Il presidente Donald Trump ha intensificato giovedì i suoi attacchi nei confronti del presidente della Federal Reserve (Fed), Jerome Powell, criticando al contempo la banca centrale per non aver ridotto in modo aggressivo i tassi d'interesse.
In un contesto di crescente tensione riguardo la direzione della politica monetaria del paese, Trump ha persino insinuato che potrebbe destituire Powell, il cui mandato non scade fino all'anno prossimo.
L'attacco di Trump è avvenuto un giorno dopo che Powell aveva evidenziato come le politiche commerciali dello stesso presidente, in particolare i suoi dazi generalizzati, stessero creando incertezza nei mercati e ostacolando le decisioni economiche da parte della Fed.
"Stiamo cercando maggiore chiarezza" su come i cambiamenti in materia di immigrazione, tasse, regolamentazione e commercio influenzeranno l'economia, ha dichiarato Powell mercoledì durante un discorso.
L'effetto è stato immediato: i commenti del presidente della Fed hanno contribuito a una significativa caduta dei prezzi delle azioni a Wall Street, riaccendendo i timori di una desacelerazione economica.
Trump: Elogi ai dazi, critiche a Powell
Dalle sue reti sociali, Trump ha ribadito la sua difesa dei dazi come strumento economico e ha attaccato Powell per la sua inattività.
“Il prezzo del petrolio sta diminuendo, i generi alimentari (persino le uova!) stanno scendendo, e gli Stati Uniti si stanno ARRICCHENDO GRAZIE AI DAZI”, ha detto, aggiungendo anche che Powell “avrebbe dovuto abbassare i tassi di interesse, come la BCE, molto tempo fa, ma certamente dovrebbe farlo ora. La destituzione di Powell non può arrivare abbastanza in fretta!”.
Le sue dichiarazioni sono arrivate lo stesso giorno in cui la Banca Centrale Europea ha ridotto il suo tasso d'interesse principale dal 2,5% al 2,25%, scelta che Trump ha utilizzato come riferimento per esercitare pressione sulla Fed affinché seguisse un percorso simile.
La difesa di Powell: La Fed non cede alle pressioni politiche
Jerome Powell, nominato inizialmente da Trump nel 2017 e confermato per un secondo mandato dal presidente Joe Biden nel 2022, ha risposto con una ferma difesa dell'indipendenza della banca centrale.
“Non ci lasceremo mai influenzare da alcuna pressione politica”, ha affermato durante il suo discorso al Club Economico di Chicago.
“La nostra indipendenza è una questione di legge. Non siamo rimovibili se non per giusta causa. Serviamo termini molto lunghi, apparentemente interminabili. Quindi siamo protetti dalla legge”, continuò Powell, esprimendo la sua fiducia che il Congresso non modificherà quella struttura, sottolineando il sostegno bipartisan all'autonomia dell'istituzione.
In novembre, durante una conferenza stampa, Powell ha anche assicurato che non si sarebbe dimesso se Trump glielo avesse chiesto.
Preoccupazione nei mercati e avvertimenti da parte degli analisti
Le critiche di Trump e la possibilità di un'interferenza politica diretta nella Fed hanno alzato le preoccupazioni tra economisti e investitori.
“Una cristallizzazione repentina della minaccia all'indipendenza della Fed... intensificherebbe lo stress del mercato”, ha avvertito Krishna Guha, analista della banca d'investimento Evercore ISI, in dichiarazioni citate dall'agenzia AP.
“Se ti è piaciuta la débâcle dei mercati a causa dei dazi, adorerai la vendita di azioni con la perdita di indipendenza della Fed,” aggiunse.
La percezione di una Fed sotto pressione da parte della Casa Bianca potrebbe minare la fiducia dei mercati nella stabilità della politica monetaria, in un momento già carico di incertezze globali, stimano gli esperti.
Arance, inflazione e un'economia sotto pressione
Trump ha promosso una serie di dazi come parte della sua politica commerciale, con misure che hanno incluso incrementi del 145% sui prodotti cinesi e dazi aggiuntivi su paesi come Canada e Messico, oltre a settori come automobili, acciaio e alluminio.
Sebbene il presidente affermi che queste misure arricchiscono gli Stati Uniti, il loro impatto è stato oggetto di acceso dibattito.
Banche come Goldman Sachs hanno aumentato la probabilità di una recessione, mentre i sondaggi riflettono un crescente pessimismo tra i consumatori.
Molti temono che i costi dei dazi vengano trasferiti ai prezzi al consumo, aggravando l'inflazione e indebolendo il consumo.
L'epico confronto tra Donald Trump e Jerome Powell rappresenta molto più di un semplice disaccordo sulle tasse di interesse. È uno scontro tra la visione di un presidente che cerca un controllo diretto su tutti i fronti della politica economica e una banca centrale che difende la sua autonomia come garante della stabilità finanziaria del paese.
Domande frequenti sul confronto tra Trump e la Federal Reserve
Perché Donald Trump vuole destituire Jerome Powell?
Donald Trump ha criticato il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, per non aver ridotto aggressivamente i tassi d'interesse, suggerendo che questa inattività influisce negativamente sull'economia degli Stati Uniti. Trump ha insinuato che potrebbe destituire Powell se non agisce in tal senso. La tensione si è intensificata dopo i commenti di Powell riguardo al fatto che le politiche commerciali di Trump, in particolare i dazi, generano incertezza nei mercati.
Come influenzano i dazi di Trump l'economia degli Stati Uniti?
I dazi imposti da Donald Trump hanno generato un forte dibattito sul loro impatto economico. Mentre Trump sostiene che arricchiscano il paese, gli esperti avvertono che potrebbero aumentare l'inflazione e ridurre la crescita economica. La politica tariffaria di Trump ha portato a tensioni con vari paesi ed è vista come un fattore che contribuisce all'incertezza economica.
Quali conseguenze potrebbe avere la destituzione di Powell per la Federal Reserve?
La destituzione di Jerome Powell potrebbe minare l'indipendenza della Federal Reserve, provocando una perdita di fiducia nei mercati sulla stabilità della politica monetaria degli Stati Uniti. Analisti ed economisti temono che un'interferenza politica diretta nella Fed intensifichi lo stress del mercato e influisca negativamente sull'economia globale.
Qual è stata la posizione di Jerome Powell di fronte alle critiche di Trump?
Jerome Powell ha mantenuto una ferma difesa dell'indipendenza della Federal Reserve di fronte alle pressioni politiche. Ha affermato che la Fed non cederà alle pressioni politiche e ha espresso la sua fiducia nel fatto che il Congresso manterrà la struttura autonoma dell'istituzione. Powell ha anche sottolineato che non si dimetterebbe se Trump glielo chiedesse.
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