Il Capo dell'Ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana visita una coppia cubana dopo la proposta di dialogo diretto

Mike Hammer ha visitato una coppia cubana a Mayabeque per promuovere il dialogo diretto con i cittadini, evidenziando il suo interesse per la realtà cubana al di fuori dell'Avana.


Il capo della missione diplomatica degli Stati Uniti a Cuba, Mike Hammer, ha visitato una giovane coppia a Mayabeque, come parte della sua iniziativa per intrattenere incontri di persona con cittadini cubani che gli hanno scritto per chiedere di parlare direttamente con lui.

“La parola data è un debito!”, ha annunciato l'Ambasciata statunitense su Facebook, dove ha pubblicato un video dell'incontro con l'artista Abel Lescay, manifestante delle storiche proteste dell'11 luglio a Cuba, e la sua compagna Katy.

I due giovani hanno scritto un'email a Hammer per invitarlo a conoscere la loro realtà quotidiana. “Ci è piaciuto condividere con loro e ascoltare le loro storie, le loro preoccupazioni, i loro sogni,” ha sottolineato la delegazione.

Nel video, si vede Hammer essere accolto in una casa modesta e visitare un piccolo laboratorio artigianale familiare. La visita ha incluso una conversazione informale attorno a un caffè preparato con carbone, durante la quale il diplomatico ha riconosciuto la calore dei cubani e il loro desiderio di conoscere oltre L'Avana.

“È un po' difficile... Penso che ci siano alcuni che non gradiscono molto che io esca per conoscere,” ha commentato Hammer, apparentemente facendo riferimento a settori del regime cubano che potrebbero guardare con diffidenza a queste iniziative.

Questa visita si inserisce in una serie di gesti diplomatici da parte di Hammer, che nei giorni scorsi ha difeso il valore della diplomazia diretta con il popolo cubano, anche attraverso incontri spontanei, come il già virale gioco di domino in una strada dell'Avana.

Il diplomatico ha insistito sul fatto che centinaia di cubani hanno contattato l'Ambasciata interessati a dialogare con lui. Dall'inizio di maggio, la sede diplomatica ha aperto un canale di contatto tramite email (havanapublicaffairs@state.gov), invitando i cittadini a proporre incontri.

La strategia di Hammer, poco convenzionale per un capo missione, riflette un tentativo di tendere ponti direttamente con la popolazione cubana, in un momento di crescente disconnessione tra il regime e una cittadinanza colpita dalla crisi economica e sociale.

Mayabeque, terra di giovani coraggiosi: Dall'11 luglio alla visita di Mike Hammer

La provincia di Mayabeque è diventata uno dei principali epicentri della repressione dopo le proteste pacifiche dell'11 luglio 2021 a Cuba, con diversi giovani condannati a severe pene detentive per essersi manifestati contro il regime.

Tra di loro spicca il musicista e studente universitario Abel Lescay, arrestato a Bejucal e condannato a sei anni di carcere per presunti reati di oltraggio e disturbo della quiete pubblica.

Lescay ha ammesso di aver offeso verbalmente un poliziotto, ma ha sostenuto di essere già stato punito con sette giorni di detenzione e che la sua azione era un'espressione artistica sotto forma di rap. Il suo caso ha generato una vasta campagna di solidarietà dentro e fuori Cuba.

Un'altra figura emblematica della repressione a Mayabeque sono le sorelle María Cristina e Angélica Garrido, condannate a sette e tre anni di carcere rispettivamente per aver partecipato alle proteste a Quivicán. Entrambe hanno denunciato maltrattamenti fisici e psicologici in prigione e si aggiungono all'elenco delle donne detenute per motivi politici nell'isola.

I fratelli Jorge e Nadir Martín Perdomo, di San José de las Lajas, sono stati condannati a sei e otto anni di prigione per essersi manifestati l'11J. La loro madre, Marta Perdomo, ha denunciato pubblicamente le irregolarità del processo e il trattamento disumano riservato ai suoi figli, compresa la separazione forzata in prigione e la presentazione di testimoni senza prove concrete.

Le condanne a Mayabeque hanno raggiunto fino a 20 anni di carcere, come nel caso di Maikel Puig Bergolla, accusato di reati come disordini pubblici e tentato omicidio, senza prove solide secondo la sua famiglia. Queste sentenze sono state denunciate da organizzazioni per i diritti umani e dall'Ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana come ingiuste e basate su accuse false.

La visita del capo della missione diplomatica degli Stati Uniti a Cuba a una giovane coppia a Mayabeque si svolge in questo contesto di repressione e mira a tendere ponti direttamente con la popolazione cubana.

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