La società civile convoca una manifestazione mondiale per i diritti umani e la libertà dei prigionieri politici a Cuba



Cubani in esilio e gruppi della società civile organizzano una manifestazione globale il 10 dicembre per chiedere la liberazione dei prigionieri politici e il rispetto dei diritti umani a Cuba.

Manifestazione della comunità cubana in esilio (immagine di riferimento)Foto © X / @CUBADECIDE

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Organizzazioni dell'esilio cubano e gruppi della società civile dentro e fuori dell'isola hanno indetto per il 10 dicembre, Giornata Internazionale dei Diritti Umani, una manifestazione globale per chiedere la liberazione dei prigionieri politici e il rispetto delle libertà fondamentali a Cuba.

La piattaforma Cuba Decide, guidata dall'attivista Rosa María Payá, è stata una delle prime a rispondere all'appello, diffuso attraverso i social media con il messaggio: “Ci vediamo il 10! Sosteniamo la convocazione a manifestare a livello mondiale per i diritti umani dei cubani. Libertà per i prigionieri politici. Libertà per Cuba”.

Le manifestazioni si svolgeranno in diverse città del mondo dove risiedono comunità cubane, come Miami, Madrid, Città del Messico, Buenos Aires, Washington, Santiago del Cile, Berlino o Toronto, che in anni precedenti hanno ospitato eventi simili. Gli organizzatori sperano che questa nuova iniziativa abbia un impatto pari o superiore a quello di precedenti convocazioni.

In Cuba, attivisti indipendenti hanno espresso la loro intenzione di unirsi alla manifestazione, sebbene negli anni precedenti il regime di Miguel Díaz-Canel abbia risposto con un rafforzamento del controllo poliziesco e arresti arbitrari per impedire manifestazioni pacifiche, come documentato da Amnesty International e Human Rights Watch.

Diverse organizzazioni per i diritti umani, come Prisoners Defenders, sostengono che più di 1.100 persone continuano a essere detenute per motivi politici, il numero più alto registrato negli ultimi decenni.

Tra di loro ci sono artisti, giornalisti, attivisti e manifestanti dell'11J, molti dei quali condannati in processi sommari e senza garanzie processuali.

Dall'esilio, si prevede che migliaia di cubani partecipino a marce pacifiche di fronte a ambasciate, consolati e piazze pubbliche per rendere visibile la repressione e chiedere solidarietà internazionale. Gli organizzatori invitano a vestirsi di bianco e a portare bandiere cubane e striscioni con i nomi dei prigionieri politici.

In precedenti occasioni, Rosa María Payá ha ribadito che l'obiettivo di queste manifestazioni è “ricordare al mondo che i cubani continuano a lottare per la nostra libertà” e che, nonostante la repressione, il desiderio di cambiamento “è ancora vivo nel popolo cubano”.

Il 10 dicembre sarà così una nuova giornata di unità tra i cubani dentro e fuori dall'isola, segnata dalla richiesta di giustizia, libertà e diritti umani per un popolo che continua a resistere a oltre sei decenni di dittatura comunista.

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Redazione di CiberCuba

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