Una giovane di 22 anni ha vissuto un momento di terrore lo scorso 2 aprile, quando è stata fermata da agenti del Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE) dopo aver accompagnato sua sorella a scuola. L'episodio, avvenuto a Fresno, ha suscitato indignazione tra le comunità immigrate e riapre il dibattito sulle tattiche utilizzate dall'agenzia federale.
La giovane coinvolta ha raccontato a Univision 21 che, dopo aver completato la sua routine mattutina e parcheggiato il veicolo a casa, è stata sorpresa da quattro agenti armati che l'hanno puntata e ammanettata davanti alla sua abitazione.
“È stato davvero traumatico, soprattutto per via delle armi, perché altre volte non c’erano armi, ma questa volta è stata più seria. Sapevo che le cose avrebbero potuto andare peggio,” ha detto Angel ai media locali.
Secondo la sua testimonianza, gli agenti le chiesero perché fosse andata a scuola e se fosse lei a guidare ad alta velocità nella zona. Pochi minuti dopo aver verificato che era residente legale, fu liberata. Tuttavia, la giovane subì un attacco di panico e dovette lasciare il lavoro quello stesso giorno.
Lo vissuto da Angel (come Univision ha deciso di chiamarla per proteggere la sua identità) si aggiunge ad altri casi recenti che hanno generato controversie, come quello di José Gregorio González, un migrante venezuelano arrestato mentre accompagnava suo fratello a una visita medica e liberato dopo pressioni della comunità.
Anche il caso di Jensy Machado, cittadino statunitense di origine salvadoregna, arrestato ingiustamente nonostante avesse tutti i documenti in regola, e che ha ritirato il suo supporto al presidente dopo aver vissuto l'esperienza.
Un altro esempio è quello di Víctor Manuel Izquierdo Peralta, un giovane cubano arrestato nel giorno del suo compleanno, nonostante avesse una richiesta di residenza per matrimonio in corso e non avesse reclami penali.
In un contesto più ampio, molteplici rapporti recenti mostrano un incremento delle detenzioni durante appuntamenti migratori di routine o per piccoli errori amministrativi, come è accaduto con la dottoressa cubana Elisbet Cardero.
Timore tra le comunità migranti
L'esperienza di questa giovane ispanica, che prevede di intraprendere azioni legali dopo quanto vissuto, ha riacceso la paura nelle comunità migranti degli Stati Uniti. Avvocati e attivisti mettono in discussione l'uso delle armi, la mancanza di comunicazione trasparente e gli effetti psicologici che questo tipo di procedure lascia su persone che non rappresentano una minaccia.
Per molti, questi casi riflettono un inasprimento della politica migratoria sotto l'attuale amministrazione e generano una sensazione di insicurezza generalizzata, anche tra coloro che si trovano in una situazione legale.
Domande Frequenti su Detenzioni dell'ICE e Migrazione negli Stati Uniti
Perché è stata arrestata la giovane a casa dopo aver accompagnato sua sorella a scuola?
La giovane è stata intercettata dagli agenti dell'ICE al suo arrivo a casa dopo aver lasciato sua sorella a scuola. Anche se era una residente legale, gli agenti le hanno puntato le armi e l'hanno ammanettata, causando in lei un attacco di panico.
Che cos'è il modulo I-220A e come influisce sugli immigrati?
Il modulo I-220A è un "Ordine di Libertà Sotto Sorveglianza" che consente la liberazione di persone dalla custodia federale a determinate condizioni. Non conferisce uno stato legale ufficiale nel paese e non consente di regolare lo stato ai sensi della Legge di Regolamentazione Cubana, lasciando i beneficiari in una situazione legale incerta.
Cosa sta causando l'aumento delle detenzioni di immigrati da parte di ICE?
L'aumento delle detenzioni è dovuto a un inasprimento delle politiche migratorie sotto l'amministrazione di Donald Trump, che promuove un maggiore controllo e supervisione degli immigrati. Questo include detenzioni durante appuntamenti migratori di routine e per errori amministrativi minori.
Qual è l'impatto delle politiche dell'ICE sulle comunità migranti negli Stati Uniti?
Le politiche dell'ICE hanno generato paura e insicurezza nelle comunità migranti, colpendo anche persone con status legale. Queste politiche non solo generano panico, ma impattano anche negativamente l'economia delle piccole imprese di proprietari latini.
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