Carelis Conde, psicologa cubana che vive negli Stati Uniti, ha affrontato un tema che sta commuovendo i cuori su TikTok: le conseguenze emotive dell'emigrazione in età avanzata. Nel suo video, che ha già raccolto oltre 1.700 mi piace e 443 condivisioni, Carelis espone l'impatto psicologico che può avere per molte persone trasferirsi in un altro paese dopo i 40 anni.
“Minha madre è sempre stata una persona molto forte, indipendente, professionista, medico a Cuba, è sempre stata la matriarca della famiglia, ma dopo essere venuta negli Stati Uniti non fa più nulla da sola, dipende tutto il tempo dai suoi figli, esce quasi mai di casa, non vuole entrare da sola neanche alla visita medica perché dice che si potrebbe dimenticare quello che le dicono...”, racconta nel suo profilo @carelisconde Carelis, riflettendo una realtà che molti conoscono.
La psicologa spiega che questo processo non è semplice: “Emigrare ha un impatto emotivo molto forte... Quando hai 35, 40, 65 anni, emigrare è molto più che riunirsi con la famiglia, non si vive allo stesso modo, è cambiare mentalità e rinascere ma da adulti”. Inoltre, sottolinea che i sintomi possono variare dall’ansia, alla depressione, fino a problemi di memoria e dipendenza emotiva.
Per affrontare queste difficoltà, Carelis consiglia pazienza, amore e supporto familiare: “Non criticare, sostenere il lutto, cercare di ascoltare e essere presenti... Tutto passerà man mano che gli dimostri che ci sei, che non c'è fretta”.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Utenti da ogni parte del mondo hanno condiviso le loro esperienze e hanno ringraziato per il contenuto. “Nessuno l'ha detto così forte e chiaro. Anche a me è successo, ma si può superare”; “Io sono anni che ci provo e sono ancora in quel processo di riorganizzare la mia vita”; “Hai ragione, ho perso 15 chili e dipendo da mio figlio per fare le pratiche”; “È un cambiamento molto brusco per la nostra età”; “Lo manderò a mio figlio, che non capisce perché mi trovo in questo stato”.
Altri hanno riflettuto sull'impatto: “A soli 20 anni sono emigrato e ho avuto la maggior parte di quei sintomi, non riesco a immaginare come possa essere per qualcuno più grande”; “È come rinascere”; “Dimmelo a me, sono stato indipendente per tutta la vita e qui ho avuto un duro colpo con questo cambiamento”.
Questo messaggio ha lasciato una grande lezione: emigrare non è solo un cambiamento fisico, ma anche emotivo, e comprendere che ogni persona lo vive in modo diverso è fondamentale per andare avanti. Carelis Conde è riuscita a esprimere in parole ciò che molti sentono, chiarendo che con pazienza e supporto, il processo di adattamento è possibile.
Domande frequenti sulle conseguenze emotive dell'emigrazione in età adulta
Quali sono le conseguenze emotive più comuni nell'emigrare in età adulta?
Le conseguenze emotive più comuni includono ansia, depressione e dipendenza emotiva. Emigrare in età avanzata implica un cambiamento drastico non solo fisico, ma anche psicologico, il che può portare a problemi di memoria e a una forte dipendenza emotiva dai familiari più vicini.
Come possono i familiari supportare gli anziani che sono emigrati?
I familiari possono supportare mostrando pazienza, amore e stando presenti nel processo di adattamento. È importante non criticare, ma aiutare gli anziani ad affrontare il lutto emotivo che comporta il cambiare paese, ascoltandoli e dando loro supporto emotivo costante.
Perché è particolarmente difficile emigrare dopo i 40 anni?
Emigrare dopo i 40 anni è complesso perché implica un cambiamento significativo nella vita consolidata di una persona. A quest'età, le persone hanno già stabilito le proprie routine, identità e connessioni sociali, rendendo l'adattamento a un nuovo ambiente più emotivamente impegnativo.
Quale ruolo giocano i social media nella vita degli emigranti anziani?
I social network sono uno strumento cruciale per mantenere i contatti con familiari e amici nel paese d'origine. Permettono agli emigranti più anziani di condividere le loro esperienze, trovare supporto emotivo e ridurre la sensazione di isolamento connettendosi con persone che affrontano situazioni simili.
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