzazione e la lentezza in una banca. “Sono passate due ore e hanno assistito solo quattro persone. Dicono che ci sono cinque sportelli, ma qui nessuno risolve nulla”, si è lamentata.

La donna intervenne di nuovo, alzando la voce con fermezza: “Sapete chi può salvare Cuba? Noi stessi! È una bugia che arriverà qualcuno. Mai nessuno. Siamo noi che dobbiamo pentirci. E io parlo perché ho il diritto di parlare davanti a questo popolo!”

Il video riflette il crescente livello di disperazione e frustrazione tra i cittadini comuni, che affrontano code interminabili, carenze, inflazione e un costante deterioramento delle loro condizioni di vita.

Sebbene il discorso ufficiale del governo cubano continui a incolpare l'embargo statunitense per gran parte della crisi, voci come quella di questa donna evidenziano una rottura con quella narrativa e una richiesta più profonda: quella di una trasformazione dall'interno.

Sui social media, centinaia di utenti hanno condiviso e commentato il video come un atto di coraggio e coscienza civica.

“Quella signora dice la verità e invece di sostenerla restano in silenzio,” ha scritto un utente.

“Molto bene da parte della signora. Dice la verità. Spero che sopravviva alle sue espressioni,” commentò un altro.

“È vero e lo sappiamo tutti. Chissà come deve essere stata quella signora mentre lo gridava a squarciagola… E nel frattempo, deve già avere la Sicurezza dello Stato a casa sua ad aspettarla, perché per questo sono davvero rapidi.”

“Bravo per lei, ha estratto senza alcun timore la verità dal cuore. E non dite che è pazza, è in pieno possesso delle sue facoltà,” ha commentato un altro.

In un paese dove la repressione della dissidenza è frequente e la critica pubblica può avere conseguenze, l'atto di questa donna è stato interpretato come un grido di esasperazione collettiva. Il suo messaggio ha colpito profondamente perché riflette una verità condivisa da molti cubani: che il maggior ostacolo non è all'esterno, ma all'interno.

Domande Frequenti sulla Situazione Economica e Sociale a Cuba

Cosa denuncia la donna in coda a L'Avana riguardo al "blocco" a Cuba?

La donna denuncia che il vero blocco a Cuba è interno, tra i cubani stessi, e non l'embargo degli Stati Uniti. Sostiene che le difficoltà del paese derivano dalla disorganizzazione e dalle condizioni interne che influenzano la popolazione.

Qual è la reazione sui social media riguardo al video della donna in coda?

Il video ha generato un forte eco sui social media, dove molti utenti vedono l'atto della donna come un atto di coraggio e consapevolezza civica. Le reazioni mettono in evidenza il suo coraggio nell'esprimere una verità che molti condividono, ma che pochi osano manifestare pubblicamente a causa delle possibili ritorsioni che potrebbe affrontare.

Come si riflette la crisi a Cuba nella vita quotidiana dei suoi cittadini?

La crisi a Cuba si riflette in code interminabili, mancanza di beni, inflazione e deterioramento costante delle condizioni di vita. Le testimonianze dei cittadini evidenziano la difficoltà di accesso ai generi alimentari di base, la disorganizzazione nei servizi essenziali e la sensazione di disperazione generalizzata.

Qual è la percezione dei cittadini riguardo al ruolo degli Stati Uniti nella crisi cubana?

Embora il governo cubano attribuisca gran parte della crisi all'embargo statunitense, molti cittadini sostengono che le cause siano principalmente interne. La percezione è che il regime utilizzi l'embargo come scusa per non affrontare i problemi strutturali e di gestione che aggravano la situazione nell'isola.

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Redazione di CiberCuba

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