Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato questo 12 maggio un decreto presidenziale con l'obiettivo di ridurre drasticamente i prezzi dei farmaci nel paese.
La direttiva esecutiva, intitolata "Offrire prezzi di nazione più favorevoli per i farmaci da prescrizione ai pazienti statunitensi", stabilisce un insieme di misure per garantire che i cittadini statunitensi paghino prezzi simili a quelli offerti in altri paesi sviluppati.
Secondo il decreto, gli Stati Uniti, che rappresentano meno del cinque percento della popolazione mondiale, hanno finanziato circa tre quarti dei profitti globali delle case farmaceutiche.
Trump ha definito questa situazione come un "flagrante squilibrio" e ha affermato che la sua amministrazione prenderà provvedimenti per porre fine a questo schema.
“Questo è il decreto più potente sui prezzi delle farmacie e dell'assistenza sanitaria mai emesso nella storia della nostra nazione”, ha dichiarato il Dr. Mehmet Oz, amministratore dei Centri per i Servizi Medicare e Medicaid, che insieme al presidente e a Robert F. Kennedy Jr., segretario alla Salute e ai Servizi Umani, era presente nella sala Roosevelt della Casa Bianca per la firma.
Il documento segnala che il prezzo gonfiato dei farmaci negli Stati Uniti ha sostenuto l'innovazione globale, mentre i sistemi sanitari esteri beneficiano di prezzi più bassi.
Ore prima della firma del decreto, Trump aveva assicurato sulla sua rete sociale Truth Social che la sua amministrazione ridurrebbe “i prezzi dei farmaci del 59%”, oltre a diminuire i costi della benzina, dell'energia, dei cibi e “di tutti gli altri”.
Nel suo caratteristico stile, il presidente ha concluso il suo messaggio con un tocco personale in cui diceva: “¡Sin inflación! Con affetto, DJT.”
Trump ha anche denunciato che, per decenni, gli americani sono stati costretti a finanziare i costi globali delle case farmaceutiche, pagando prezzi fino a dieci volte più alti rispetto ad altri paesi.
“Per anni, ci hanno detto che era a causa dei costi di ricerca e sviluppo, ma alla fine eravamo noi i ‘fessi’ d'America a pagare tutto. Questo è finito”, ha scritto.
Il decreto stabilisce diverse disposizioni chiave per garantire prezzi più bassi per i consumatori statunitensi:
- Politica della nazione più favorita: Gli americani devono avere accesso allo stesso prezzo basso offerto in altri paesi sviluppati. Se le case farmaceutiche non adempiranno volontariamente, il governo adotterà ulteriori misure per garantire il rispetto.
- Azioni contro i paesi stranieri: Il Segretario al Commercio e il Rappresentante Commerciale degli Stati Uniti dovranno adottare misure per impedire che i paesi stranieri traggano vantaggio dai progressi farmacologici finanziati dagli Stati Uniti senza pagare prezzi equi.
- Vendita diretta al consumatore: Il Segretario della Salute e dei Servizi Umani faciliterà programmi affinché i produttori di farmaci vendano direttamente ai consumatori statunitensi al prezzo più basso.
- Stabilimento dei prezzi regolamentati: Entro 30 giorni, le autorità devono comunicare alle case farmaceutiche gli obiettivi di prezzo della nazione più favorita. Se non si consegue un progresso significativo, verrà proposta una regolamentazione che imponga tali prezzi.
- Misure di conformità: In caso di pratiche anticoncorrenziali, il Procuratore Generale e la Commissione Federale del Commercio potranno intraprendere azioni legali.
- Importazione di Medicamenti: Si prenderà in considerazione la possibilità di consentire l'importazione di medicamenti a basso costo da altri paesi se ne venga garantita la sicurezza e la qualità.
Il decreto rappresenta una forte sfida per le grandi case farmaceutiche, che dipendono dai ricavi generati nel mercato statunitense per mantenere i propri margini di profitto.
CNN ha chiarito che "non è chiaro se gli americani vedranno prezzi più bassi e quale autorità abbia il governo degli Stati Uniti per dirigere i prezzi dei farmaci in altri paesi".
Domande frequenti sul decreto di Trump per ridurre i prezzi dei farmaci
Cosa cerca il decreto firmato da Trump riguardo ai prezzi dei farmaci?
Il decreto presidenziale firmato da Donald Trump mira a ridurre drasticamente i prezzi dei farmaci negli Stati Uniti, garantendo che i cittadini paghino prezzi simili a quelli di altri paesi sviluppati. L'ordine stabilisce che gli Stati Uniti non sovvenzioneranno più l'assistenza sanitaria di altri paesi e adotterà misure contro i prezzi gonfiati dei farmaci da parte delle grandi case farmaceutiche.
Che cos'è la politica di "nazione più favorita" menzionata nel decreto?
La politica della "nazione più favorita" garantisce che gli americani paghino per i farmaci il prezzo più basso che venga pagato in qualsiasi parte del mondo. Se le case farmaceutiche non rispetteranno questi prezzi in modo volontario, il governo prenderà ulteriori provvedimenti per garantirne il rispetto.
Quali misure include il decreto per ridurre i prezzi dei farmaci?
Il decreto include diverse misure chiave, come la vendita diretta di farmaci ai consumatori statunitensi, l'istituzione di prezzi regolamentati e possibili azioni legali contro pratiche anticompetitive. Si prevede inoltre l'importazione di farmaci a basso costo da altri paesi, a condizione che ne siano garantiti sicurezza e qualità.
Qual è stata la reazione delle case farmaceutiche al decreto di Trump?
Il decreto rappresenta una forte sfida per le grandi case farmaceutiche, che dipendono dai ricavi generati nel mercato statunitense. C'è incertezza su se gli americani vedranno realmente prezzi più bassi e se il governo abbia l'autorità per indirizzare i prezzi dei farmaci in altri paesi.
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