Il regime cubano punisce i medici emigrati negando la documentazione accademica

Il regime cubano blocca certificati essenziali per i medici emigrati, impedendo il loro esercizio professionale all'estero.

Protesta di medici in Spagna nel 2024Foto © Facebook

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I medici cubani hanno denunciato che il regime dell'Avana nega in modo sistematico i certificati di "non inabilitazione" e "percorso lavorativo" ai professionisti che sono emigrati, impedendo loro di iscriversi e di esercitare la loro professione in paesi come la Spagna, dove attualmente esiste una grave carenza di personale sanitario.

La misura, denunciata da professionisti e associazioni mediche, è stata considerata dagli interessati come "una punizione" diretta del regime di Miguel Díaz-Canel per coloro che hanno abbandonato il sistema sanitario statale senza autorizzazione.

Da più di un anno, il Ministero della Salute Pubblica di Cuba (MINSAP) si rifiuta di emettere documenti essenziali per l'omologazione professionale, in particolare il certificato di "non inabilitato", indispensabile affinché i medici possano iscriversi ai collegi professionali in Spagna, segnala un reportage sul tema nel mezzo The Objective.

“È una forma di pressione per evitare che i medici lascino il paese”, denuncia Guillermo Ponce, presidente dell'Associazione dei Medici Cubani in Spagna (AMCUBE). “I professionisti della salute sono la terza fonte di entrate più importante per il governo cubano, dopo le rimesse e il turismo.”

Nella pratica, il blocco della documentazione condanna centinaia di medici cubani omologati alla disoccupazione o a lavori precari, poiché non possono esercitare legalmente la loro professione.

Casi come quello del dottor Gaylor Márquez, intensivista pediatrico, e di una psichiatra con 34 anni di esperienza, dimostrano che anche professionisti senza precedenti o sanzioni interne vedono negato il proprio storico lavorativo per essere emigrati senza permesso.

“Non abbiamo il diritto di scegliere il nostro destino”, afferma Márquez, considerato dal regime un “disertore del sistema sanitario” dopo aver lasciato Cuba al termine di una missione medica in Guinea Equatoriale. Oggi risiede in Spagna, ma non può esercitare.

Il caso di Axiel, medico che è arrivato a Madrid nel 2021 dopo un complesso percorso migratorio, spiega che nonostante abbia completato tutte le procedure di riconoscimento in Spagna, il processo si è trasformato in un "film horror".

“La mia vocazione è diventata un inferno a causa della mancanza di risorse negli ospedali. Sono stato sanzionato per aver detto la verità ai pazienti,” racconta. In Cuba stava seguendo la specializzazione in Chirurgia, ma era nella lista rossa del MININT come regolato. Ha potuto lasciare il paese solo dopo aver pagato per una “deregolamentazione temporanea” per ottenere il suo passaporto.

Oggi pulisce appartamenti turistici per sopravvivere mentre aspetta che il suo titolo venga convalidato. Come lui, oltre 300 medici cubani sono in attesa del certificato che consenta loro di esercitare, ha raccontato il mezzo indipendente Periodismo de Barrio.

Il caso della psichiatra anonima che da un anno si trova in Spagna dopo 34 anni di servizio a Cuba illustra il costo umano di questa repressione. “Non ho mai avuto problemi con il sistema. Mi sono sentita tradita da un paese al quale ho dedicato la mia vita professionale,” dichiara.

Ora studia per diventare assistente sociosanitario e prendersi cura di anziani nelle residenze. Come lei, molti medici cubani continuano a esserlo, anche se non possono esercitare, mentre aspettano che qualche burocrate, a Cuba o in Spagna, riconosca che sono professionisti formati, qualificati e con diritto a lavorare dignitosamente.

Tras una lunga lotta durata diversi anni, solo alcuni sono riusciti a far riconoscere i propri titoli. Uno dei casi è stato quello di una cubana lo scorso gennaio, e questo sabato è emerso che un altro giovane medico ha ricevuto la notifica che il suo titolo in Medicina è stato finalmente omologato in Spagna, dopo oltre tre anni di attesa.

Domande frequenti sulla situazione dei medici cubani emigrati

Perché il regime cubano nega la documentazione ai medici emigrati?

Il regime cubano nega sistematicamente i certificati necessari ai medici emigrati come forma di punizione e pressione per evitare che i professionisti della salute abbandonino il paese senza autorizzazione. Questa misura impedisce ai medici di omologare i propri titoli e di esercitare in altri paesi. Secondo Guillermo Ponce, presidente dell'Associazione dei Medici Cubani in Spagna, i professionisti sanitari sono una delle principali fonti di reddito per il governo cubano, il che spiega la reticenza del regime nel facilitare la loro emigrazione.

Quali conseguenze ha la mancanza di documentazione per i medici cubani all'estero?

La mancanza di documentazione, come il certificato di "non inabilitazione", condanna molti medici cubani all'occupazione precaria o alla disoccupazione all'estero. Questi certificati sono essenziali per il riconoscimento dei loro titoli e l'iscrizione agli ordini professionali, come in Spagna, permettendo loro di esercitare legalmente la propria professione. Senza questa documentazione, i medici sono costretti a lavorare in impieghi diversi dalla loro formazione o a rimanere in una situazione di attesa indefinita.

Esistono casi di medici cubani che sono riusciti a omologare i loro titoli in Spagna?

Sí, anche se il processo è lungo e complicato, alcuni medici cubani sono riusciti a far riconoscere i loro titoli in Spagna. Ad esempio, il caso di Sam Sabater che, dopo più di tre anni di attesa, ha ricevuto il riconoscimento del suo titolo di Medicina. Questo processo, che legalmente dovrebbe durare sei mesi, può prolungarsi per anni a causa della burocrazia e delle complicazioni amministrative. Le storie di successo sono fonte di ispirazione e speranza per altri medici che sono ancora in fase di svolgimento.

Qual è l'impatto della politica del regime cubano sui medici emigrati nel sistema sanitario cubano?

La politica restrittiva del regime cubano contribuisce alla crisi del sistema sanitario nell'isola, poiché molti medici scelgono di emigrare a causa delle condizioni precarie e della mancanza di risorse a Cuba. Questa emigrazione di massa lascia il sistema sanitario con personale insufficiente, influenzando direttamente la qualità dell'assistenza medica. Inoltre, il regime prioritizza l'esportazione di medici come fonte di reddito, trascurando le esigenze interne del paese.

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