Sandro Castro, nipote del defunto dittatore cubano Fidel Castro, ha suscitato nuovamente una tempesta di reazioni sui social media con uno dei suoi ormai consueti video eccentrici.
Questa volta è apparso su Instagram nei panni di "pirata vampiro" e presunto ministro della chiesa di Cristo, indossando un crocifisso adornato con falsi rubini e citando, in modo incoerente, versi di José Martí.
“Ciao vampiri e vampiresse. Oggi Pilar è uscita a fare una passeggiata perché c'è bel sole e mare di schiuma. Anche se i grassottelli fanno ombra, ma occupano spazio. Non è tutto così male. Le benedizioni del Vampirach,” disse nel suo intervento, pieno di frasi senza senso.
Il personaggio che ha costruito sotto il soprannome “Vampirach” — una miscela di egolatria, delirio kitsch, provocazione sistematica e marketing di Cristach (la birra Cristal) — è stato accolto da molti cubani con una combinazione di disprezzo, preoccupazione e scherno.
Pero questa ultima apparizione, in cui mescola simboli religiosi con elementi grotteschi, sembrò esaurire la pazienza di migliaia di cittadini che reagirono duramente sui social media, in particolare nella nota che le dedicò CiberCuba, pubblicata su Facebook.
“Dio non può essere deriso, ciò che l’uomo semina, quello anche raccoglierà”, ha scritto un utente. “Molti lo hanno fatto e sono rimasti nella storia, ma non per buoni motivi”, ha aggiunto un altro, avvertendo delle conseguenze spirituali delle loro azioni.
Il video ha generato un'ondata di messaggi di indignazione, soprattutto tra i credenti cristiani, cattolici ed evangelici, che hanno visto in questa parodia un atto di blasfemia e profondo irrispetto.
Tuttavia, le critiche non si limitarono al piano religioso. Molti ne approfittarono per mettere in discussione l'impunità con cui Sandro agisce, protetto dal suo cognome. “Se fosse un cubano qualsiasi, lo farebbero scomparire in un secondo,” ha commentato un'utente. “Essendo figlio di un dirigente, fa quello che vuole. Che esempio è questo?” ha reclamato un altro.
Alcuni, con tono più politico, hanno denunciato che queste provocazioni non sono fortuite. “Questo è ciò che ha creato la rivoluzione: un uomo nuovo che sa solo deridere il popolo, la religione, la storia. Una schifezza di risultato”, ha sentenziato un utente della rete.
Altri hanno puntato più in alto, suggerendo che Sandro potrebbe avere un ruolo deliberato di distrazione: “Lo lasciano libero ogni volta che c'è bisogno di nascondere qualcosa di più serio. È il buffone di corte.”
Una parte del dibattito ha riguardato anche lo stato mentale del giovane. Molti hanno commentato che ha bisogno di attenzione psichiatrica, mentre altri hanno affermato che ciò che fa è uno spettacolo per guadagnare visibilità e provocazione senza limiti. L'idea che tutto questo faccia parte di un "reality" mascherato, o di una strategia del potere per mantenere occupata l'attenzione del popolo, ha ripreso vigore.
Entre le frasi più condivise, un'utente ha lanciato con ironia: “Bisogna fare un programma 'Con Filo' parlando seriamente di lui”. Il commento, più che una proposta genuina, è una critica mordace al programma filogovernativo presentato da Michel Torres Corona che si dedica ad attaccare oppositori, giornalisti indipendenti e attivisti, utilizzando risorse di propaganda, distorsione e diffamazione.
L'ironia del commento sta nel richiedere che quel stesso apparato propagandistico dedichi la sua energia a mettere in discussione una figura come Sandro Castro, simbolo del privilegio e dell'impunità del potere. Per molti cubani, questo silenzio mediatico rivela il doppio standard del sistema e il blindaggio degli "intoccabili" del regime.
Incluso tra coloro che solitamente lo prendevano in giro, inizia a emergere un tono di esasperazione: “Ogni volta che appare, l'unica cosa che fa è ricordarci quanto stiamo male. E la cosa peggiore è che si prende gioco di noi mentre lo fa”, ha commentato un utente.
Per molti, Sandro Castro è già il simbolo di una casta erede di privilegi, completamente disconnessa dalla sofferenza di un paese affondato nella sua peggiore crisi economica da decenni.
Commenti più rappresentativi
Dei oltre 700 commenti generati dall'articolo di CiberCuba in meno di 24 ore, ecco alcuni dei più rappresentativi:
- “Se fossi un cubano comune, sarei già in prigione.”
- “Quel ragazzo fa quello che vuole perché è nipote di Fidel. È al sicuro.”
- “Quello che mi fa arrabbiare è che a lui non succede nulla, mentre al cubano comune lo fanno sparire per molto meno.”
- “Quello che ha è un problema di nascita; non gli hanno fatto una TAC cranica alla nascita.”
- “È un disgustoso senza parole, non ha morale né vergogna.”
- “Mentre il popolo non ha né latte né pane, lui gira vestito da pagliaccio.”
- “Questo non è uno spettacolo qualunque, è un scherno a tutto il popolo cubano dall'alto dei privilegi.”
- “Dopo aver riso tanto della gente, alla fine l'unico scherzo è lui.”
- “Se fossi figlio di un operaio, sarei già a Mazorra o in prigione. Invece no, lui è Castro.”
- “Questo personaggio serve a distrarre dai blackout, dalla fame, dalla miseria. E lo fa bene.”
- "Sandro è come il buffone del regno. Gli danno il permesso di fare ridicolo mentre il popolo soffre."
- “Ogni sua apparizione è una provocazione, e lo fa perché sa che non gli accadrà nulla.”
- “Con quello che si infila, è per farlo raccogliere subito. Fa pena altrui.”
- “Ciò che infastidisce di più è l'impunità. Nessuno lo tocca, nessuno lo mette in discussione nella stampa ufficiale.”
- "Sembra uscito da un romanzo surrealista. Ma è reale, ed è questo il più triste."
- "Mentre tu ed io cerchiamo pane per i nostri figli, lui gioca a fare il vampiro e si ride di tutti."
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