L'attore cubano Hamlet Paredes Grau ha pubblicato il 30 maggio una lettera aperta al governo cubano dal suo profilo personale su Facebook, in cui denuncia con fermezza la situazione limite che affronta la popolazione sull'isola: interruzioni di corrente fino a 19 ore, fame, stipendi insufficienti e un clima di repressione e paura che silenzia coloro che tentano di alzare la voce.
"Oggi mi rivolgo al cuore di coloro che ci governano, con un sussurro di dolore, ma anche di speranza", inizia Paredes, che chiarisce che la sua intenzione non è quella di cercare problemi, ma soluzioni.

Nel suo messaggio, scritto da una prospettiva di “umanità” e con rispetto —secondo lui— per la Costituzione cubana, l'artista reclama con fermezza che non può rimanere in silenzio mentre cresce la sofferenza del popolo.
Uno degli aspetti più allarmanti denunciati dall'attore è la situazione energetica del paese. Secondo il suo testo, i blackout hanno raggiunto le 19 ore giornaliere in province come Santiago di Cuba, colpendo quasi la metà del territorio nazionale. Paredes incolpa lo stato per l'abbandono delle centrali termoelettriche e la mancanza di investimenti in soluzioni sostenibili, al di là delle scuse per l'embargo.
"Senza luce non c'è acqua, il cibo si deteriora, gli ospedali si bloccano", riassume l’attore. Inoltre, mette in discussione la mancanza di volontà di investire in fonti rinnovabili, mentre ogni anno si ripetono le stesse promesse non mantenute. “Per il terzo anno consecutivo sono state promesse meno interruzioni, ma la realtà è più buia che mai”, si rammarica.
Paredes ha anche denunciato con cifre ed esempi l'insicurezza alimentare nell'isola. "L'88% di noi vive in povertà estrema", afferma, citando dati del 2024. Sette cubani su dieci hanno ridotto i pasti per mancanza di cibo, e la tessera di approvvigionamento non svolge più la sua funzione basilare.
I prezzi nel mercato informale sono esorbitanti: un chilo di riso costa 1.500 CUP, un litro di olio 2.000 CUP e la carne fino a 3.500 CUP, mentre il salario statale medio è di appena 2.100 CUP.
L'attore ha ricordato che a febbraio del 2024, il governo ha richiesto latte in polvere al Programma Mondiale per l'Alimentazione per bambini piccoli, un fatto che ha definito un “grido silenzioso” che il cibo non basta.
La critica punta anche alle misure economiche del regime. Con il salario medio statale convertito in appena 6 dollari al cambio informale, Paredes sottolinea che l'inflazione accumulata dalla riforma monetaria del 2021 ha ridotto di metà il potere d'acquisto dei cubani. l'aumento dei prezzi di benzina ed elettricità nel 2024 non ha portato miglioramenti, ma maggiore pressione economica per le famiglie.
“Come giustifica il governo che le sue misure ci impoveriscano di più?”, si chiede l'attore, mentre sottolinea che il Prodotto Interno Lordo reale del paese è simile a quello del 2013, ciò che descrive come “un decennio perduto”.
Paredes interpella direttamente istituzioni come il Ministero dell'Agricoltura (MINAGRI) e il Ministero dell'Alimentazione (MINAL), e chiede responsabilità di fronte all'evidente mancanza di cibo, alla crescente miseria e alla disprotezione dei più vulnerabili.
La lettera avverte anche dell'aumento della violenza, specialmente nei quartieri colpiti dall'oscurità e dalla disperazione. Menziona i 54 femminicidi riportati nel 2023, e critica l'uso della paura come metodo di controllo.
Denuncia il Decreto-Ley 35 e la Legge sulla Comunicazione Sociale come strumenti per silenziare la critica, con più di 1.000 prigionieri politici nel 2025 secondo i dati di Prisoners Defenders.
Menziona il caso di Mayelín Rodríguez Prado, condannata a 15 anni di carcere per aver trasmesso proteste, come esempio dell'alto costo di esprimere opinioni contrarie al governo.
In un tono fermo ma rispettoso, Paredes mette anche in discussione il ruolo dei dirigenti del paese, ai quali accusa di non condividere le sofferenze del popolo. “Li vediamo sullo schermo, con volti che non riflettono la fame né la stanchezza di coloro che fanno code interminabili o cucinano con legna”, scrive.
Nel suo bilancio degli ultimi cinque anni, l'attore riassume le principali decisioni governative come un “giogo pesante” per il popolo: la riforma monetaria che ha distrutto il potere d'acquisto; gli aumenti delle tariffe senza miglioramento dei servizi; gli ostacoli all'imprenditorialità privata; e le restrizioni alla libertà di espressione e al dialogo.
A dispetto di tutto, la sua lettera non è un attacco, ma un appello: “Vogliamo cibo sulla tavola, luce nelle nostre case, internet che non sia un lusso e la libertà di parlare senza paura”.
La pubblicazione di Hamlet Paredes ha trovato un'eco sui social media, dove molti cubani hanno condiviso il suo messaggio come riflesso di una realtà condivisa. Anche se l'attore riconosce di provare paura scrivendolo, afferma che il suo dolore è maggiore per la sofferenza dei suoi cari. “Questo non è il paese in cui voglio vivere, non so essere in un altro modo, così mi hanno educato”, conclude.
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